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	<title>AmareVignola</title>
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	<description>Un blog per condividere pensieri per renderla più bella, più vivibile, più solidale. E&#039; politica!</description>
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		<title>AmareVignola</title>
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		<title>Mercoledì 2 dicembre: presentazione del &#8220;Progetto Brasile 2009&#8243;. Non mancare!</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 21:16:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Paltrinieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri & C.]]></category>
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		<description><![CDATA[E’ mercoledì 2 dicembre, alle ore 21 presso la Sala dei Contrari (alla Rocca di Vignola), la presentazione del “Progetto Brasile 2009”. 40 ragazzi dai 17 ai 21 anni, accompagnati da un po’ di adulti (tutti scout del gruppo Agesci Vignola 1), sono andati per tre settimane, nell’agosto di quest’anno, a Riacho Grande, un quartiere [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=amarevignola.wordpress.com&blog=2496792&post=3418&subd=amarevignola&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>E’ <strong>mercoledì 2 dicembre, alle ore 21 presso la Sala dei Contrari</strong> (alla Rocca di Vignola), la presentazione del “<em>Progetto Brasile 2009</em>”. 40 ragazzi dai 17 ai 21 anni, accompagnati da un po’ di adulti (tutti scout del gruppo Agesci Vignola 1), sono andati per tre settimane, nell’agosto di quest’anno, a Riacho Grande, un quartiere nella periferia della periferia di São Paolo (<a href="http://amarevignola.wordpress.com/2009/08/05/riacho-grande-progetto-brasile-2009/" target="_self"><strong>vedi</strong></a>). A fare che cosa? In proposito ci sono diverse versioni. Per gonfiare il proprio ego? Per toccare con mano la realtà della fortissima disuguaglianza sociale di uno dei paesi economicamente più importanti al mondo? Per vedere da vicino l’operato di Luiz Inácio Lula da Silva, il presidente ex-metalmeccanico alla guida del Brasile dal 2003 (<a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=O37UI" target="_blank"><strong>vedi</strong></a>)? Per lavorare di badile e cazzuola nella speranza di lasciare il mondo un po’ migliore di come l’hanno trovato? Forse l’unico modo per saperlo è partecipare alla serata. L’ingresso è libero. Le emozioni assicurate. Non mancare!</p>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://amarevignola.wordpress.com/2009/11/23/mercoledi-2-dicembre-presentazione-del-progetto-brasile-2009-non-mancare/"><img src="http://img.youtube.com/vi/VbfJOfTExLM/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
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			<media:title type="html">Andrea Paltrinieri</media:title>
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		<title>Via Libertà. Una proposta di Stefano Corazza</title>
		<link>http://amarevignola.wordpress.com/2009/11/22/via-liberta-una-proposta-di-stefano-corazza/</link>
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		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 09:49:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Paltrinieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Non il mio nome]]></category>
		<category><![CDATA[progettazione partecipata]]></category>
		<category><![CDATA[via Barella]]></category>
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		<description><![CDATA[Sotto forma di una “lettera ai protagonisti di ‘Non il mio nome’ (vedi)” Stefano Corazza ha elaborato una proposta di risistemazione di via Libertà. Una proposta da discutere e criticare, se volete. Per chi la condivide l’invito è trarne spunto per segnalarla al “tavolo di confronto creativo” (il primo incontro è previsto per mercoledì 25 [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=amarevignola.wordpress.com&blog=2496792&post=3404&subd=amarevignola&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Sotto forma di una “lettera ai protagonisti di ‘<em>Non il mio nome</em>’ (<a href="http://maps.google.it/maps/ms?hl=it&amp;source=hp&amp;ie=UTF8&amp;msa=0&amp;msid=108602597063411286604.00046b8478cd57b23d7bc&amp;z=16" target="_blank"><strong>vedi</strong></a>)” Stefano Corazza ha elaborato una proposta di risistemazione di via Libertà. Una proposta da discutere e criticare, se volete. Per chi la condivide l’invito è trarne spunto per segnalarla al “tavolo di confronto creativo” (il primo incontro è previsto per mercoledì 25 novembre, ore 19.30-21.30) realizzato nell’ambito del progetto “<em>Via della partecipazione</em>” (<a href="http://www.comune.vignola.mo.it/via_della_partecipazione/" target="_blank"><strong>vedi</strong></a>).</p>
<p>Cari amici/tigli, amici dei tigli (1-172), si è conclusa domenica 15 novembre una prima fase del “percorso partecipativo” che ha rimesso in discussione i progetti per Via Barella (progetto definitivo) e Via Libertà . I progetti pur partendo da situazioni e problematiche molto diverse l’una dall’altra avevano in comune un effetto conclusivo: l’eliminazione totale (Via Barella) o parziale (gli alberi del lato nord-est di Via Libertà) delle alberature esistenti.<span id="more-3404"></span> La ricostruzione delle motivazioni per cui i due progetti, che pure a diverso grado di avanzamento erano già stati presentati come propri dalla precedente amministrazione comunale, giungevano a questa tragica e distruttiva conclusione rischia di essere lunga e complicata e potrebbe contenere considerazioni non proprio benevole sull’operato pregresso. Mi limito a dire che a “<em>Via della Partecipazione</em>” molti aspetti sono stati resi espliciti, interessi diversi sono emersi, limiti tecnici dei progetti sono stati evidenziati, idee e suggerimenti progettuali  sono stati proposti e,  alla fine, <strong>gran parte dei cittadini di Vignola hanno espresso la volontà di conservare gli alberi di Via Libertà</strong>.</p>
<div id="attachment_3408" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/n_foto-14nov2009-005.jpg"><img class="size-medium wp-image-3408" title="N_Foto 14nov2009 005" src="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/n_foto-14nov2009-005.jpg?w=300&#038;h=276" alt="" width="300" height="276" /></a><p class="wp-caption-text">Presentazione delle foto dell&#39;iniziativa &quot;Non il mio nome&quot; davanti alla biblioteca Auris (foto del 14 novembre 2009)</p></div>
<p>Sabato 14 novembre, contemporaneamente al tavolo di <em>Planning for Real</em> (nell’ambito del percorso “<em>Via della Partecipazione</em>”) abbiamo esposto all’esterno della biblioteca i tabelloni con le strisciate delle  foto (190) scattate durante le tappe della “missione”. Abbiamo ricevuto molti attestati di condivisione dell’iniziativa e dei suoi obiettivi da parte di cittadini rammaricati di non avervi potuto partecipare ma anche alcuni (pochi) dissensi che tacciavano “Non il mio nome” di essere “antidemocratico”(?), frutto di un gruppo di “estremisti ambientalisti”, “gente di destra che non abita sulla strada”, che “se vogliono un albero se lo comprino o vengano loro a pulire”, posizioni formulate da alcuni pasdaran della soluzione “terminator”.<br />
Amenità, in fondo. La nostra missione di “<em>Non il mio nome</em>” ha avuto un ruolo non minore nel fatto che i progetti siano stati fermati dalla attuale Sindaco e che molti cittadini abbiano in seguito potuto prendere parte ed esprimere il loro pensiero nel corso del procedere di “<em>Via della Partecipazione</em>”.  Siamo grati al buon senso espresso <em>in extremis</em> dalle istituzioni e, come ho già scritto sulla nostra mappa in Google, soprattutto a noi stessi.  Credo che tutti noi che abbiamo dato un nome ad un tiglio possiamo anche essere orgogliosi di avere creato un piccolo spazio per contribuire (come poi anche “<em>Via della Partecipazione</em>”) alla ricostruzione di un protagonismo del cittadino in percorsi decisionali democratici in cui tutte le posizioni hanno potuto esprimersi.</p>
<div id="attachment_3410" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/n_disegno_sez_stradale1.jpg"><img class="size-medium wp-image-3410" title="N_Disegno_sez_stradale" src="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/n_disegno_sez_stradale1.jpg?w=300&#038;h=228" alt="" width="300" height="228" /></a><p class="wp-caption-text">Proposta di sistemazione di via Libertà: sezione. Schizzo di Stefano Corazza</p></div>
<p>Ci sono ancora scadenze di partecipazione in cui possiamo/dobbiamo intervenire per sostenere la nostra idea sul fatto che ogni albero tagliato è un valore perduto e non una merce (vecchia) che può essere sostituita con una nuova. Da un mio calcolo approssimativo sulla base di metodi utilizzati in Italia e all’estero stimo che il valore di un giovane tiglio quarantenne (in buona salute come sono) sia compreso fra 12.000 e 17.000 Euro (stima prudenziale). Ogni giorno che passa, un albero rende diversi servizi ai residenti e ai cittadini tutti (<a href="http://amarevignola.wordpress.com/2009/11/10/il-valore-di-un-albero-osservazioni-di-stefano-corazza/" target="_self"><strong>vedi</strong></a>).<br />
Il primo problema degli alberi è quello che <em>noi </em>gli provochiamo serrandogli il tronco in una coltre di asfalto (e non certo le foglie che cadono) e che possiamo, in Via Libertà, risarcire lui &#8211; restituendo, nello spazio degli attuali marciapiedi, permeabilità alla terra e respiro agli apparati radicali con una ampia e continua (interrotta solo dagli accessi alle proprietà) aiuola inerbita &#8211; e noi stessi &#8211; creando spazio per camminare godendoci l’intorno, o andare in bicicletta al di sotto delle loro chiome, limitando (con un senso unico andando da Via G.Galilei alla Circonvallazione) il transito e la sosta delle automobili, consumatrici di aria, spazio, paesaggio.<br />
