Salvatore Vassallo a Vignola

Martedì 8 aprile 2008 alle ore 20.30 presso il Teatro Cantelli di Vignola (visualizza su Google maps) il Circolo del PD di Vignola ha organizzato un incontro con Salvatore Vassallo. Vassallo sarà intervistato da Francesco Galli, componente del Comitato direttivo e giornalista di TRC, sul tema “Partito Democratico: uno shock di innovazione per la politica italiana?” (scarica il volantino in formato pdf). Docente di Scienza Politica e Politica Comparata all’Università di Bologna (vedi), Vassallo è candidato alla Camera dei Deputati per il Partito Democratico. E’ da tempo una delle voci più autorevoli sull’organizzazione del nuovo partito – suo l’intervento su La forma organizzativa Un nuovo partito, e un partito nuovo, al seminario di Orvieto il 6 ottobre 2006. Ha presieduto la Commissione nazionale del Partito Democratico incaricata di redigere lo statuto del partito. E’ commentatore politico per il Corriere della Sera.

Salvatore Vassallo

Vorrei evidenziare alcuni motivi di interesse della figura e delle idee di Vassallo. Per i “militanti” o gli elettori del PD un chiaro motivo di interesse sta nel suo impegno alla ricerca di nuove soluzioni organizzative e procedurali rispetto a quelle che sin qui hanno caratterizzato i partiti italiani (ed in primo luogo DS e Margherita). L’invito ad usare di più i “gazebo” e dunque a stare di più in mezzo alla gente, facilitando così la possibilità di consultare anche i soli “simpatizzanti” (non iscritti), è un chiaro antidoto alla progressiva chiusura e difficoltà di rinnovamento dei partiti tradizionali. La ricerca di nuove modalità di partecipazione, ad esempio mediante l’utilizzo di Internet, emerge anche nel suo intervento al convegno “Per riformare la politica, davvero” – di cui uno stralcio è stato pubblicato su Europa del 10 ottobre 2007 (vedi). Ma se i “contenitori” (i partiti) ed i “contenuti” (i programmi) non sono indipendenti, allora si può riconoscere che solo “contenitori” innovativi (innanzitutto nelle modalità di rapporto con gli elettori, nella selezione della propria classe dirigente, nelle procedure della democrazia interna) hanno maggiori chances di elaborare in modo tempestivo programmi in grado di rispondere ai problemi della società e di formulare politiche efficaci perché non ideologiche (e questo ha un nesso forte con l’idea di un partito “a vocazione maggioritaria” – un tema che riecheggia in questo intervento di Vassallo sui Radicali nel PD apparso sul Corriere della Sera del 27 febbraio 2008; vedi). Si giustifica così il titolo dell’iniziativa. Lo shock di innovazione che il PD sta introducendo nel sistema politico italiano, nella misura in cui riguarda sia le caratteristiche del nuovo partito, sia la visione di fondo che esso propone (maggiore capacità di governo, una democrazia che decide – anche perché non più ingabbiata da una coalizione troppo larga, il completo abbandono di ogni ideologia), è testimonianza della capacità di interpretare e dare risposta ad un bisogno profondo di questo paese: quello di imprimere nuovo dinamismo alla società ed alla cultura (non solo all’economia!). E questo è invece un tema che interessa ogni cittadino (indipendentemente dalla sua “vicinanza” al PD): si può fare? Io penso di sì. Per usare l’efficace immagine di Bersani: “Noi possiamo essere la palla di neve che provoca la valanga” (vedi).

4 Responses to Salvatore Vassallo a Vignola

  1. ivana gibellini ha detto:

    Ho partecipato ieri sera all’incontro che si è tenuto a Vignola alla presenza del Prof. Vassallo.
    Le perplessità che avevo sono aumentate. (sob!)
    Sono uscita demoralizzata, e le ragioni della mia amarezza sono molteplici e differenti.
    Tralasciando considerazioni che potrebbero essere lunghe e noiose, credo di poter effettuare una sintesi.
    l’unica vera domanda che bisognava fare al Professore era: perchè si candida con il Pd?
    O ancora molto più semplicemente: perchè si candida, perchè vuole entrare in politica?
    So che questa può apparire una domanda dettata da sentimenti di antipolitica, o da sentimenti qualunquistici, ma non è così.
    A mio modo di vedere, o meglio a modo di vedere di molta letteratura di scienza della politica, chi si mette in politica dovrebbe essere spinto da motivazioni che dovrebbero avere a che fare con la difesa e l’ascolto di istanze presenti nella società. (a questo serve la politica, a questo serve la rappresentanza).
    Ieri sera non c’è stato un attimo in cui io abbia sentito, nelle risposte del Professore, un accoglimento un’interpretazione una elaborazione delle domande provenienti dalla società civile.
    Non sulle disuglianze sociali, non sulle politiche sociali, non sul precariato, non sulla laicità dello stato, non sull’idea di cosa debba essere la politica, non sui diritti civili, non sull’idea di libero mercato….
    Allora la domanda che rivolgo al professore e al creatore di questo blog è:
    perchè mettersi in politica? perchè non scegliere uno sport, un hobby, un mestiere meno nocivi al prossimo.
    Che cosa è la politica per voi?
    grazie
    Ivana Gibellini

