Comunicare il futuro di Vignola. Sul PSC stiamo perdendo un’occasione

Il 10 settembre 2008 la Giunta dell’Unione Terre di Castelli ha approvato il Documento preliminare del PSC, con Quadro conoscitivo e Valutazione di sostenibilità ambientale (delibera della Giunta n.73/2008) – il documento che, una volta approvato anche dalle Giunte Comunali, consentirà di aprire la Conferenza di pianificazione. E’ il primo atto ufficiale da quando, nel marzo 2005, i Consigli Comunali dei 5 comuni (Vignola, Castelnuovo, Castelvetro, Savignano e Spilamberto) hanno deliberato la convenzione per la redazione del PSC (Piano Strutturale Comunale) in forma associata. In questo periodo di tempo è stato redatto ed adottato un Piano delle Strategie (delibera n.20 del 15 marzo 2006 della Giunta dell’Unione), ovvero un documento-guida per lo sviluppo e la salvaguardia del territorio, oggi pressocché sconosciuto ai più (vedi). In due anni nessuna amministrazione ha mai pensato di organizzare un seminario, dico uno, per presentare pubblicamente, discutere, analizzare criticamente quel piano delle strategie. E’ stato distribuito – questo è vero – in un qualche centinaio di copie, ma temo che i lettori siano dell’ordine di qualche decina (e l’Unione Terre di Castelli ha oltre 65.000 abitanti!). Eppure i temi trattati erano importanti – lo sono tuttora. Difesa e valorizzazione del territorio e del paesaggio. Recupero di “identità” – è una richiesta che, tra l’altro, si va affermando da tempo in reazione alla globalizzazione ed ai connessi processi di omogeneizzazione culturale. Un’economia più sostenibile ambientalmente ed una “nuova” economia legata alla cultura, all’ambiente, al patrimonio monumentale ed artistico. Oggi abbiamo di nuovo davanti a noi una grande occasione. Si tratta dei documenti che verranno approvati tra qualche mese, al termine di un’iter lungo e complesso, e che disegneranno il futuro di questo territorio. In “gergo” il loro nome è Piano Strutturale Comunale – l’equivalente del Piano Regolatore Generale del passato (ma con differenze sifgnificative che è bene considerare) (vedi). La posta in gioco è alta, dunque, e meriterebbe il massimo sforzo per un coinvolgimento più ampio possibile dei cittadini, delle realtà associative, delle forze economiche e sociali di questo territorio. Eppure, pur essendo già in fase di avvio avanzato di questo percorso (formalmente avviato con l’incarico al team dei progettisti, nel giugno 2007), di questo sforzo non c’è quasi traccia. E dire che nei documenti preliminari e nelle comunicazioni ufficiali l’obiettivo del coinvolgimento è fissato con chiarezza. “In coerenza con l’art.8 della L.R. 20/2000 “Disciplina generale sulla tutela e l’uso del territorio” che sottolinea l’importanza della partecipazione dei cittadini ai procedimenti di formazione e approvazione degli strumenti di pianificazione, è forte la volontà dei 5 Comuni di coinvolgere nelle scelte non solo le istituzioni chiamate per legge ad esprimersi, ma anche tutti coloro che in questa fase di revisione pianificatoria possono e vogliono esprimere la loro opinione.” – così sta scritto nella presentazione della “pianificazione partecipata” (sic!) dell’Unione Terre di Castelli nel sito del progetto partecipa.net (vedi).

