Silvio, Romano e … Luca

A poco più di un mese dall’insediamento del governo si è già sfaldato il clima di dialogo tra maggioranza ed opposizione, ma, cosa ancora più grave, anche i rapporti tra il Presidente del Consiglio ed il Capo dello Stato sono sottoposti a tensione dopo l’iniziativa di Berlusconi di inserire alcune norme ad personam nel decreto legge sulla sicurezza (e di supportare quest’iniziativa con una lettera di attacco alla magistratura fatta leggere dal Presidente del Senato). Intanto i giornali – vedi Il Resto del Carlino di oggi, 18 giugno 2008 – riportano le opinioni dei sondaggisti che avvertono che gli italiani sono interessati ad altro e che dunque il Berlusconi che cura i propri interessi non avrà ripercussioni negative sulla propria immagine (sino a qui uscita rafforzata dalle prime settimane di attività del governo). Con i provvedimenti in questione non è però in gioco – e già questo sarebbe sufficiente – solo la salute delle istituzioni. La posta in gioco riguarda proprio uno dei temi di grande interesse per tutta la collettività, ovvero la coerenza delle norme sulla sicurezza (ed il principio – che, a parole, tutti vogliamo rafforzare – della certezza della pena). Trattano di questo argomentano in modo acuto sia Giuseppe D’Avanzo su Repubblica (vedi), che Luca Ricolfi su La Stampa (vedi). Anche Stefano Folli, nel suo editoriale su Il Sole 24 Ore (quotidiano smaccatamente di sinistra?) non è tenero a riguardo delle ultime mosse del Presidente del consiglio (vedi). Mosse che hanno spinto Walter Veltroni a dichiarare che in tal modo si chiude ogni possibilità di dialogo tra maggioranza ed opposizione. Il PD, dal canto suo, si appresta all’incontro dell’Assemblea Nazionale del 20 giugno in cui dovrà essere eletto il nuovo presidente dell’assemblea. Negli ultimi giorni si sono moltiplicati gli appelli nei confronti di Romano Prodi, perché ritorni sui suoi passi ed accetti di rimanere nella carica di Presidente dell’Assemblea nazionale del PD.

Michele Salvati è intervenuto in tal senso sul Corriere della Sera del 17 giugno (vedi). Il suo appello merita di essere letto perché unisce passione a lucidità (ed onestà) intellettuale. Mario Barbi, prodiano, risponde oggi su Il Riformista (vedi) sottolineando che “la pressione esercitata su Prodi è insieme il segno di una difficoltà seria del PD di Veltroni e la prova che il PD cerca una scorciatoia per aggirarla.” Anche questo merita un’attenta lettura. Facile pronosticare che gli appelli non smuoveranno Prodi dalla sua decisione e che dunque il PD dovrà affrontare, con coraggio ed intelligenza, questo non semplice passaggio (così come quelli all’orizzonte, ad esempio in vista delle prossime elezioni europee). Per le sfide impegnative servono le energie migliori, ma anche una grande lealtà verso il progetto di questo nuovo partito – che quotidianamente vogliamo far crescere. Servono luoghi di discussione vera e grande trasparenza.
Infine a livello locale si riunisce nella serata di oggi l’Assemblea di zona del PD, per eleggere il coordinatore di Zona. L’unica candidatura è quella di Luca Gozzoli, ex-sindaco di Spilamberto ed attuale presidente del Consiglio provinciale (vedi). Apprezzo la disponibilità di Luca per questo “impegno” ulteriore e gli auguro sin da subito buon lavoro. Il PD vuole essere un partito che coinvolge e valorizza le migliori risorse morali e intellettuali anche a livello locale, un partito che riapre e fa funzionare i canali di collegamento tra politica e società. Il buon funzionamento delle realtà territoriali è dunque essenziale, così come il loro coordinamento – soprattutto nel nostro territorio, dove in questi anni abbiamo costruito realtà istituzionali sovracomunali importanti come l’Unione Terre di Castelli e l’ASP G.Gasparini. Abbiamo infatti bisogno di “momenti” (se non di veri e propri organismi) in cui le segreterie e/o i comitati direttivi si ritrovino per discutere degli elementi programmatici di maggiore importanza di ambito sovracomunale. Occorre, in altri termini, giungere alla costruzione di un’architettura “politica” di tipo sovracomunale che possa corrispondere all’architettura istituzionale, anch’essa sovracomunale, che abbiamo da tempo instaurato (considerazioni che ho svolto di recente in modo più approfondito – vedi). Insomma buon lavoro, non solo a Luca, ma anche a tutti noi!

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