  2. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Ciao Ivana,
    vorrei provare a rispondere almeno ad alcuni dei tuoi quesiti, anche se non posso certamente sostituirmi a Salvatore Vassallo nel rispondere circa le sue motivazioni all’impegno politico quale candidato PD al parlamento. Su questo posso solo dire che ho percepito in Vassallo la volontà di mettere a disposizione del PD – un nuovo partito in fase di costruzione a cui lui ha fornito idee importanti per un modo innovativo di organizzarsi (basta leggere alcuni suoi interventi e verificare il suo contributo alla formulazione dello Statuto) – le sue competenze di studioso di politica. Il fatto che la proposta di riforma elettorale che Veltroni ha proposto alle altre forze politiche fosse stata messa a punto da lui non è di poco conto. Possono sembrare aspetti lontani dalla realtà quotidiana dei cittadini di questo paese, ma una buona legge elettorale significa poter avere anche un governo che viene messo nelle condizioni di governare. E di questo l’Italia ha un grande bisogno! Inoltre Vassallo è certamente una persona ed uno studioso sensibile alle “domande provenienti dalla società civile”. Le sue proposte vanno nella direzione di una politica più vicina alla società: una politica che “rende conto” ai cittadini, una politica in grado di decidere e di assumersi la responsabilità delle decisioni, una politica più semplice e sobria (ricordo le cose che ha detto sui “costi della politica”), una politica più trasparente. Sugli altri temi che citi – le disuguaglianze sociali, ecc.- mi sembra che la proposta del PD sia chiara: abbiamo bisogno di un paese che torna a crescere economicamente ed abbiamo bisogno di un paese più giusto. Questa visione è illustrata già nel discorso che Veltroni ha tenuto al Lingotto di Torino nel giugno 2007, nel momento in cui si è dichiarato disponibile a candidarsi a segretario del PD. Infine, perché mettersi in politica? Rispondo per me. Perché ci vedo una forma “bella” (e che mi piace) di servizio al mio paese – a Vignola, all’Italia. Un carissimo saluto e grazie.
    Andrea Paltrinieri

  3. Lorenzo Costanzini ha detto:

    Personalmente condivido lo scoramento dei tanti, fra cui, come ho avuto modo di constatare personalmente, molti vignolesi, che pensano che col PD si sia persa l’ennesima occasione per costruire finalmente in Italia un grande partito socialdemocratico al pari dei maggiori Paesi europei.

    Walter Veltroni è sicuramente una figura politica di grande spessore, con uno sguardo fresco e vitale sulla realtà, oltre che di vasta cultura.

    La difficile convivenza con i componenti dell’ex Margherita è però inevitabile ed affiora anche nel programma elettorale in espressioni sibilline come “Il PD promuove il riconoscimento dei diritti delle persone stabilmente conviventi”, ben lontano, per esempio, dal “riconoscimento pubblico delle unioni civili con tutte le conseguenze di estensione dei diritti e tutele” proposto da la Sinistra l’Arcobaleno.

    Come fare? Non avremo brutte sorprese su questo e molti altri campi, come la libertà della ricerca scientifica, col PD al governo?

    Lorenzo Costanzini

  4. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Quando si fonda un nuovo partito gli elementi di incertezza ci sono certamente. Sarebbe sciocco nasconderlo. Vale dunque anche per il PD. Io però sono fiducioso (nonostante il risultato elettorale!). Sono fiducioso perché il numero delle adesioni al PD sta crescendo in modo significativo (19.000 in provincia di Modena) ed ha già superato la somma degli iscritti DS e Margherita. Questo testimonia dell’apprezzamento del progetto. Un aspetto per me rilevante sta nel fatto che oggi parliamo di un partito “a vocazione maggioritaria”, in cui le diverse sensibilità politiche possano davvero interagire per far emergere la posizione più utile all’intero paese. Mi sembra, per rispondere a Lorenzo, che il disegno di legge sui “Dico” predisposto da Barbara Pollastrini e Rosy Bindi sia un esempio della possibilità di trovare soluzioni equilibrate e che rispondono all’interesse del paese. Se il ddl non è stato approvato è per la mancanza dei numeri in parlamento, non perché il PD non sia stato in grado di prospettare una soluzione.

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