Il castello di Vignola visto da via Zenzano

Il castello di Vignola visto da via Zenzano

Il Documento preliminare del PSC – il primo importantissimo documento ufficiale con cui si aprirà la Conferenza di pianificazione nelle prossime settimane – è già stato approvato dalla giunta dell’Unione il 17 settembre (dopo essere stato “presentato”, ma non distribuito, al Consiglio dell’Unione del 22 luglio) e però è tuttora un oggetto misterioso ai più. I suoi contenuti, articolati in 250 pagine, sono stati oggetto di un paio di comunicati stampa e nulla più. E, soprattutto, ancora oggi non è chiaro come avverrà il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini, singoli e/o associati. L’Unione Terre di Castelli ha attivato un apposito sito web sul PSC (vedi), ma ad oggi è sostanzialmente vuoto. C’è la possibilità di iscriversi ad una newsletter – io mi sono iscritto tre mesi fa – che però non è attiva! Cè, e questo è un po’ singolare, una sezione dedicata ai “ricordi del territorio”, “uno spazio per i racconti, meglio se degli anziani residenti, sui luoghi legati ad avvenimenti o semplicemente sui luoghi com’erano con lo scopo di proporli così, in semplice lettura per tenere insieme il passato della nostra terra e deIle nostre pietre, legandolo alla visione attuale della città che ci circonda ma anche alle previsioni future.” (vedi) Marketing non proprio di alto livello – e non è neppure chiaro se questa sezione è attiva. Sul sito web del Comune di Vignola non si trova ancora nulla. Non un link. Se digitate “psc” nel motore di ricerca del sito vi compaiono solo due pagine, assolutamente marginali (e datate). E’ vero: c’è ancora un po’ di tempo per recuperare (non troppo però!). Per recuperare una capacità di comunicare e coinvolgere che è assolutamente indispensabile se si vuole che i cittadini e le organizzazioni di questo territorio non sentano calato dall’alto un disegno del futuro che ha in sé molti punti di forza, ma che deve comunque essere affinato e “testato” tramite la pubblica discussione. Se in passato si è abbandonato un prezioso lavoro per far conoscere, tramite CD-Rom e sito web, l’ambizioso progetto di trasformazione della città (il Piano delle opere pubbliche), ora non si deve commettere l’errore di trascurare il coinvolgimento della città nel disegnare gli assi portanti dello sviluppo del territorio, nel delineare il suo futuro: quanto crescere ancora? non consumare più territorio e dunque crescere, in un numero circoscritto di interventi, solo in altezza? come difendere e rafforzare l’agricoltura per salvaguardare la campagna ed il paesaggio? puntare su uno sviluppo economico che ha come proprio perno l’industria o tentare la via non facile della valorizzazione ambientale, enogastronomica, culturale? accompagnare o “resistere” ai processi migratori in atto? Su queste ed altre questioni occorre innalzare il livello di consapevolezza della comunità vignolese, occorre trovare il modo per discussioni diffuse, articolate, approfondite. E soprattutto “vere”. Occorre trovare anche modalità innovative per richiamare l’attenzione dei cittadini sull’importanza del PSC, per stimolare la loro riflessione e partecipazione, perché si produca “intelligenza collettiva” e consenso – certo anche tramite la discussione ed il confronto acceso – sugli obiettivi portanti della pianificazione urbanistica e territoriale.

Il parco delle sculture di Ca' la Ghironda a Crespellano (BO)

Il parco delle sculture di Ca' la Ghironda a Zola Predosa (BO)