Tutto ciò non può, però, non essere accompagnato da un programma temporalizzato e quantificato anche in termini economici, di attività di cura e manutenzione degli alberi e degli spazi di pertinenza (emerso con forza anche in “<em>Via della Partecipazione</em>&#8220;); da almeno un intervento, che costituisca anche un modello da ripetere in futuro, sulla riparazione di danni alla proprietà (recinzione) debitamente accertati e quantificati; da un intervento, anch’esso prototipale, su una via laterale (anch’esso richiesto da molti cittadini) per ricavare spazi oggi assenti per la mobilità pedonale (e talora ciclabile) e per alberature (ove possibile); per organizzare e delimitare gli spazi di sosta auto; per limitare il transito automobilistico e moderare la velocità. E da ultimo da una ridefinizione della frequenza con cui l’azienda incaricata provvede alla raccolta del fogliame nella stagione vegetativa.</p>
<div id="attachment_3411" class="wp-caption aligncenter" style="width: 234px"><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/n_strada_vista_dallalto.jpg"><img class="size-medium wp-image-3411" title="N_strada_vista_dall'alto" src="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/n_strada_vista_dallalto.jpg?w=224&#038;h=300" alt="" width="224" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Proposta di sistemazione di via Libertà: vista dall&#39;alto. Schizzo di Stefano Corazza</p></div>
<p>Se quanto ho detto sopra vale specialmente per Via Libertà non molto diverso è in generale il discorso su Via Barella dove purtroppo, per ora,  sembrano prevalere  considerazioni motivate dall’esasperazione prodotta dalla inerzia passata. Eppure, qui neppure possono essere invocati i danni alle proprietà e da tutte le parti si rivendica una sensibilità personale agli alberi.</p>
<div id="attachment_3412" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/n_foto_partecip-14nov2009-018.jpg"><img class="size-medium wp-image-3412" title="N_Foto_partecip 14nov2009 018" src="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/n_foto_partecip-14nov2009-018.jpg?w=300&#038;h=263" alt="" width="300" height="263" /></a><p class="wp-caption-text">Le foto di alcuni dei 190 partecipanti all&#39;iniziativa &quot;Non il mio nome&quot; (foto del 14 novembre 2009)</p></div>
<p>E allora? Continuiamo a darci da fare e a metterci la faccia! Ho preparato un semplice disegno (vedi le immagini) che rappresenta una sezione tipo di come vorrei che fosse trasformata Via Libertà secondo le linee sopra descritte. Se l’ipotesi vi convince fate conoscere la vostra opinione a questo blog o con un commento alla mappa di Google (<a href="http://maps.google.it/maps/ms?hl=it&amp;source=hp&amp;ie=UTF8&amp;msa=0&amp;msid=108602597063411286604.00046b8478cd57b23d7bc&amp;z=16" target="_blank"><strong>vedi</strong></a>) e soprattutto trasmettete un messaggio ai facilitatori di Via della Partecipazione che raccolgono le idee dei cittadini a questo indirizzo email:<br />
<a href="mailto:saraseravalle@gmail.com" target="_blank">saraseravalle@gmail.com</a><br />
Buona aria, ombra, vista a tutti.<br />
Stefano Corazza (tiglio3)</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/amarevignola.wordpress.com/3404/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/amarevignola.wordpress.com/3404/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/amarevignola.wordpress.com/3404/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/amarevignola.wordpress.com/3404/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/amarevignola.wordpress.com/3404/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/amarevignola.wordpress.com/3404/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/amarevignola.wordpress.com/3404/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/amarevignola.wordpress.com/3404/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/amarevignola.wordpress.com/3404/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/amarevignola.wordpress.com/3404/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=amarevignola.wordpress.com&blog=2496792&post=3404&subd=amarevignola&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Barbapapà/2. Il nuovo nido nel sistema dei servizi per l&#8217;infanzia vignolesi</title>
		<link>http://amarevignola.wordpress.com/2009/11/22/barbapapa2-il-nuovo-nido-nel-sistema-dei-servizi-per-linfanzia-vignolesi/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 23:48:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Paltrinieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[famiglia & politiche familiari]]></category>
		<category><![CDATA[welfare locale]]></category>
		<category><![CDATA[asili nido Vignola]]></category>
		<category><![CDATA[asilo nido]]></category>
		<category><![CDATA[Barbapapà]]></category>
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		<description><![CDATA[La novità dell’asilo nido Barbapapà non sta solo nelle soluzioni strutturali o nel ricorso a modalità innovative di finanziamento (il project financing). Per il sistema dei servizi per l’infanzia del Comune di Vignola ed anzi di tutta l’Unione Terre di Castelli esso costituisce una novità anche dal punto di vista gestionale. La gestione dell’asilo nido [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=amarevignola.wordpress.com&blog=2496792&post=3392&subd=amarevignola&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>La novità dell’asilo nido <em>Barbapapà </em>non sta solo nelle soluzioni strutturali o nel ricorso a modalità innovative di finanziamento (il <em>project financing</em>). Per il sistema dei servizi per l’infanzia del Comune di Vignola ed anzi di tutta l’Unione Terre di Castelli esso costituisce una novità anche dal punto di vista <em>gestionale</em>. La gestione dell’asilo nido e dello Spazio bambini genitori è infatti affidato ad una società privata, la <em>Cooperativa sociale Società Dolce Scarl </em>(<a href="http://www.societadolce.it/" target="_blank"><strong>vedi</strong></a>), uno dei soci di <em>Vignolazerosei Consorzio Cooperativo</em>. Questa soluzione consente di introdurre alcune innovazioni nell’organizzazione del servizio, come, ad esempio, un’orario più esteso (il servizio è aperto dalle 7.30 alle 18). Si tratta di privatizzazione dei servizi?<span id="more-3392"></span> La questione è incerta. Alcuni autori parlano dell’affidamento della gestione di servizi pubblici a privati come di una “<em>privatizzazione indiretta</em>”. In effetti in questo caso il soggetto gestore è un ente privato, anche se di tipo <em>non profit</em> (cooperativa sociale). Ma questo ente gestisce il servizio per conto del Comune di Vignola, sulla base di un contratto di concessione, ed il Comune, inoltre, è proprietario della struttura. Modalità e criteri di iscrizione, importo delle rette e modalità di pagamento sono omogenee al resto dei servizi di asilo nido dell’Unione Terre di Castelli.</p>
<div id="attachment_3396" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/m_foto_sera-28set2009-005.jpg"><img class="size-medium wp-image-3396" title="M_Foto_sera 28set2009 005" src="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/m_foto_sera-28set2009-005.jpg?w=300&#038;h=252" alt="" width="300" height="252" /></a><p class="wp-caption-text">Vista serale dell&#39;asilo nido Barbapapà dal lato dell&#39;ingresso (foto del 28 settembre 2009)</p></div>
<p>[1] Il contratto di costruzione e gestione assegna la concessione della gestione del servizio alla società di progetto <em>Vignolazerosei Consorzio Cooperativo</em> per la durata di 15 anni. Il personale educativo ed ausiliario non sarà dunque dipendente dal Comune di Vignola o dall’Unione Terre di Castelli, ma di un soggetto terzo incaricato della gestione. Questa modalità di esternalizzazione della gestione dei servizi pone esigenze nuove di controllo della qualità rispetto alla tradizionale gestione diretta (tuttora presente negli altri due asili nido di Vignola: “<em>44 gatti</em>” e “<em>Cappuccetto rosso</em>”). In primo luogo, come per tutti gli asili nido, stanno i controlli sui requisiti sia di tipo strutturale (spazi, arredi, menù e tabelle dietetiche, ecc.), sia di tipo organizzativo (rispetto del rapporto numerico tra bambini ed educatori, adeguato profilo formativo del personale, presenza di un coordinatore pedagogico, ecc.), come previsto dalle norme regionali (L.R. n.1/2000 e L.R. n.8/2004). Questi controlli di tipo “preventivo” sono quindi seguiti da verifiche del loro rispetto ripetute nel tempo. Le forme di controllo, inoltre, passano anche per quegli scambi informativi conseguenti ad una stretta integrazione nella rete degli altri servizi per l’infanzia (0-3 anni) dell’Unione Terre di Castelli. Alcune precisazioni in merito sono contenute in una risposta data dalla dirigente della struttura “welfare locale” dell’Unione ad una interrogazione consiliare. In particolare viene evidenziata la collaborazione già attivata tra la coordinatrice pedagogica del nuovo nido ed i coordinatori pedagogici dell’Unione, per attività che vanno dall’inserimento dei bambini, alla verifica della programmazione, alla formazione permanente. Oltre al “controllo della qualità” esercitato dal sistema tecnico-professionale, esiste anche un controllo della qualità “dal lato degli utenti”. Come sa bene chiunque abbia avuto un figlio all’asilo nido il ruolo esercitato dai genitori è di fondamentale importanza per un “controllo” capillare della qualità del servizio. Ma è anche un “controllo” che sfuma e si trasforma in partecipazione e collaborazione anche al di là dello specifico ruolo di genitore – ad esempio sotto forma di organismi di partecipazione e verifica alla programmazione delle attività ed anche alla loro realizzazione (es. <em>Comitato di gestione</em>). In questa direzione sembra muoversi l’Unione anche con riferimento al nuovo nido: “Anche per il coinvolgimento delle famiglie, l’intendimento dell’Unione è quello di attivare gli stessi momenti e le stesse prassi poste in essere negli altri Nidi: nel <em>Barbapapà </em>si sta perciò costituendo un comitato di genitori tra cui verrà scelto un Presidente che, insieme a tutti gli altri presidenti dei Nidi parteciperà ad incontri (…) per convenire insieme sulle forme di partecipazione delle famiglie alla vita dei Nidi” (risposta all’interrogazione citata).</p>
