Pietrasanta. Dall’economia della pietra all’economia della cultura

Dal 21 giugno al 31 agosto 2008, a Pietrasanta in provincia di Lucca, si tiene la mostra De 3 en 3 di Javier Marín, scultore messicano di fama internazionale (vedi; vedi anche la presentazione di Laura Montanari su Repubblica Firenze.it). Come avviene da diverso tempo (vedi) la scena dell’allestimento è la città stessa – la piazza del Duomo – ed il complesso di Sant’Agostino (guarda la slideshow su flickr.com). Pietrasanta, infatti, ha una lunga tradizione di valorizzazione dell’arte, tanto da poter essere considerata, nonostante le limitate dimensioni della città (con i suoi 24.400 abitanti è appena più grande di Vignola), uno dei centri artistici importanti in Italia (interessante per l’impegno a sviluppare un’economia della cultura e, soprattutto, dell’arte). Ciò che colpisce, infatti, oltre alle bellissime opere di Marín, è ciò che “vi sta dietro”: il tentativo di governare il passaggio dall’economia della pietra (il marmo) all’economia della cultura.

Ai piedi delle Alpi Apuane, Pietrasanta è infatti storicamente famosa per la lavorazione del marmo. La città, fondata nel 1255, dal Podestà di Lucca Guiscardo da Pietrasanta (di qui il nome), diviene ben presto un importante centro tra Liguria e Toscana, nel XIV secolo anche grazie all’apertura di cave di marmo. Nel 1518 Michelangelo Buonarroti vi stipulò contratti per i marmi per la facciata della Basilica di San Lorenzo a Firenze (per la cronaca: l’operazione non andò a buon fine). Ma è nel XIX secolo che avviene un passaggio decisivo. Nel 1843 viene istituita a Pietrasanta (ollora parte del Granducato di Toscana) una scuola per l’insegnamento della lavorazione artistica del marmo, oggi divenuto Istituto d’arte “Stagio Stagi”. La scuola produce maestranze qualificate che portano allo sviluppo di laboratori artigiani di lavorazione del marmo. In tal modo la Versilia non si limita all’estrazione ed esportazione del marmo grezzo, ma diventa progressivamente un luogo di produzione di sculture. Il processo prosegue quindi per differenziazione: ai laboratori di lavorazione del marmo si aggiungono le fonderie artistiche (vedi; la più antica risale al 1885) ed anche laboratori per la realizzazione di mosaici e di opere in terracotta e ceramica. Oggi, però, Pietrasanta non è solo la capitale della lavorazione artistica del marmo, ma è molto di più – è un centro di produzione artistica e, soprattutto, un centro che usa le produzioni artistiche e l’arte (una importante mostra annuale, quest’anno appunto dello scultore messicano Javier Marín, più altre “collaterali”) per alimentare l’economia del territorio. Si tratta di uno dei tanti casi italiani “da manuale” di quello che Carlo Trigilia, uno dei massimi studiosi di sociologia economica, chiama “sviluppo locale” (vedi). Il concetto di “sviluppo locale” va distinto da quello di “dinamismo locale” (inteso come processo di crescita economica misurabile in termini di reddito prodotto e di occupazione) per un importante elemento: il concetto di “sviluppo locale” descrive un caso di dinamismo o crescita in cui le risorse del territorio vengono “valorizzate”, ovvero il territorio si arrichisce di competenze e specializzazioni locali (competenze e specializzazioni che possono essere intese come un “capitale” che consente ulteriore crescita, dunque sviluppo). Non tutti i casi di crescita economica hanno questa caratteristica (Trigilia distingue infatti lo “sviluppo locale” dal “localismo autarchico” e dal “dinamismo di origine esterna”). Questo quadro interpretativo – qui solo richiamato; il libro è molto più ricco di esempi e particolari – mette a disposizione una griglia di lettura dell’economia di un territorio (e delle scelte di un “buon” amministratore locale): questo nuovo insediamento, questo progetto, “arrichisce le competenze e le specializzazioni