Puntuali arrivano i tagli di Tremonti sulla scuola

Non ci sono più dubbi. Il decreto legislativo n.137 dell’1 settembre 2008 – Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università – rende trasparente la logica che ha mosso il ministro Mariastella Gelmini nei suoi primi atti relativi alla “riorganizzazione” della scuola italiana. Le preoccupazioni pedagogiche sono un semplice velo alla ragione vera: fare economia. La scelta di tagliare la spesa relativa all’istruzione precede qualsiasi ragionamento circa il modo per ridare efficacia e qualità alla scuola. Anzi, l’intervento più pesante avviene proprio sull’unico ordine scolastico che oggi regge bene la valutazione internazionale: la scuola elementare (scuola primaria). Al comma 1 dell’articolo 4 il decreto precisa che le classi sono “affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una piu’ ampia articolazione del tempo-scuola” (ecco il testo del decreto). Invece di elaborare un progetto di riforma od una serie di interventi volti ad affrontare i veri nodi strutturali della scuola italiana (qualità dei docenti e valutazione degli apprendimenti sopra tutti), il governo procede innanzitutto tagliando le risorse. Ecco il commento di Mariangela Bastico, senatrice del PD (ed ex-viceministro all’istruzione nel governo Prodi), in merito alla scelta del “maestro unico” ed all’intervento di riduzione dell’orario nella scuola elementare: “Non è forse un caso che il Ministro non citi mai le indagini internazionali sugli apprendimenti dei bambini di nove anni che collocano i bambini italiani, che frequentano la scuola elementare, ai primi posti delle classifiche europee. Sono scelte gravissime in quanto riducono la possibilità dell’apprendimento dei saperi fondamentali, leggere, scrivere e far di conto, per tutti i bambini e particolarmente per quelli che hanno minori opportunità educative al di fuori della scuola. Inoltre con la riduzione di sei ore dell’orario scolastico normale viene abolito di fatto il tempo pieno scaricando sugli enti locali le competenze e i costi per realizzarlo. Ritengo che i Maestri siano figure professionali straordinarie ma credo che nel 2008 sia difficile avere competenze adeguate per insegnare una molteplicità di discipline, dall’Italiano alla Matematica, alla Storia, alla Geografia. Peraltro il decreto del governo non riferisce la scelta del Maestro unico a esigenze pedagogiche e didattiche ma alla necessità di operare i tagli previsti dal decreto finanziario”. L’impressione è che non ci sia altro da fare che far sentire la propria voce. Il Cesp-Centro Studi per la Scuola Pubblica/Coordinamento Nazionale in difesa del Tempo Pieno e Prolungato ha già lanciato una campagna nazionale contro il ritorno al maestro unico. Ogni cittadino, ogni genitore è innanzitutto invitato a documentarsi sul provvedimento ed i suoi prevedibili effetti. Per chi condivide la preoccupazione sul futuro della scuola elementare ecco il modulo per la raccolta delle firme (vedi) ed il sito web del Cesp con l’illustrazione della campagna (vedi). Una campagna nazionale di raccolta firme contro i provvedimenti del ministro Gelmini è stata lanciata anche dal sindacato scuola-università FLC/CGIL (vedi).

One Response to Puntuali arrivano i tagli di Tremonti sulla scuola

  1. […] all’intervento. Ritengo non sia così, come ho provato ad argomentare (senza faziosità): Puntuali arrivano i tagli di Tremonti sulla scuola (3 settembre) e Scuola che vince si cambia (9 […]

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