<div id="attachment_3397" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/m_foto_sez-10ago2009-012.jpg"><img class="size-medium wp-image-3397" title="M_Foto_sez 10ago2009 012" src="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/m_foto_sez-10ago2009-012.jpg?w=300&#038;h=246" alt="" width="300" height="246" /></a><p class="wp-caption-text">Il fronte delle sezioni dell&#39;asilo nido Barbapapà - in primo piano il sottostante campo sportivo &quot;Il Poggio&quot; (foto del 10 agosto 2009)</p></div>
<p>[2] La formula del <em>project financing</em> prevede che l’investimento iniziale necessario per la costruzione dell’asilo nido (ed effettuato dalla società di progetto) sia compensato dal versamento, da parte del Comune di Vignola, di un canone annuo relativo alla gestione, per tutta la durata della concessione (quindici annualità). Il piano economico finanziario prevede dunque che il Comune di Vignola, a partire dall’anno scolastico 2009/2010 e per quindici annualità, corrisponda a <em>Vignolazerosei Consorzio Cooperativo</em> 13.200 euro/anno per ciascun bambino (1.100 euro mensili per 11 mensilità – da settembre a luglio, centro estivo incluso). Nell’ipotesi di “piena occupazione” dell’asilo nido (69 bambini, frequentanti a tempo pieno) si tratta di 910.800 euro annui. A questo si aggiunge il contributo fisso annuale di 54.000 euro per lo svolgimento del servizio <em>Spazio bambini e genitori</em> (con capienza massima di 45 posti). Dunque il costo del “complesso” <em>Barbapapà </em>è per l’amministrazione comunale di circa 960mila euro all’anno. Queste risorse sono attinte per la maggior parte dal bilancio comunale. La quota a carico delle famiglie, che per il servizio pagano una rette variabile (da un minimo di 107 ad un massimo di 400 euro mensili, in base al valore ISEE) ammonta a circa un quarto della spesa complessiva. La retta <em>media </em>mensile corrisposta dalle famiglie di Vignola si attesta sui 277 euro, conseguentemente è possibile stimare un’entrata complessiva (rette pagate dalle famiglie dei 69 bambini del nido Barbapapà) di circa 210.000 euro (il 23% della spesa complessiva sostenuta dal Comune di Vignola). Occorre osservare che la spesa annua sostenuta dal Comune di Vignola (910.800 euro per 69 bambini, pari a 13.200 euro a bambino) include non solo il compenso per la gestione, ma anche la remunerazione del capitale investito per realizzare la struttura. Il maggiore onere in tal modo ribaltato sulla spesa corrente (per i 15 anni della concessione) può essere stimato in circa 300-350mila euro annui.</p>
<div id="attachment_3398" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/m_foto-7nov2009-043.jpg"><img class="size-medium wp-image-3398" title="M_Foto 7nov2009 043" src="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/m_foto-7nov2009-043.jpg?w=300&#038;h=273" alt="" width="300" height="273" /></a><p class="wp-caption-text">La vista sul sottostante campo sportivo da una delle sezioni dell&#39;asilo nido Barbapapà (foto del 7 novembre 2009)</p></div>
<p>[3] Anche se il nido Barbapapà sostituisce il vecchio asilo nido “<em>Le Coccinelle</em>” (oggi dismesso), esso consente di realizzare un’espansione dell’offerta di posti negli asili nido di Vignola. Anche grazie a tale incremento è stato più agevole, quest’anno, rispondere a tutte le richieste di inserimento all’asilo nido avanzate dalle famiglie vignolesi (dopo il boom di nascite del 2008: <a href="http://amarevignola.wordpress.com/2009/01/06/boom-delle-nascite-a-vignola-nel-2008/" target="_self"><strong>vedi</strong></a>). Al termine delle iscrizioni, alla fine del marzo 2009, i residenti in lista d’attesa erano 29. Già a metà ottobre tutti avevano avuto accesso al servizio (ovviamente a seguito di ritiri di altri utenti – un fenomeno fisiologico). Nel mese di agosto e settembre 2009 altre 17 famiglie hanno fatto domanda di inserimento di un loro bambino all’asilo nido, pur essendo fuori termine con tale richiesta. Inoltre sono – ad oggi – in lista d’attesa altri 7 bambini definiti “piccolissimi”, ovvero che potranno essere inseriti al nido solo a partire da gennaio 2010 in poi (ovvero dal momento in cui compiranno 9 mesi). In ogni caso, l’avvio della nuova struttura segna un ulteriore incremento dell’offerta di posti di asilo nido a Vignola.  Per comprendere le trasformazioni intervenute nel corso dei dieci anni di amministrazione Adani può essere utile risalire ai dati forniti nella <em>Relazione previsionale</em> di accompagnamento al bilancio di previsione del 2001 (scritta a dicembre 2000). Vi si legge: “Attualmente sono attive 9 sezioni di Asilo Nido (6 a tempo pieno, 3 part time, per complessivi 124 posti), 1 sezione di “Spazio bambini” (nel servizio intercomunale “La Trottola” a Savignano, per ulteriori 18 posti), 1 Centro giochi (con 2 sezioni da 25 posti), uno spazio autogestito (La Trottola) con la partecipazione di 80 famiglie, in buona parte vignolesi.” (p.78)</p>
<div id="attachment_3400" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/m_foto_logo-1nov2009-031.jpg"><img class="size-medium wp-image-3400" title="M_Foto_logo 1nov2009 031" src="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/m_foto_logo-1nov2009-031.jpg?w=300&#038;h=273" alt="" width="300" height="273" /></a><p class="wp-caption-text">La targa all&#39;ingresso dell&#39;asilo nido Barbapapà (foto dell&#39;1 novembre 2009)</p></div>
<p>Da allora la rete dei servizi per l’infanzia a disposizione delle famiglie vignolesi è progressivamente cresciuta, pur a fronte della chiusura di un servizio innovativo come il centro intercomunale “<em>La Trottola</em>” a Savignano (composto da uno “Spazio bambini” – di fatto un’asilo nido <em>part time</em> ma senza erogazione del pranzo – che negli stessi ambienti vedeva un servizio pomeridiano autogestito dalle famiglie, da cui prese origine l’associazione “<em>La banda della Trottola</em>”). Con l’anno scolastico 2001/2002 si registra, per la prima volta da tempo, il formarsi di una lista d’attesa per l’asilo nido (non più di 20 bambini!) – un fatto che spinge l’amministrazione comunale a richiedere un finanziamento per la costruzione di un nuovo asilo nido (è questa l’origine del terzo nido vignolese, “<em>Cappuccetto rosso</em>”, che verrà poi inaugurato nell’autunno 2004). Per fronteggiare la crescita delle domande di accesso al nido, in attesa della nuova struttura, nel 2002 viene attivata temporaneamente una sezione intercomunale a Savignano (presso i locali della scuola media), frequentata da 14 bambini vignolesi, mentre nel 2003 si ha l’attivazione dell’asilo nido parrocchiale di Brodano. In questo modo l’offerta di posti negli asili nido di Vignola cresce progressivamente nel tempo: a.s. 2001/2002: 124; a.s. 2002/2003: 129; a.s. 2003/2004: 147; a.s. 2004/2005: 177; a.s. 2005/2006: 174; a.s. 2006/2007: 182; a.s. 2007/2008: 199; a.s. 2008/2009: 207; a.s. 2009/2010: 227.</p>
<div id="attachment_3416" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/n-posti-nido-2001_2010.jpg"><img class="size-medium wp-image-3416" title="N posti nido 2001_2010" src="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/n-posti-nido-2001_2010.jpg?w=300&#038;h=238" alt="" width="300" height="238" /></a><p class="wp-caption-text">Numero dei posti negli asili nido di Vignola: dall&#39;anno scolastico 2001/02 all&#39;anno scolastico 2009/10</p></div>
<p>L’offerta passa, in meno di dieci anni, dai 124 dell’anno scolastico 2000/2001 ai 227 di oggi (a.s. 2009/2010), seguendo di fatto l’incremento delle nascite: dai 151 nati del 1999 ai 279 del 2008 (+84%) (<a href="http://amarevignola.wordpress.com/2009/01/06/boom-delle-nascite-a-vignola-nel-2008/" target="_self"><strong>vedi</strong></a>). Rapportando il numero dei posti disponibili alla popolazione di riferimento (i bambini residenti con età compresa tra 9 mesi e 3 anni, pari a 580 bambini) si ha oggi un tasso di copertura del servizio pari al 39,1%.</p>
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		<item>
		<title>Barbapapà. Un nuovo asilo nido per Vignola</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 10:32:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Paltrinieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[famiglia & politiche familiari]]></category>
		<category><![CDATA[welfare locale]]></category>
		<category><![CDATA[asili nido Vignola]]></category>
		<category><![CDATA[asilo nido]]></category>
		<category><![CDATA[Barbapapà]]></category>
		<category><![CDATA[nido d'infanzia]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 7 novembre, ore 16, si è svolta l’inaugurazione del nuovo asilo nido del Comune di Vignola, in località “Il Poggio”. Barbapapà, questo il nome scelto per il nuovo nido. Si tratta del nome del protagonista di una serie di fumetti creata da Annette Tison e Talus Taylor e pubblicata in Francia nel 1970 (nome [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=amarevignola.wordpress.com&blog=2496792&post=3379&subd=amarevignola&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Sabato 7 novembre, ore 16, si è svolta l’inaugurazione del nuovo asilo nido del Comune di Vignola, in località “Il Poggio”. <em>Barbapapà</em>, questo il nome scelto per il nuovo nido. Si tratta del nome del protagonista di una serie di fumetti creata da Annette Tison e Talus Taylor e pubblicata in Francia nel 1970 (nome che deriva dall&#8217;espressione francese <em>Barbe à papa</em>, che significa &#8220;zucchero filato&#8221;) (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Barbapap%C3%A0" target="_blank"><strong>vedi</strong></a>).</p>
