E i fatti?

Rendere conto ai cittadini del proprio operato, dei risultati conseguiti, è un impegno che ogni amministratore assume nel momento in cui si appresta a ricoprire una carica pubblica. E’ bene tener fede a quell’impegno. Io lo faccio qui succintamente per gli anni del mio impegno come assessore, dal 1997 al 2004 (dal 1997 al 2004 come assessore alle politiche sociali; dal 1999 al 2004 anche come assessore alla scuola ed alle politiche abitative).

Da assessore (1997-2004)
Da assessore ho promosso e portato a termine diversi progetti. Ne ricordo alcuni:

  • il Centro diurno per anziani (presso la Casa Protetta di via Resistenza), specializzato anche per l’accoglienza di persone affette da demenza senile;
  • il nuovo asilo nido “Cappuccetto Rosso” a Brodano: il terzo Asilo Nido di Vignola che ha consentito di far crescere l’offerta di 63 posti (nella foto una fase della costruzione del tetto in legno). Io però avrei preferito un nome meno tradizionale, tipo “Kamillo Kromo” (il camaleonte di Altan), anche per la particolarità della struttura (originale architettura in bioedilizia);
  • il centro giovani Meltin’ Pot all’autostazione;
  • il Centro servizi per i cittadini stranieri (prima intercomunale, ora dell’Unione Terre di Castelli);
  • il Centro per le famiglie dell’Unione Terre di Castelli;
  • il Centro Territoriale Permanente per l’educazione degli adulti (circa 600 cittadini stranieri ogni anno frequentano i corsi per imparare la lingua italiana ed ottenere la licenza media!);
  • il progetto “l’esperienza dell’altro” con il filmato “Racconto straniero” (per la regia di Daria Menozzi);
  • la ristrutturazione delle scuole dell’infanzia ed elementari vignolesi (e l’acquisto, finalmente, dei nuovi arredi!);
  • l’acquisto di Mulino di Tavernelle per la realizzazione di alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica e di un luogo di aggregazione per associazioni, gruppi e famiglie (attualmente è ancora in corso la progettazione);
  • l’ampliamento degli orti per gli anziani.

Ma ho anche contribuito in modo decisivo alla riorganizzazione dei servizi. Ad esempio con il trasferimento delle politiche abitative e della gestione ERP dall’Ufficio Tecnico(/Ufficio Casa) al Settore sociale. Quindi con l’impostazione di tutti i progetti innovativi a livello intercomunale (su scala dell’Unione Terre di Castelli), consapevole che per innovare davvero occorre fare “massa critica”. Cosa che è successa per i servizi per i cittadini stranieri, per il Centro Territoriale Permanente (un’esperienza davvero innovativa ed unica, con sedi di insegnamento a Vignola, Spilamberto e Castelnuovo Rangone), per il Centro per le Famiglie! E’ il modello della “rete” e della distribuzione, in modo equilibrato, delle funzioni e dei servizi sul territorio.

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