locali”? Tanto per intenderci (e per calare queste considerazioni nella nostra realtà): le produzioni artigianali di aceto balsamico sì, le cooperative di facchinaggio no (in un altro post svilupperò questo tema). Trigilia evidenzia tre fattori che contribuiscono alla “produzione di beni collettivi locali” importanti per lo “sviluppo locale”. Leggiamole in riferimento al caso di Pietrasanta: (1) dotazioni originarie di risorse tangibili (il marmo) ed intangibili (le capacità “artistiche” delle nuove maestranze); (2) gli effetti emergenti di scelte non coordinate di singoli attori (la nascita di laboratori di lavorazione artistica del marmo a partire dalla seconda metà del XIX secolo); (3) la capacità di coordinamento intenzionale tra attori collettivi – amministrazione comunale, provincia, associazioni economiche, privati (un minuscolo esempio: la mostra di Javier Marín è il frutto della collaborazione tra amministrazione comunale ed una delle tante gallerie d’arte di Pietrasanta). Ed è su questo terzo punto che oggi si innestano i progetti per lo sviluppo di un’economia della cultura a Pietrasanta. Negli ultimi due decenni, in modo via via più consapevole, l’amministrazione comunale ha infatti perseguito la costruzione e lo sviluppo di un sistema articolato di iniziative, di luoghi, di istituzioni volto ad intercettare la crescita di un’economia dell’arte e della cultura, ovvero la crescita del numero di cittadini (e consumatori) che apprezzano l’arte, la ricercano e sono disposti a pagare per accedervi (in realtà la mostra di Javier Marín è gratuita) o comunque volto a promuovere ricadute economiche sul territorio dai flussi turistici mossi dall’arte. Pietrasanta ha infatti sviluppato importanti rapporti con artisti di fama internazionale proprio grazie alle competenze specialistiche dei suoi laboratori. Ricordiamo il colombiano Fernando Botero (vedi; ha una casa a Pietrasanta) e lo scultore polacco Igor Mitoraj (vedi1; vedi2; dal 1983 ha stabilito un suo laboratorio a Pietrasanta). Ha disseminato opere d’arte negli spazi pubblici e privati della città, realizzando un “parco della scultura” (vedi). Ha sostenuto la diffusione di gallerie d’arte. Investe in manifestazioni artistiche di richiamo nazionale. Pietrasanta è un caso interessante da studiare per questo: per il tentativo di promuovere e governare il passaggio dall’economia della pietra all’economia della cultura. Sono numerose le città che in Italia stanno provando a realizzare un percorso analogo, valorizzando la conoscenza, la cultura, l’arte a fini economici. Con risultati più o meno soddisfacenti. Un percorso assai rilevante soprattutto per quelle realtà altrimenti economicamente “stagnanti”. Anche solo gli indicatori demografici confermano che l’economia del territorio – se si esclude la Versilia marittima – non è affatto dinamica: la popolazione di Pietrasanta non è più cresciuta dal censimento del 1961 (ma sta tornando a crescere ora); gli stranieri sono il 2% della popolazione residente. E qui si potrebbe citare il caso ancora più interessante di Ferrara. Ma il caso di Pietrasanta è, per noi vignolesi, interessante proprio dal punto di vista comparativo, visto che anche qui l’amministrazione sta perseguendo, anche se ad “intensità variabile”, il progetto di una quota aggiuntiva di sviluppo economico legato alla cultura (pensiamo al tema “Vignola città della musica”). E Pietrasanta ha le stesse dimensioni di Vignola. Anche se, diversamente da noi, è inserita in un contesto economico meno ricco e soprattutto “monospecialistico” (il marmo, per lungo tempo, ha rappresentato l’elemento di visibilità a livello regionale e nazionale). In ogni caso, la mostra di Javier Marín vale davvero la pena (vedi). Dopo averla assaporata, però, pensate all’economia, all’economia della “conoscenza” e della cultura.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: