Vignola: identità e trasformazioni

“Vignola: identità e trasformazioni”: questo il titolo della relazione tenuta (lunedì 10 dicembre 2007) presso la Biblioteca Auris dagli architetti Giulio Orsini e Andrea Cavani, nell’ambito di un corso organizzato dall’Università della Libera Età N.Ginzburg (grazie all’intuizione ed all’impegno di Valter Cavedoni). Poco più di 20 i partecipanti. Molto interessanti gli “scenari” proposti: pedonalizzazione completa di Piazza Corso Italia (con l’unica eccezione del tratto tra Viale Trento Trieste e Via Muratori per immettersi sul ponte in direzione Bologna) ed apertura di percorsi di collegamento tra il vecchio Centro Storico e l’area verde circostante (zona Centro Nuoto), con recupero della veduta sul fiume (es. dal cortile di Palazzo Barozzi). Suggestioni interessanti ed anche affascinanti, anche se sulla fattibilità della modifica della viabilità occorre che si pronuncino gli esperti (io ho qualche dubbio in proposito). Non sono mancate le critiche ad alcune scelte dell’Amministrazione Comunale di Vignola, in primo luogo sul parcheggio interrato di Piazza Corso Italia (in realtà soprattutto sulla destinazione a parcheggio del piano di superficie). Penso che una risposta puntuale vada data a chi legge quell’intervento in modo del tutto negativo. Si può certo riconoscere che la destinazione a piazza (dunque luogo pubblico di ritrovo) risulta preferibile per ciascuno di noi. Però bisogna anche riconoscere che (1) da tempo quello spazio fungeva essenzialmente da parcheggio; (2) che il Centro Storico di Vignola necessitava da tempo (e necessita ancora) di posti auto per i residenti e di parcheggi per i visitatori e che la realizzazione del parcheggio in project financing risultava realisticamente possibile sono garantendo un numero adeguato di posti auto da immettere sul mercato da parte del gestore (privato) che si è accollato l’investimento (e che “rientra” appunto tramite le entrate di gestione). Dunque ci sono circa 300 posti auto a disposizione di residenti e visitatori (+200 circa rispetto a prima). Plausibile ritenere che una minore dotazione non avrebbe resa l’operazione interessante per il privato (consideriamo che si è trattato del primo parcheggio interrato realizzato in project financing in provincia di Modena, un parcheggio realizzato in una città – Vignola – di 23mila abitanti: il 7° comune della provincia per abitanti); (3) che il finanziamento delle opere pubbliche è una vera sfida per gli enti locali, vista la scarsità di finanziamenti statali (in un paese che, avendo il debito pubblico più alto d’Europa, spende ogni anno cifre considerevoli per gli interessi sul debito!) e dunque la cosiddetta “finanza di progetto” costituisce oggi un’opportunità interessante. Inoltre (punto 4) occorre considerare che l’attuale soluzione potrà essere rivista in futuro, magari liberando la superficie dalle auto una volta che l’entrata in funzione della Pedemontana avrà ridotto la morsa del traffico di attraversamento su Vignola. Se si considerano tutti questi elementi assieme difficile non giungere alla conclusione che questo intervento debba essere valutato positivamente. Perfetto forse no, ma comunque ampiamente positivo. A me sembra comunque che le cose stiano così.

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