Cosa ci dice la seconda indagine sulle condizioni economiche e sociali delle famiglie in provincia di Modena?

Una vignetta di Altan, gennaio 2008

Una vignetta di Altan, gennaio 2008

Nel 2006 il Centro di Analisi sulle Politiche Pubbliche (CAPP) dell’Università di Modena, diretto dal Prof. Paolo Bosi, ha condotto la seconda indagine sulle condizioni economiche e sociali delle famiglia della provincia di Modena (ICESmo2). L’Unione Terre di Castelli ha contribuito al finanziamento dell’indagine, così da consentire un maggior numero di interviste sui cinque comuni dell’Unione. In tal modo è risultato possibile effettuare un’apposita elaborazione dei dati relativamente alle famiglie residenti sul territorio dell’Unione e, quindi, effettuare una comparazione con i dati del comune di Modena, del distretto di Sassuolo, oltre che dell’intera provincia. Ecco il Report presentato a Sassuolo il 6 novembre 2007 (pdf 1,89MB). Quali sono i dati più significativi che emergono dall’indagine? A mio parere si tratta di questi.
[1] Il reddito medio equivalente (cioè aggiustato per il numero di componenti del nucleo familiare) di Modena è mediamente più alto di quello provinciale (e di Sassuolo e Vignola) dell’11%. Invece il reddito medio equivalente della zona di Sassuolo, di Vignola e dell’intera provincia non presenta differenze statisticamente significative. Per Modena si tratta di 27.200 euro (reddito annuo medio equivalente), contro i 24.600-25.000 delle restanti zone della provincia. Per il territorio dell’Unione il dato preciso è 24.704 euro. Dunque Vignola risulta essere un comune “meno ricco”, con redditi più bassi di quelli di Modena, ma comunque in linea con Sassuolo e l’intera provincia.
[2] Con redditi medi simili a quelli del resto della provincia, Vignola presenta però una minore disuguaglianza. Come si vede dal grafico seguente il reddito medio del primo 10% della popolazione (primo decile) è circa 6-8 volte più basso di quello del 10% più ricco della popolazione. Vignola, tuttavia, presenta il reddito medio più alto nel 2° e 3° decile e più basso nel 9° e 10° decile: questo significa che la differenza tra i più poveri e i più ricchi è meno accentuata, con la conseguenza che i più poveri a Vignola sono meno poveri dei poveri della provincia, mentre i più ricchi sono meno ricchi. Tale dato è confermato dal valore dell’indice di Gini (misura della disuguaglianza), significativamente più basso a Vignola che nelle altre zone della provincia.

Reddito equivalente per decile e per territorio

[3] La disuguaglianza relativa al patrimonio è ancora più marcata di quella relativa al reddito. Il grafico seguente rappresenta il valore della ricchezza per decili e per zone. In media una famiglia della provincia di Modena ha un patrimonio netto di 173 mila euro; questo è sensibilmente più alto per i modenesi (circa 220 mila euro); a Vignola e Sassuolo il valore medio non si discosta molto da quello provinciale (circa 170 mila euro). Anche in questo caso a Vignola risulta una minore disuguaglianza nella distribuzione del patrimonio. Molto forti sono comunque le differenze per decili: il primo ha una ricchezza negativa, perché prevalgono i debiti; il valore medio della ricchezza del 10° decile si approssima, a Modena, al milione di euro (a Vignola a circa 650.000 euro).

Patrimonio per decile e per territorio

[4] Nel territorio dell’Unione Terre di Castelli si registra una percentuale più bassa di “poveri”. Per misurare la povertà, l’indagine considera povero un individuo se il reddito disponibile equivalente della famiglia di cui fa parte è inferiore al 60% della mediana della distribuzione provinciale del reddito disponibile equivalente. Nella provincia di Modena la percentuale di poveri, così calcolato, è stimato pari al 15,6%. Il dato è sostanzialmente simile a Modena città (15,6%), mentre è invece significativamente più alto a Sassuolo (18,9%), e significativamente più basso a Vignola (11,0%) (vedi il grafico sottostante).

Percentuale di “poveri” per territorio

[5] I fattori che “spiegano” la povertà sono, anche da noi, l’età e la numerosità della famiglia (il rischio dei minori e dei giovani è maggiore di quello degli anziani, anche per la presenza di famiglie straniere con molti figli) oltre all’essere in affitto. La probabilità di essere povero non è uniforme nel corso della vita, ma è decisamente superiore per i giovani, in tutte le zone considerate. Sul complesso della provincia, la diffusione della povertà al crescere dell’età segue un andamento decrescente fino ai 60 anni, poi leggermente in aumento, senza ritornare però sui livelli che caratterizzano i giovani. La probabilità di essere povero, inoltre, cresce di molto se si è in affitto. Nel complesso della provincia di Modena, più del 50% delle persone che vivono in affitto sono “povere”, contro solo il 5 % di chi vive in proprietà. La quota di affittuari in povertà è particolarmente alta a Sassuolo (65%), è più bassa a Vignola (42%), anche se comunque sempre decisamente superiore al rischio di povertà dei proprietari. Tra i proprietari della propria abitazione la povertà è un fenomeno assai poco frequente (6%).

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