Grazie, caro professore. In ricordo di Achille Ardigò

E’ morto ieri a Bologna Achille Ardigò, 87 anni, cattolico, uno dei padri fondatori della sociologia italiana (vedi). Fu molto vicino a Giuseppe Dossetti che affidò proprio a lui la preparazione del programma – il Libro bianco su Bologna – con cui si presentò alle amministrative a Bologna nel 1956. In quelle pagine stanno temi di grande importanza, come è riconosciuto ancora oggi, specie per l’idea più innovativa: la riforma dei quartieri ed il decentramento amministrativo, proposta poi raccolta e realizzata dal Pci.

Il Prof. Achille Ardigò (da Il Resto del Carlino, 11 settembre 2008)

Il Prof. Achille Ardigò (da Il Resto del Carlino, 11 settembre 2008)

Negli anni ’60 è stato tra i padri fondatori della Facoltà di Scienze Politiche a Bologna e della sociologia italiana, dove ha sviluppato diversi filoni di studio: dalla modernizzazione alla stratificazione sociale, dalla famiglia al welfare state, dalla sociologia della salute al volontariato, all’uso delle nuove tecnologie per innovare servizi sanitari e sociali. Studioso, docente, “padre” di un gruppo esteso di sociologi, dunque, ma anche intellettuale impegnato in politica e nella vita della Chiesa. In questo suo impegno militante, consapevole dell’importanza degli strumenti della “critica”, sta forse la sua testimonianza più forte per un’Italia migliore. Ecco da “Europa” del 2004 e 2005 due suoi interventi sulla Chiesa italiana ed il Concilio (vedi) e sull’Ulivo di Romano Prodi (vedi).

Ardigò ha insegnato sociologia all’Università di Bologna ed è stato il primo presidente dell’Associazione Italiana di Sociologia. Io l’ho conosciuto frequentando il suo corso all’Università di Bologna e laureandomi con lui. L’ho quindi frequentato successivamente per diversi anni come collaboratore a suoi progetti di ricerca sul welfare state e le nuove tecnologie. Per me rimane insuperato un suo piccolo ma denso libro del 1980 “Crisi di governabilità e mondi vitali” (Cappelli editore), dove alla crisi italiana si prospettava come rimedio una nuova valorizzazione dei “corpi intermedi” tra stato e cittadino (associazionismo economico e professionale, volontariato, ecc.), ovvero una nuova comunicazione tra “sistema sociale” e “mondi vitali”. Per tutto questo, grazie caro professore!

Achille Ardigò, Crisi di governabilità e mondi vitali, Cappelli, Bologna. A sinistra la prima edizione (1980), a destra la seconda edizione (riveduta e corretta).

Achille Ardigò, Crisi di governabilità e mondi vitali, Cappelli, Bologna. A sinistra la prima edizione (1980), a destra la seconda edizione (riveduta e corretta) del 1982.

Tra i commenti più efficaci nel tratteggiare la figura del Prof. Ardigò ricordo quello di Sebastiano Porcu su Il Resto del Carlino (11 settembre 2008), di Giuseppe Sciortino sul Corriere di Bologna (11 settembre 2008) e di Michele Smargiassi su la Repubblica (11 settembre 2008; vedi).

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