<p><embed src='http://widgets.vodpod.com/w/video_embed/Groupvideo.3975805' type='application/x-shockwave-flash' AllowScriptAccess='always' pluginspage='http://www.macromedia.com/go/getflashplayer' wmode='transparent' flashvars='offsite=true&#038;offsite=true&#038;offsite=true&#038;lang=it-it&#038;page_show_url=%2Fphotos%2Fandreapaltrinieri%2Fsets%2F72157622638269937%2Fshow%2F&#038;page_show_back_url=%2Fphotos%2Fandreapaltrinieri%2Fsets%2F72157622638269937%2F&#038;set_id=72157622638269937&#038;jump_to=' width='425' height='350' /></p>
<div>more about &#8220;<a href="http://vodpod.com/watch/2550806-barbapap-un-nuovo-asilo-nido-per-vignola?pod=andreapaltrinieri">Barbapapà. Un nuovo asilo nido per Vi&#8230;</a>&#8220;, posted with <a href="http://vodpod.com?r=wp">vodpod</a></div>
<p>L’asilo nido Barbapapà sostituisce dall’anno scolastico 2009/2010 il vecchio asilo nido “<em>Le Coccinelle</em>”, ricavato nell’edificio dell’Opera Nazionale Maternità e Infanzia (ONMI) costruito negli anni ’30 ed ubicato in via G.Galilei. La “rottamazione” del vecchio asilo nido è giustificata da evidenti ragioni strutturali che lo ponevano in contrasto con i requisiti previsti dalla normativa regionale sugli asili nido – per questo negli ultimi anni ospitava solo sezioni <em>part time</em>. Molto bene dunque l’arrivo del nuovo asilo nido. L’evento è l’occasione, oltre che per descriverne sinteticamente la struttura ed il percorso di realizzazione, anche per fare il punto sul consistente impegno del Comune di Vignola nello sviluppo dei servizi per l’infanzia sotto l’amministrazione Adani.<span id="more-3379"></span></p>
<div id="attachment_3383" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/l_foto-ing_1nov2009-040.jpg"><img class="size-medium wp-image-3383" title="L_Foto ing_1nov2009 040" src="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/l_foto-ing_1nov2009-040.jpg?w=300&#038;h=270" alt="" width="300" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;ingresso dell&#39;asilo nido Barbapapà. L&#39;atrio è inserito nel &quot;blocco&quot; dello Spazio bambini e genitori. Sotto di questo si vede il &quot;blocco&quot; dei servizi (foto dell&#39;1 novembre 2009).</p></div>
<p>[1] La vicenda dell’asilo nido <em>Barbapapà </em>prende il via con l’approvazione del bilancio di previsione 2006: nell’allegato “<em>Programma triennale delle opere pubbliche</em>” è inserita la voce “Realizzazione asilo nido Il Poggio” per un importo di 3 milioni di euro (relativi all’annualità 2006) finanziato tramite apporto di capitale privato con modalità <em>project financing</em>. Sindaco era Roberto Adani, assessore ai lavori pubblici Francesco Galli. L’area individuata per la realizzazione del nuovo nido, di proprietà di privati, è stata acquisita dal Comune a compenso (anticipato) di oneri di urbanizzazione secondaria dovuti (il rogito è avvenuto a fine 2007). Il procedimento prevedeva, quindi, due fasi: dapprima una selezione di una proposta limitata al progetto preliminare ed al piano economico-gestionale (trattandosi di un <em>project financing</em> per la costruzione e gestione dell’asilo nido); quindi, sulla base di quegli elaborati, una gara per l’individuazione del concessionario dei lavori (incaricato anche della progettazione definitiva ed esecutiva) e della successiva gestione. L’effettuazione della gara (con procedura ristretta) portava all’aggiudicazione del lavoro ad una Associazione Temporanea d’Impresa costituita da Cooperativa Sociale Società Dolce (vedi), CIPEA Scarl e Consorzio Nazionale Cooperative Produzione Lavoro “Ciro Menotti” a cui in seguito si univa la società cooperativa CAMST (unite nella società “<em>Vignolazerosei Consorzio Cooperativo</em>”).<br />
Queste le tappe, in sintesi: giugno 2006: bando per il progetto preliminare e <em>project financing</em>; ottobre 2006-gennaio 2007 approvazione della proposta per il <em>project financing</em> (progetto preliminare più schema di gestione); primo semestre 2007: indizione della gara per la selezione del soggetto costruttore e gestore (gara aggiudicata nel luglio 2007); novembre 2007: la giunta prende atto del progetto definitivo; tra novembre e dicembre 2007: acquisizione dell’area (rogito) e successiva consegna alla Concessionaria per l’inizio dei lavori; febbraio 2008: approvazione del progetto esecutivo; marzo 2008: inizio dei lavori; agosto 2009: conclusione dei lavori. Il 22 settembre 2009 l’asilo nido è in funzione (inizia la fase d’inserimento dei bambini). Dall’1 ottobre 2009 è operativo anche il Centro bambini e genitori (centro giochi). Il 7 novembre 2009 il nuovo sindaco, Daria Denti, può inaugurare il nuovo asilo nido.</p>
<div id="attachment_3384" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/l_foto-park_1nov2009-034.jpg"><img class="size-medium wp-image-3384" title="L_Foto Park_1nov2009 034" src="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/l_foto-park_1nov2009-034.jpg?w=300&#038;h=264" alt="" width="300" height="264" /></a><p class="wp-caption-text">In primo piano l&#39;area parcheggio ricavata nella rampa d&#39;accesso carrabile ai servizi sottostanti (con pendenza del 15%) (foto dell&#39;1 novembre 2009) </p></div>
<p>[2] Difficile appassionarsi dei procedimenti amministrativi che stanno dietro anche ad un’opera pur “emozionante” come un’asilo nido. Ed è certo che quasi nessuno dei cittadini vignolesi ha un’idea della complessità procedurale da gestire per portare a compimento una tale opera che “nasconde” dietro di sé soluzioni innovative come un <em>project financing</em> di costruzione e gestione (l’impressione, anzi, è che una tale consapevolezza scarseggi anche nel sistema politico locale; e pure in casa PD). Di questo è bene dare atto al sindaco Adani ed all’amministrazione che egli ha “organizzato” negli anni del suo mandato. Il fatto di aver costruito due nuovi asili nido in dieci anni – il primo (<em>Cappuccetto rosso</em>) in aggiunta ai due preesistenti, il secondo (<em>Barbapapà</em>) in sostituzione di uno “obsoleto” – testimonia, insieme, di una grande capacità realizzativa (vera “cifra” dei dieci anni dell’amministrazione Adani: <a href="http://amarevignola.wordpress.com/2009/09/06/al-sendech-stradein2-adani-e-la-trasformazione-della-citta/" target="_self"><strong>vedi</strong></a>) e di una considerevole attenzione ai servizi per l’infanzia.</p>
<div id="attachment_3385" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/l_foto-20nov2009-045.jpg"><img class="size-medium wp-image-3385" title="L_Foto 20nov2009 045" src="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/l_foto-20nov2009-045.jpg?w=300&#038;h=267" alt="" width="300" height="267" /></a><p class="wp-caption-text">In questo &quot;ritaglio&quot; di terreno, non utilizzato, non poteva essere realizzato un parcheggio pianeggiante a servizio dell&#39;asilo nido? (foto del 21 novembre 2009)</p></div>
<p>[3] Come già per l’asilo nido “<em>Cappuccetto rosso</em>” di Brodano, inaugurato nel 2004, anche l’asilo <em>Barbapapà </em>presenta soluzioni strutturali innovative, con particolare attenzione ai temi ambientali. Copertura con struttura in legno lamellare, pannelli solari e fotovoltaici posizionati sul tetto del Centro bambini genitori, sistema di copertura “verde” con posizionamento di manto erboso sul tetto, sistema di raccolta e filtraggio delle acque piovane da usare per fini irrigui e sanitari, realizzazione di sonde geotermiche inserite nel sottosuolo e con funzione di scambiatore termico, impianto di riscaldamento a pannelli radianti a pavimento – tutte soluzioni volte a coniugare rispetto ambientale, benessere dei bambini che lo frequentano ed anche (cosa non trascurabile) economie nella gestione.<br />
La struttura è formata dalla combinazione di quattro “corpi”: il Centro bambini e genitori (si tratta del parallelepipedo che ci si trova di fronte dal cancelletto d’ingresso; 221,50 mq), i servizi (un volume sottostante al Centro bambini e genitori; 104 mq), il blocco delle quattro sezioni (che prosegue il Centro bambini genitori e fronteggia il campo sportivo sottostante; 404,60 mq) ed il corpo dei laboratori (disposto a monte del blocco delle sezioni; 257,74 mq). La superficie del lotto è di 5.600 mq, di cui 1.158 mq di superficie coperta, 2.443 mq di area verde esterna e la restante parte di area di servizio. Uno dei compiti dei progettisti (guidati dal Prof. Aldo Benedetti dell’Università dell’Aquila) era la ricerca di una soluzione per incastonare questo edificio nel fianco della collina (l’area dell’asilo nido confina con via del Convento – che rimane subito a monte – una via che porta a Santa Maria Rotonda), operazione riuscita, ma che lascia aperti problemi per l’area verde annessa alla struttura (come vedremo).<br />
Un nuovo asilo nido, dunque, che sfrutta al meglio soluzioni architetturali innovative e nuove tecnologie. Pavimentazione in legno, uso sapiente dei colori delle pareti, nuovi arredi e giochi fanno il resto. Questi sono gli evidenti punti di forza della struttura. Ma sarebbe sciocco non riconoscere che ci sono anche alcuni punti di debolezza. A me due risultano particolarmente evidenti: uno relativo alla logistica (mobilità e parcheggio) per l’accesso al nido; l’altro costituito da un’area verde “sacrificata” e decisamente meno fruibile di quella abbandonata con il vecchio nido <em>Le Coccinelle</em> (in via G.Galilei). Vediamo più in dettaglio.</p>
<div id="attachment_3388" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/l_foto-giard_20nov2009-033.jpg"><img class="size-medium wp-image-3388" title="L_Foto giard_20nov2009 033" src="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/l_foto-giard_20nov2009-033.jpg?w=300&#038;h=242" alt="" width="300" height="242" /></a><p class="wp-caption-text">Una porzione dell&#39;area verde dell&#39;asilo nido Barbapapà. Il terreno è scosceso ed andranno piantati alberi per dare un po&#39; d&#39;ombra al giardino (foto del 20 novembre 2009)</p></div>
<p>[4] “L’accessibilità non certo agevole”: con queste parole viene richiamato uno dei vincoli che hanno condizionato la strategia progettuale (p.19 del volumetto distribuito in occasione dell’inaugurazione). In effetti l’area individuata per la costruzione del nuovo asilo (all’incrocio tra via Convento e via Don G.Pellegrini), essendo collocata sul pendio della collina “Il Poggio” soffre di una rete di accesso viaria non commisurata all’insediamento di un asilo nido. La qual cosa potrebbe non essere un grande problema – trattandosi, in fondo, solo di 69 bambini (ovvero automobili) che vi accedono per l’ingresso in una fascia oraria di più di un’ora (ma assai meno ampia per l’uscita). Soprattutto il problema poteva essere decisamente minimizzato se il sistema dei parcheggi a servizio dell’asilo fosse stato pensato con caratteristiche diverse. Oggi presenta 4 posti auto (a pettine) sul fronte dell’asilo, ma dispone anche di un parcheggio interno (altri 5 posti auto, sempre a pettine) predisposto utilizzando parte della superficie della rampa di accesso carrabile al piano “seminterrato” dei servizi. Con un problema, però: che in entrambi i casi si tratta di piani inclinati (il secondo con una pendenza del 15%) e le auto vi si parcheggiano dunque in pendenza “laterale”. Basta fermarsi cinque minuti ad osservare le operazioni di “carico e scarico” dei bambini per rendersi conto del disagio. E’ vero che via Don G.Pellegrini offre anche parcheggi “in fila indiana” su un lato, anche servito da marciapiede. Ma rimane vero che il sistema dei parcheggi a ridosso della struttura è tutt’altro che funzionale. L’impressione è che le soluzioni per l’accesso non siano state adeguatamente ponderate. Gli spazi di accesso, in realtà, avrebbero potuto consentire scelte diverse, ad esempio con la realizzazione di un piano di parcheggio non inclinato. Anzi, forse ancora oggi è possibile, rimediare – ad esempio realizzando una superficie pianeggiante da destinare a parcheggio nell’area-ritaglio oggi presente proprio all’angolo tra via Convento e via Don G.Pellegrini.</p>
<div id="attachment_3389" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/l_foto-alb_20nov2009-037.jpg"><img class="size-medium wp-image-3389" title="L_Foto alb_20nov2009 037" src="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/l_foto-alb_20nov2009-037.jpg?w=300&#038;h=265" alt="" width="300" height="265" /></a><p class="wp-caption-text">Una porzione dell&#39;area verde dell&#39;asilo nido Barbapapà visto da via Convento, sul cui confine sta il filare di 8 querce (foto del 20 novembre 2009)</p></div>
<p>[5] Forse, però, è l’area verde il principale punto di sofferenza dell’asilo nido <em>Barbapapà</em>. L’attuale area verde (2.443 mq) rispetta certamente gli standard definiti dalla normativa regionale per gli asili nido. Ma, si potrebbe osservare, è un rispetto fittizio, visto che una parte considerevole di quegli spazi verdi (ad occhio il 35-40%) non sono utilizzabili perché non pianeggianti (ed anzi abbastanza ripidi). Soluzioni per migliorare la situazione ci sono indubbiamente e sarebbe bene impiegarle. Inoltre manca l’ombra garantita da qualche alberatura in più. E’ vero che nell’area sono stati mantenuti, secondo le prescrizioni date ai progettisti (vedi delibera G.M. n.175 del 22 novembre 2007), 8 querce della specie “Roverella” (<em>quercus</em> <em>pubescens</em>), ma sono lungo la linea di confine con via Convento e non ombreggeranno di certo l’area centrale destinata ai giochi. Quello che era il vero punto di forza dell’asilo nido “Le Coccinelle” – un grande parco con grandi alberi – diventa qui un evidente punto di debolezza. Immagino che nel prossimo periodo invernale qualche albero verrà piantato nell’area verde dell’asilo nido. Bisognerebbe però evitare di piantare solo alberelli di due metri di altezza che produrranno ombra tra vent’anni (se c’è una cosa da imparare dalla precedente realizzazione – l’asilo nido “<em>Cappuccetto rosso</em>” – è proprio l’importanza <em>anche </em>di alberi in grado di produrre ombra in tempi ragionevolmente brevi). Insomma, occorre riconoscere pienamente che la qualità dell&#8217;area verde circostante è un elemento di grande importanza per la qualità del servizio complessivo (visto che offre la possibilità di un uso &#8220;intensivo&#8221; in primavera e nei mesi estivi). [CONTINUA]</p>
<div id="attachment_3414" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/l_foto_cocci-28ott2009-016.jpg"><img class="size-medium wp-image-3414" title="L_Foto_Cocci 28ott2009 016" src="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/l_foto_cocci-28ott2009-016.jpg?w=300&#038;h=270" alt="" width="300" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">Il giardino alberato dell&#39;ex-asilo nido &quot;Le Coccinelle&quot; in via G.Galilei (foto del 28 ottobre 2009)</p></div>
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		<title>I buoni casa fanno flop!</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 23:27:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Paltrinieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[welfare locale]]></category>
		<category><![CDATA[buoni casa]]></category>
		<category><![CDATA[politiche abitative]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 13 novembre, sul sito web del Comune di Vignola, è stata pubblicata la graduatoria relativa ai “buoni casa”, ovvero ai contributi a fondo perduto per l’acquisto della prima casa per “giovani” coppie. Il bando per tali contributi era stato pubblicato il 15 maggio (in piena campagna elettorale) ed aveva scadenza il 14 luglio 2009 [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=amarevignola.wordpress.com&blog=2496792&post=3362&subd=amarevignola&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Il 13 novembre, sul sito <em>web </em>del Comune di Vignola, è stata pubblicata la graduatoria relativa ai “buoni casa”, ovvero ai contributi a fondo perduto per l’acquisto della prima casa per “giovani” coppie. Il bando per tali contributi era stato pubblicato il 15 maggio (in piena campagna elettorale) ed aveva scadenza il 14 luglio 2009 (due mesi dopo) (<strong><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/bando-buoni-casa.pdf">vedi</a></strong>). Le risorse complessivamente disponibili per i buoni casa – per questo primo bando – erano pari a 630mila euro, così ripartite: 52 contributi per nuovi mutui per complessivi 468mila euro (ciascuno per un importo complessivo di 9.000 euro); 30 contributi per mutui già stipulati (di recente) per complessivi 162mila euro (ciascuno per un importo complessivo di 5.400 euro). Insomma, erano a disposizione 82 contributi o “sostegni” (come li chiama il bando). Quattro mesi dopo la scadenza del bando viene dunque pubblicata la graduatoria. Ed è con una certa sorpresa che si apprende che i contributi erogati sono … 4 (quattro)! Le giovani coppie che hanno presentato domanda per i “buoni casa” sono state 26, ma di queste, per diverse ragioni, solo 4 potranno beneficiare del contributo (avendo soddisfatto pienamente i requisiti del bando) (<a href="http://www.comune.vignola.mo.it/uffici/ufficio_relazioni_pubblico/bando_buoni_casa_.htm" target="_blank"><strong>vedi</strong></a>). <strong>Quando il risultato di “politiche pubbliche” ha queste proporzioni – 630.000 euro disponibili, 36.000 euro di contributi erogati (pari al 5,7% della somma complessiva disponibile) – l’unica conclusione possibile è che tali politiche sono state male congegnate! </strong>E’ questa una grave responsabilità di cui rendere conto ai propri cittadini. Vediamo la questione in dettaglio, ricostruendo anche la storia di quest’intervento.<span id="more-3362"></span></p>
<div id="attachment_3374" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/k_foto-16apr2006-022.jpg"><img class="size-medium wp-image-3374" title="K_Foto 16apr2006 022" src="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/k_foto-16apr2006-022.jpg?w=300&#038;h=272" alt="" width="300" height="272" /></a><p class="wp-caption-text">Nuova edilizia residenziale: la lottizzazione &quot;Il Borgo&quot; lungo via di Mezzo (foto del 16 aprile 2006)</p></div>
<p>[1] Della vicenda dei buoni casa me ne sono occupato in diverse occasioni, sia come consigliere comunale, sia come commentatore (su questo blog). La vicenda è ricostruita in questo post (<a href="http://amarevignola.wordpress.com/2008/11/09/i-buoni-casa-del-comune-di-vignola-unidentified-flying-objects/" target="_self"><strong>vedi</strong></a>). Qui basta ricordare che tale misura ha origine in una variante ex-art.15 del PRG che risale al 2002. Essa concede a privati titolari di diritti di edificazione di ottenere un incremento della superficie utile (fino a +25%) in cambio della concessione di risorse che vanno ad alimentare un fondo vincolato, appunto, all’erogazione di “buoni casa” a “giovani coppie”. Con la successiva delibera del Consiglio Comunale n.20 del 17 marzo 2004 sono stati approvati gli schemi di convenzione tra i proprietari delle aree edificabili e l’amministrazione comunale. <strong>Un certo numero di proprietari ha usufruito di questa opportunità, tant’è che ad oggi l’amministrazione comunale ha incassato per i “buoni casa” 2 milioni di euro (sì! avete letto bene: 2 milioni di euro). </strong>Un primo bando del 2006 ha consentito di erogare 3 (tre!) buoni casa da 15.000 euro. Con questo secondo bando del 2009 altri 4 (quattro!) buoni casa vengono erogati (per un max di 36.000 euro). <strong>Insomma da un lato sta una disponibilità effettiva di 2 milioni di euro finalizzati all’erogazione di buoni casa. Dall’altra sta una assegnazione effettiva, avvenuta nell’arco di 3 (tre!) anni, per complessivi 81.000 euro. La montagna (2 milioni di euro <em>disponibili</em>) ha partorito il topolino (81.000 euro <em>erogati</em>)!</strong> Delle risorse disponibili ne verranno erogate, a tutto il 2009, il 4%.</p>