Che fare, però, in concreto? Non basterà certo un sito web dove rendere disponibili i documenti in formato pdf – documenti ciascuno dei quali di qualche centinaia di pagine e che, per questo, i più non leggeranno! Anche le esperienze dei forum online – forse irrinunciabili – non sono però particolarmente entusiasmanti (assai pochi sono i partecipanti in rapporto alla popolazione target). Oltre a questi strumenti di informazione e (assai meno) comunicazione, occorre mettere in campo degli eventi, così da rendere un po’ più facile l’impossessarsi dei temi centrali del PSC. Insomma un’informazione e comunicazione user-friendly, che cerca, inoltre, di sottolineare la rilevanza del tema, della posta in gioco. Qualche suggestione. Facciamo del mese di novembre il mese del PSC – il mese del “futuro di Vignola e del territorio dell’Unione”. Concentriamo in 15-20 giorni una serie di iniziative, distribuite nei 5 comuni, di presentazione e discussione del documento preliminare del PSC (nel frattempo la Conferenza di pianificazione avrà iniziato i propri lavori). Chiediamo a tutte le realtà collettive del territorio (associazioni economiche, di categoria, organizzazioni sindacali e degli imprenditori, associazioni culturali e di volontariato) di leggersi il documento, magari per parti, e di partecipare a seminari di approfondimento e di lettura critica. Con l’impegno a ripetere l’evento e riprendere le riflessioni sedimentate all’inizio del 2009, quando il PSC sarà prossimo all’adozione. Facciamo precedere questo ciclo di iniziative dalla diffusione di materiale cartaceo (in aggiunta al sito web). Ad esempio dedicando un numero delle newsletter comunali alle scelte strategiche del PSC (magari chiamando anche qualche “esperto” a proporre visioni contrapposte), come ha fatto il Comune di Lugo che ha dedicato un intero numero del giornale dell’amministrazione (“La Rocca“, giugno 2007) all’illustrazione del PSC (per il PSC dell’Associazione di Comuni Bassa Romagna vedi). Altri territori al momento del lancio del PSC intercomunale hanno dato vita ad un’apposita testata che ha accompagnato i cittadini lungo tutto l’iter. Ma soprattutto sarebbe opportuno dare vita ad un evento, una kermesse, una “bambinopoli” della pianificazione territoriale! Proprio in questi giorni si tiene un evento con caratteristiche simili a Porretta Terme, nell’appennino bolognese. Si tratta della manifestazione EcoAppennino, una sorta di fiera expo’ dedicata alle tecnologie per il risparmio energetico e le fonti rinnovabili in montagna (vedi). Per tre giorni, dal 26 al 28 settembre, le piazze ed i luoghi pubblici di porretta saranno invasi da mostre, seminari, workshop, dimostrazioni pratiche, ecc. Anche ai cittadini più distratti arriverà il messaggio sulla sostenibilità ambientale, sulle fonti energetiche rinnovabili, sulle tecnologie ecologiche. Si tratta di trovare, da noi, il modo di fare qualcosa di analogo, centrato sul disegno del futuro della città e del territorio. Far toccare con mano i temi della pianificazione, le sfide e le incertezze di chi oggi prende decisioni per il futuro. Presentare obiettivi e scelte contenuti nei documenti di piano con modalità che vanno dal riflessivo al ludico. Ed in tal modo mettere in circolazione un po’ di intelligenza collettiva per un processo di pianificazione solido e condiviso. Ne varrebbe la pena.

Come consigliere comunale e consigliere dell’Unione Terre di Castelli ho evidenziato l’importanza di un coinvolgimento ampio dei cittadini e delle forze sociali nella pianificazione territoriale in ogni occasione possibile. Dapprima nel luglio 2007 nell’ambito di un documento politico di indirizzo delle forze di maggioranza. Ultimamente nel consiglio dell’Unione del 22 luglio, di nuovo nel consiglio dell’Unione del 23 settembre, nel consiglio comunale del 25 settembre. Ovviamente continuerò ad insistere.

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3 Responses to Comunicare il futuro di Vignola. Sul PSC stiamo perdendo un’occasione

  1. Marcello ha detto:

    Ottima iniziativa quella di richiedere una seria partecipazione al PSC, spero che si attivino quelle attività che sono comunque da anni già richieste dalle norme ma di fatto sono scarsamente utilizzate

  2. maurizio ha detto:

    Sono più che d’accordo con il dr Paltrinieri. Questa osservazione sulla mancata comunicazione sul psc si affianca però alla normale modalità di non comunicare.
    A volte chi sta nel Castello legifera in maniera autocefala.

    Ripeto, e non vorrei essere la Cassandra del caso, che il rischio è quello di doverci di colpo tutti svegliare e cercare mezzi di comunicazione quando sarà tardi. Quando cioè il risultato elettorale prenderà a schiaffi questa modalità afona di fare politica.

  3. […] del Documento preliminare da parte delle giunte (nell’agosto 2008) ogni discorso si è fermato (vedi). [4] Ogni narrazione si espone a contro-narrazioni, ovvero al confronto con narrazioni diverse. […]

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