Una “silenziosa” trasformazione demografica

Nati a Vignola 1960-2007

Sono disponibili i dati demografici del 2007. Come negli anni precedenti la popolazione di Vignola cresce anche nell’ultimo anno, passando da 23.075 (al 31 dicembre 2006) a 23.419 (al 31 dicembre 2007). L’incremento è dovuto essenzialmente al saldo migratorio (ampiamente positivo), mentre il saldo naturale torna negativo, anche se di poche unità. In pratica negli ultimi 7-8 anni Vignola è cresciuta di circa 350 residenti all’anno. Si tratta di un processo migratorio che ha tre componenti: immigrati da paesi stranieri, immigrati dal Sud Italia (specie da Campania, Puglia e Sicilia) ed immigrati da altri comuni modenesi. All’interno dell’area modenese (in grado di attrarre per l’andamento positivo dell’economia), Vignola attrae ancora di più per la sua dotazione di servizi e per una qualità della vita superiore alla media (a quando delle graduatorie provinciali?). I nati del 2007 sono 223, in riduzione rispetto al 2006 quando, con 258 nati, a Vignola le nascite sono ritornate ai livelli del 1968 (ma allora il numero dei residenti era di un quarto inferiore ad oggi). Comunque, dal 2002 le nascite sono stabilmente al di sopra delle 200 unità, ben lontane dal valore minimo del 1987 (allora ci furono solamente 103 nati). La ripresa della natalità è il prodotto del mutamento della struttura demografica della popolazione: il grosso dei nuovi residenti sono di giovane età (25-35 anni), l’età giusta per metter su famiglia e fare figli. Contribuiscono in modo significativo le famiglie di stranieri: sui 223 nati del 2007 69 sono stranieri (il 30,9%). Sulla popolazione residente complessiva, invece, gli stranieri incidono per l’11,5% circa. Sono dati che ci debbono spingere ancora di più a lavorare per l’integrazione, specie per le “seconde generazioni”. E’ un fenomeno di cui sappiamo ancora poco. E’ però plausibile ritenere che gli immigrati adulti arrivino da noi alla ricerca di un miglioramento delle condizioni economiche (pensando anche al futuro dei loro figli) e qualche volta fuggendo da condizioni assolutamente insopportabili. Si inseriscono da noi senza grosse pretese: molti di loro, pur avendo titoli di studio elevati, accettano posti da operai. Qui la soddisfazione per aver notevolmente migliorato la condizione economica fa premio su tutto. Per i figli degli immigrati nati qui la cosa è però diversa. Le loro aspettative sono in tutto simili a quelle dei nostri figli: poter studiare, trovare un buon lavoro. Occorre allora assicurare che il fatto di essere stranieri non si trasformi per loro in un handicap per la carriera scolastica e per la carriera lavorativa. Occorre evitare che si sentano intrappolati in percorsi che non riescono a sfociare verso l’alto. Per questo sarebbe importante avere i dati del loro abbandono scolastico e del loro successo scolastico. Nei confronti delle nuove generazioni la capacità di integrazione della società modenese dipende certamente (certo non solo, ma anche) dal fatto che non percepiscano l’esistenza di meccanismi sociali discriminatori. E’ questa una delle sfide più impegnative per l’integrazione … Occorre saper dosare il “lavoro” sulla cultura familiare e la sensibilità delle istituzioni, in primo luogo di quelle scolastiche. Niente buonismi per favore, ma uno sguardo lucido sul loro e il nostro futuro.

Composizione nati italiani e stranieri a Vignola 1997-2007

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