<div id="attachment_3369" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/k_foto-vignola-23lug2008-034.jpg"><img class="size-medium wp-image-3369" title="K_Foto Vignola 23lug2008 034" src="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/k_foto-vignola-23lug2008-034.jpg?w=300&#038;h=277" alt="" width="300" height="277" /></a><p class="wp-caption-text">Edilizia residenziale nella zona circostante via di Mezzo (foto del 23 luglio 2008)</p></div>
<p>[2] Al bando del 2009, in verità, partecipano 26 giovani coppie. Ma solo 4 di queste riescono a compiere per intero il percorso ad ostacoli ed a soddisfare tutti i requisiti richiesti (<a href="http://www.comune.vignola.mo.it/uffici/ufficio_relazioni_pubblico/bando_buoni_casa_.htm" target="_blank"><strong>vedi</strong></a>). Delle altre 22 la situazione è la seguente: 11 hanno l’abitazione a cui si riferisce il mutuo ubicata fuori da uno dei comparti individuati nel bando; 3 presentano una documentazione incompleta; 3 possiedono altre proprietà (cosa non ammessa dal bando); 2 non soddisfano il requisito della residenza; 2 hanno presentato domanda fuori termine; 1, infine, evidenzia una percentuale dell’importo del mutuo troppo elevata. Tutto ciò fa sì che avendo a disposizione e mettendo a bando 630.000 euro l’amministrazione comunale di Vignola riesce ad erogarne 36.000. Quando una pubblica amministrazione ottiene un successo così … catastrofico (per riprendere il titolo di un bel libro di Paul Watzlawick) <strong>è evidente che qualcosa non ha funzionato nella progettazione dell’intervento: o non si è stati in grado di definire con precisione il <em>target </em>del provvedimento; o i requisiti per l’accesso sono stati congegnati in modo tale da escludere i potenziali interessati; o la comunicazione in merito all’intervento è stata condotta con modalità burocratiche che hanno fuorviato i destinatari (che non sono burocrati esperti, ma, appunto, “giovani coppie”); o per altri motivi ancora. L’impressione è che in questo caso il risultato sia l’effetto <em>cumulativo </em>di tutti questi fattori</strong> (e magari di qualcun altro qui non individuato – un minimo di indagine su chi ha presentato domanda e su chi, invece, non l’ha fatto aiuterebbe assai).</p>
<div id="attachment_3372" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/k_foto-16apr2006-040.jpg"><img class="size-medium wp-image-3372" title="K_Foto 16apr2006 040" src="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/k_foto-16apr2006-040.jpg?w=300&#038;h=266" alt="" width="300" height="266" /></a><p class="wp-caption-text">Edilizia residenziale in costruzione e contestuale realizzazione della sede stradale dell&#39;attuale via Gandhi (foto del 16 aprile 2006)</p></div>
<p>[3] La cosa singolare della vicenda è che, consapevole della complessità della materia, il Consiglio Comunale di Vignola aveva approvato, il 31 gennaio 2007 (<a href="http://www.comune.vignola.mo.it/comune/dal_consiglio/index.htm?ID=1788" target="_blank"><strong>vedi</strong></a>), <strong>una mozione in cui impegnava la giunta a realizzare un’analisi delle esperienze già in atto (il Comune di Vignola non è certo il primo che <em>prova </em>ad erogare buoni casa – altri ci sono pure riusciti!) ed uno “studio di fattibilità” che affrontasse in modo non artigianale il tema dei requisiti per l’accesso </strong>(a quale valore fissare la soglia ISEE, quale importo massimo del mutuo, come operazionalizzare il concetto di “giovane coppia”, ecc.). Tutto ciò, purtroppo, non è stato fatto. Per una ragione molto semplice: è mancata la materia prima “politica”, ovvero un assessore che si prendesse in carico il provvedimento (e magari anche dotato dell’intelligenza politica e della determinazione per tirarci fuori un buon lavoro), sottraendolo ad un sindaco evidentemente assorbito da progetti di maggiore rilievo, per portarlo a termine come si deve. Il lavoro di definizione della formula economica, dei criteri per l’accesso, delle modalità di comunicazione è stato condotto in modo approssimativo (e senza una regia politica) attingendo al lavoro di più tecnici senza però aver prima chiarito e, soprattutto, verificato gli <em>obiettivi</em> <em>operativi </em>dell’intervento (stante il fatto che sull’aiutare le “giovani coppie” ad entrare in possesso di un alloggio siamo tutti d’accordo – il tema vero è come integrare questo intervento in un sistema di interventi sulla casa che deve puntare soprattutto ad aiutare le coppie in difficoltà a pagare l’affitto). Il provvedimento è stato dunque confezionato (male) negli ultimi mesi della legislatura, anche su sollecitazione a mezzo stampa: ricordo un articolo di un giovane vignolese sulla <em>Gazzetta di Modena</em> l’1 novembre 2008; una replica del sindaco Adani pochi giorni dopo (dove invitava ad avere pazienza … ci si stava lavorando!); un mio intervento critico sempre sulla <em>Gazzetta di Modena</em> l’11 novembre; quindi anche l’intervento (in dissenso) del segretario generale FILLEA-CGIL di Modena, Sauro Serri. Alla fine, pur senza un lavoro di analisi sistematico, il provvedimento venne comunque varato (nonostante le perplessità espresse in commissione consiliare) – plausibilmente perché ritenuto comunque utile in campagna elettorale. <strong>Gli esiti testimoniano che il <em>deficit </em>di analisi ed elaborazione non ha consentito di mettere a punto un intervento che potesse rispondere appieno alle esigenze ed alle possibilità delle giovani coppie vignolesi</strong> (certo, va considerata anche la difficoltà data dalle turbolenze del mercato immobiliare nel 2008!). L’esigenza di una riflessione un po’ più sistematica è evidenziata anche dal fatto che provvedimenti analoghi, proposti ad esempio dalla Regione Emilia-Romagna, presentano modalità operative e requisiti per l’accesso anche significativamente diversi – come risulta dallla delibera di recente approvata dall’Assemblea legislativa (<a href="http://assemblealegislativa.regione.emilia-romagna.it/al/comunicatistampa/visualizza.asp?id_comunicato=30119" target="_blank"><strong>vedi</strong></a>). Insomma, siamo di fronte ad un’occasione mancata! Se qualcuno mi chiedesse quali sono i “costi della politica”, non avrei dubbi a rispondere: questi! Ovvero i costi di una cattiva politica. Per uscire da questa situazione – il prima possibile – io non vedo altra strada che (ri)prendere sul serio il compito già assegnato tre anni fa alla giunta: fare un’analisi come si deve degli interventi in questo settore e, dunque, apprendere dalle esperienze (e dagli errori) degli altri (ed oggi anche dell’amministrazione comunale di Vignola).</p>
<p>PS Riprendo un brano del post sui “buoni casa” del 9 novembre 2008: “Mi sembra sufficiente osservare che l’impegno richiesto dal Consiglio Comunale di procedere in modo meno “artigianale” ed invece di produrre uno studio sistematico delle migliori esperienze – best practices – dovrà essere soddisfatto. Il rischio che si corre è quello di non avere ancora le idee chiare sulle modalità di impiego (e sugli aspetti operativi come requisiti per l’accesso e criteri per le graduatorie) delle risorse 2008 (quella parte non impegnata per il cimitero, pari a qualche centinaio di migliaia di euro) del fondo buoni casa o per l’impiego delle risorse eventualmente restituite dall’investimento cimiteriale (…). In ogni caso difficile pensare si possa realizzare un intervento davvero significativo entro la fine della legislatura!” Purtroppo le cose sono andate esattamente così!</p>
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		<title>Inaugurazione dell&#8217;anno scolastico 2009/2010 a Vignola. Qualche considerazione</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 19:35:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Paltrinieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[governance della scuola]]></category>
		<category><![CDATA[inaugurazione anno scolastico]]></category>
		<category><![CDATA[patto per la scuola]]></category>
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		<category><![CDATA[settembre pedagogico]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 14 novembre, alle ore 10, si è tenuta una seduta del Consiglio comunale dedicata alla scuola vignolese. L’evento ha visto la partecipazione dei dirigenti o rappresentanti di tutte le istituzioni scolastiche di Vignola: dall’asilo nido fino all’Università della “libera età”. Si tratta di un’iniziativa che nasce da una proposta (quella del “settembre pedagogico”) dell’associazione [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=amarevignola.wordpress.com&blog=2496792&post=3343&subd=amarevignola&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Sabato 14 novembre, alle ore 10, si è tenuta una seduta del Consiglio comunale dedicata alla scuola vignolese. L’evento ha visto la partecipazione dei dirigenti o rappresentanti di tutte le istituzioni scolastiche di Vignola: dall’asilo nido fino all’Università della “libera età”. Si tratta di un’iniziativa che nasce da una proposta (quella del “settembre pedagogico”) dell’associazione dei Comuni, l’ANCI, giunta alla sesta edizione e che ogni territorio declina in modo “personalizzato”. Collocata all’inizio dell’anno scolastico consente di fare il punto sulla situazione della scuola e sul funzionamento del “patto con la scuola” – un accordo formale tra l’amministrazione comunale e le istituzioni scolastiche autonome in cui entrambe le parti assumono impegni espliciti per garantire il miglior funzionamento del sistema educativo locale. Vale dunque la pena non lasciar passare l’evento senza qualche considerazione. Una considerazione, ad esempio, riguarda la “formula” adottata e le innovazioni introdotte quest’anno. <strong>L’impostazione data all’evento dalla nuova amministrazione comunale presenta infatti alcuni significativi elementi di novità. Ma l’impressione è che la formula giusta non sia ancora stata trovata. </strong>Procediamo con ordine, però.<span id="more-3343"></span></p>
<div id="attachment_3349" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/h_foto-28set2009-007.jpg"><img class="size-medium wp-image-3349" title="H_Foto 28set2009 007" src="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/h_foto-28set2009-007.jpg?w=300&#038;h=252" alt="H_Foto 28set2009 007" width="300" height="252" /></a><p class="wp-caption-text">Il nuovo asilo nido &quot;Barbapapà&quot;, inaugurato il 7 novembre 2009 (foto del 28 settembre 2009)</p></div>
<p>[1] Quattordici gli interventi in programma, compressi nell’arco di tre ore. Un vero e proprio <em>tour de force</em> cognitivo. A fronte di alcuni interventi eccessivamente descrittivi, altri hanno consentito di avere una rappresentazione sintetica, ma efficace, dello stato della scuola locale, evidenziandone sia i punti di forza (le “eccellenze” citate da Omer Bonezzi, dirigente del Circolo didattico), sia i punti di fragilità (che ci sono ed è giusto che su questi si concentri l&#8217;attenzione delle istituzioni). <strong>Il messaggio dominante ha riguardato la situazione di sofferenza della scuola anche a livello locale</strong>. Essa, infatti, partecipa necessariamente di un quadro nazionale tutt’altro che entusiasmante – essendo chiaro a tutti che il principale obiettivo dell’azione del governo è quello di ridurre la spesa per l’istruzione (me ne sono occupato diffusamente in passato: per i &#8220;provvedimenti Gelmini&#8221; <a href="http://amarevignola.wordpress.com/2008/09/18/due-mesi-di-interventi-e-dibattiti-sulla-scuola-elementare-facciamo-il-punto/" target="_self"><strong>vedi1</strong></a> e <a href="http://amarevignola.wordpress.com/2008/10/03/gelmini-in-suo-favore-non-si-trovano-buoni-argomenti/" target="_self"><strong>vedi2</strong></a>; per i loro effetti sulla scuola locale <a href="http://amarevignola.wordpress.com/2009/09/08/grazie-signor-ministro-effetto-gelmini-sulla-scuola-di-vignola/" target="_self"><strong>vedi3</strong></a>), con provvedimenti che inevitabilmente intaccano la qualità del sistema scolastico, piuttosto che risolvere i nodi critici che esso presenta da tempo – e sono nodi relativa alla (troppo bassa) qualità e dunque alla sua <em>performace</em> (<a href="http://amarevignola.wordpress.com/2008/05/14/pisa-in-emilia-romagna/" target="_self"><strong>vedi</strong></a>). L’assessore provinciale Elena Malaguti ha ricordato che il sistema scolastico della provincia di Modena vanta crediti dallo stato per 19 milioni di euro – un dato che rappresenta bene la sofferenza dei bilanci (in realtà della “cassa”) delle istituzioni scolastiche e che si traduce in una difficoltà di spesa pur a fronte di risorse teoricamente assegnate. Il presidente dell’Unione Terre di Castelli, Francesco Lamandini, con un intervento breve, ma alquanto efficace, ha richiamato l’attenzione sull’incertezza delle famiglie che hanno figli in terza media e che dal prossimo anno dovrebbero entrare in un sistema scolastico rinnovato (quello dell’istruzione secondaria superiore) di cui non si sa ancora nulla di certo. Mentre negli anni passati a novembre le istituzioni scolastiche svolgevano le attività di “orientamento” per le scelte scolastiche dell’anno successivo, oggi tutto tace su questo fronte, rendendo assai incerta una delle scelte più difficili nella vita di un ragazzo!</p>
<div id="attachment_3352" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/h_foto-30gen2007-002.jpg"><img class="size-medium wp-image-3352" title="H_Foto 30gen2007 002" src="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/h_foto-30gen2007-002.jpg?w=300&#038;h=256" alt="H_Foto 30gen2007 002" width="300" height="256" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;ampliamento della scuola d&#39;infanzia &quot;Collodi&quot; (foto del 30 gennaio 2007)</p></div>
<p><strong>A fronte di questa situazione di incertezza e di sofferenza ciò che colpisce è la scarsa recettività del mondo esterno alla scuola – la maggior parte dei cittadini di questo paese sembra essere semplice spettatore di una progressiva deriva del sistema scolastico, forse non percependo neppure la gravità degli esiti a cui può condurre questo lento processo di erosione della qualità della nostra scuola. </strong>E’ questa una situazione che merita una riflessione. Troppo spesso il consenso dei cittadini rispetto alle politiche pubbliche è giocato su mosse ad effetto (grembiule sì, grembiule no) che non hanno nessun legame con i processi reali sostanziali (per un esempio: <a href="http://amarevignola.wordpress.com/2008/04/09/alzabandiera-a-scuola/" target="_self"><strong>vedi</strong></a>). Gli effetti di questi ultimi sono spesso percepibili solo a posteriori, molti anni più tardi rispetto al momento in cui le decisioni che ne sono all’origine sono state prese. Le vicende della scuola appartengono senza ombra di dubbio a questa categoria. Ma se così stanno le cose, risponde ad un interesse primario delle istituzioni scolastiche <em>e soprattutto degli enti locali </em>poter rappresentare adeguatamente qual è la <em>performance </em>educativa che esse esprimono. Insomma, se vogliamo aiutare i cittadini (in parte utenti) a comprendere qual è lo stato di salute della scuola abbiamo bisogno di “sistemi di rappresentazione”, di sistemi informativi che ci consentano di &#8220;misurare&#8221;, pur con un certo grado di approssimazione, se le cose vanno meglio o peggio rispetto al passato e se le cose vanno peggio o meglio rispetto ad altre realtà territoriali comparabili. Giustamente il dirigente del Circolo didattico (Bonezzi) ha fatto riferimento alla “valutazione degli apprendimenti” condotta dall’Invalsi (ma i dati citati sono meno rassicuranti di quello che a prima vista potrebbe apparire: l’essere qualche punto percentuale al di sopra della media nazionale non è del tutto tranquillizzante se si sa che la media nazionale è particolarmente bassa in rapporto a quella degli altri paesi OCSE! <a href="http://amarevignola.wordpress.com/2008/05/14/pisa-in-emilia-romagna/" target="_self"><strong>vedi</strong></a>) ed anche a “misure” di socialità. <strong>Questa autodiagnosi di istituto è un’attività di grandissima importanza (e per questo va dato grande merito al Circolo didattico di Vignola!), ma deve anche trovare un adeguato momento di presentazione pubblica. </strong>Deve cioè essere accompagnato da <em>trasparenza </em>nei confronti degli utenti: le famiglie (ed i loro bambini), i cittadini, la comunità nel complesso. Senza una diffusione di questa “cultura” inerente lo stato della scuola e gli ingredienti della qualità del sistema scolastico si corre il rischio che i processi di “impoverimento” pianificati dall’alto possano essere portati a compimento prima che se ne percepiscano gli esiti (infausti). In generale, inoltre, azioni di questo tipo rispondono ad una esigenza, forse avvertita ancora in modo confuso, ma comunque in crescita, di “rendicontazione” (<a href="http://amarevignola.wordpress.com/2008/06/02/rendere-conto-possiamo-chiedere-piu-trasparenza-sui-risultati-a-politici-ed-amministratori/" target="_self"><strong>vedi</strong></a>). E’ importante osservare al proposito che il corrispondente termine inglese – <em>accountability </em>– non richiama solo il “rendere conto”, ma soprattutto il rendere conto secondo modalità che possano essere facilmente padroneggiabili dall’utente.</p>
<div id="attachment_3354" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/h_foto-5set2009-100.jpg"><img class="size-medium wp-image-3354" title="H_Foto 5set2009 100" src="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/h_foto-5set2009-100.jpg?w=300&#038;h=242" alt="H_Foto 5set2009 100" width="300" height="242" /></a><p class="wp-caption-text">Vista dell&#39;asilo nido &quot;Cappuccetto Rosso&quot;, inaugurato nel settembre 2004 (foto del 5 settembre 2009)</p></div>
<p>[2] La giornata del 14 novembre (spero di non sbagliarmi) è stata anche la prima “uscita” pubblica dell’assessore alla formazione del Comune di Vignola, Maria Francesca Brasile. Il suo intervento è stato piattamente descrittivo, con solo due “accenni” a questioni “politiche”: (1) una critica (approssimativa) all’operato del governo e (2) un richiamo in merito alla presenza degli alunni stranieri a scuola (un invito a considerare che la maggior parte di questi è in realtà nata in Italia). Siamo ancora in superficie. E siamo ancora in una fase iniziale. <strong>Ma se dovessi esprimere una valutazione in base a quell’intervento sarei tentato di dire che a Vignola manca un assessore alla scuola, se con ciò intendiamo un amministratore che ha una capacità di visione “strategica” del sistema scolastico locale, che ha chiaro, cioè, quali punti di forza e di debolezza esso presenta e quali linee d’azione debbono essere perseguite nel corso della legislatura per cercare di dargli maggiore qualità. </strong>Aggiungo subito che la formazione di un giudizio sulle politiche comunali è un compito tutt’altro che semplice e, soprattutto, che richiede un livello di informazione e di discussione pubblica che “non si vede in giro”. Né aiuta la capacità striminzita di rendicontazione sin qui esibita dall’amministrazione comunale (<a href="http://amarevignola.wordpress.com/2009/05/04/rendiconto-della-gestione-2008-riflessioni-su-uno-strumento-consumato/" target="_self"><strong>vedi</strong></a>). Anche per questo non è mia intenzione sottrarmi al compito (<a href="http://amarevignola.wordpress.com/2009/05/12/adotta-un-assessore/" target="_self"><strong>vedi</strong></a>). Ma vorrei anche dare un contributo “in positivo”, essendo stato per un po’ di tempo responsabile del settore “conoscenza e saperi” della segreteria del PD locale, nonché coordinatore del “forum su scuola e cultura” messo in campo dal PD per la formazione del programma elettorale 2009-2014. Un po’ di considerazioni, con particolare riferimento all’importanza del “legame con il territorio” per il sistema scolastico locale (anche ai tempi della Gelmini), sono contenute nel documento prodotto dal forum (<a href="http://amarevignola.wordpress.com/2008/12/04/per-una-scuola-di-qualita-a-vignola/" target="_self"><strong>vedi</strong></a>) e recepito in modo solo parziale (e superficiale) nel programma elettorale del PD (chi vuole può prendersi la briga di un confronto). Un invito a leggerlo – certo criticamente! – anche al nuovo assessore mi sembra un atto dovuto.</p>
<div id="attachment_3356" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/h_foto-vignola-9dic2008-069.jpg"><img class="size-medium wp-image-3356" title="H_Foto Vignola 9dic2008 069" src="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/h_foto-vignola-9dic2008-069.jpg?w=300&#038;h=261" alt="H_Foto Vignola 9dic2008 069" width="300" height="261" /></a><p class="wp-caption-text">La scuola d&#39;infanzia &quot;Mago di Oz&quot; (foto del 9 dicembre 2008)</p></div>
<p>[3] L’ultima considerazione recupera il punto da cui sono partito – l’identità, la “<em>mission</em>” di questa giornata di inaugurazione dell’anno scolastico a Vignola. In passato l’incontro del consiglio comunale con le istituzioni scolastiche ad inizio anno vedeva infatti la partecipazione dei dirigenti scolastici della sola “scuola dell’obbligo”, ovvero, nella realtà vignolese, del Circolo didattico di Vignola (scuola dell’infanzia e scuola elementare) e della Scuola media L.A.Muratori (le istituzioni con cui effettivamente è sottoscritto il <em>Patto con la scuola</em>). Includeva anche un incontro con il “consiglio comunale dei ragazzi”. I due ingredienti non si collocavano senza difficoltà all’interno di un’unica cornice di un consiglio comunale – dove i rappresentanti dei cittadini <em>dovrebbero </em>interloquire e confrontarsi con i rappresentanti delle istituzioni scolastiche e con l’amministrazione comunale per concorrere al formarsi della politica scolastica dell’ente locale. Quest’anno, invece, nella giornata di inaugurazione dell’anno scolastico è stato coinvolto <em>tutto </em>il sistema scolastico locale, dagli asili nido al principale soggetto della formazione permanente (l’Università della Libera età N.Ginzburg). Una soluzione che ha presentato però un inconveniente: quella di avere concentrati nelle tre ore disponibili 14 “relatori” e dunque trasformando l’evento sì in una cerimonia “completa” dal punto di vista della “rappresentanza”, ma svuotandola delle potenzialità di confronto reale (discussione e contraddittorio) e dunque riducendone il contributo alla formazione di un orientamento per le politiche comunali. <strong>Mi sembra, in sintesi, di poter dire che questo evento, che personalmente ritengo di grande importanza sia per l’amministrazione comunale e le istituzioni scolastiche, sia per la comunità tutta, non ha ancora un’identità, una fisiologia, una mission precisa. </strong>Non è chiaro, cioè, se è da intendersi come una cerimonia di (auto)-rappresentazione o se è un momento di analisi, di confronto, di formazione degli orientamenti decisionali. E che dunque presuppone un ruolo attivo, non di semplice spettatore, del Consiglio Comunale (ed anche degli operatori della scuola; magari pure delle realtà associative e dei cittadini). <strong>L’altro elemento che balza agli occhi è la mancanza degli operatori della scuola e dei cittadini. Erano di più i rappresentanti delle istituzioni (scolastiche o locali) che il “pubblico” (nella sala non c’erano complessivamente più di 50 persone, di cui più della metà, appunto, rappresentanti delle istituzioni).</strong> Ed è un peccato, perché di questi momenti la comunità locale avrebbe un gran bisogno (proprio per aumentare il livello di consapevolezza sulla <em>performance </em>del sistema scolastico locale e sugli ingredienti che possono contribuire ad innalzarla). Forse anche su questo fronte è bene che l’amministrazione comunale, che è promotrice dell’iniziativa, investa di più, sia in termini di materiali di comunicazione (perché in giro per Vignola ci sono i manifesti di “<em>Gemelli… con gusto</em>” e non anche, invece, della giornata di inaugurazione dell’anno scolastico?), sia in termini di “attivazione” di reti sociali. Se la giornata è importante ai fini della comprensione o della “pianificazione” del sistema scolastico vignolese, ciò dovrebbe essere testimoniato <em>anche </em>dalla quantità di pubblico presente!</p>
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		<title>Planning for real!</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 22:01:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Paltrinieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi, sabato 14 novembre, dalle 14 alle 19.30 presso la biblioteca Auris, si è tenuta l&#8217;attività di &#8220;Planning for real&#8220;. Si tratta di una tecnica di progettazione simulata applicata alle aree di via Libertà e di via Barella. Buona la partecipazione con circa un centinaio di partecipanti. Oggi tutti progettisti!
 
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Oggi, sabato 14 novembre, dalle 14 alle 19.30 presso la biblioteca Auris, si è tenuta l&#8217;attività di &#8220;<em>Planning for real</em>&#8220;. Si tratta di una tecnica di progettazione simulata applicata alle aree di via Libertà e di via Barella. Buona la partecipazione con circa un centinaio di partecipanti. Oggi tutti progettisti!</p>
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		<title>Via della Partecipazione. Verso l&#8217;epilogo</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 22:55:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Paltrinieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Man mano che il progetto “Via della Partecipazione” procede crescono gli stimoli per una riflessione sui processi deliberativi aperti alla partecipazione dei cittadini. L’incontro di ieri sera, mercoledì 11 novembre, presso l’Auditorium dell’ITC Paradisi (più di 150 i presenti), ha offerto materiale per qualche ulteriore considerazione, pur essendo sostanzialmente finalizzato alla presentazione dei due progetti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=amarevignola.wordpress.com&blog=2496792&post=3315&subd=amarevignola&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Man mano che il progetto “<em>Via della Partecipazione</em>” procede crescono gli stimoli per una riflessione sui processi deliberativi aperti alla partecipazione dei cittadini. L’incontro di ieri sera, mercoledì 11 novembre, presso l’Auditorium dell’ITC Paradisi (più di 150 i presenti), ha offerto materiale per qualche ulteriore considerazione, pur essendo sostanzialmente finalizzato alla presentazione dei due progetti sospesi (prima via Barella, poi via Libertà) – i “vecchi” progetti. Vediamo.<span id="more-3315"></span><br />
[1] La vicenda di via Libertà risulta alquanto singolare. Il sindaco Roberto Adani convoca una riunione presso la biblioteca Auris il 14 gennaio 2009: vi partecipano 60 persone (erano invitati residenti e commercianti della via). Ne esce convinto che il progetto migliore di via Libertà sia quello che prevede l’abbattimento dei tigli su uno dei due lati della via. Ne esce anche con la convinzione che quella proposta sia approvata dalla grande maggioranza dei cittadini coinvolti. Il suo assessore ai lavori pubblici, Daria Denti, non ha nulla da obiettare. Il progetto dunque si appresta a procedere, fino a quando non diventa, prima, uno dei temi della campagna elettorale, poi, oggetto di una iniziativa di diversi cittadini, contrari all’abbattimento degli alberi (l’iniziativa “<em>Non il mio nome</em>”: <a href="http://amarevignola.wordpress.com/2009/07/14/tigli-candidati-al-taglio-non-il-mio-nome/" target="_self"><strong>vedi</strong></a>).</p>
<div id="attachment_3321" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/g_foto-11nov2009-004.jpg"><img class="size-medium wp-image-3321" title="G_Foto 11nov2009 004" src="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/g_foto-11nov2009-004.jpg?w=300&#038;h=289" alt="G_Foto 11nov2009 004" width="300" height="289" /></a><p class="wp-caption-text">Nelle slides brani del &quot;racconto&quot; di via Libertà fatto dai cittadini intervistati (foto dell&#39;11 novembre 2009)</p></div>
<p>Dieci mesi dopo la situazione sembra mutata. La riunione di ieri sera (così come i colloqui intercorsi tra i facilitatori di Genius Loci e numerosi cittadini) sembra evidenziare che oggi la maggior parte delle persone coinvolte considera importante fare il possibile per salvare i tigli (pur aggiustando i marciapiedi). Molti di loro si sono espressi nel senso di una rinuncia alla pista ciclabile, se questo consentirà di salvare gli alberi. Si tratta – è bene precisarlo – di una “impressione”, non di una rilevazione puntuale o di una “votazione”. Solo al termine del percorso partecipato potremo (forse) capire qualcosa di più rispetto all’orientamento prevalente. Anzi, forse solo se i diversi progetti venissero effettivamente sottoposti ad un voto popolare sapremmo quale consistenza, quale consenso hanno le diverse opzioni. Tuttavia, la cosa che questa vicenda sembra insegnare è che le opinioni non sono stabili, specie se rilevate nella fase iniziale di dibattito pubblico – un processo di formazione che richiede tempo per ascoltare, raccogliere punti di vista, confrontarsi con altri, apprendere dal contraddittorio, ecc. E’ stato un bene, dunque, la decisione di diversi cittadini di richiamare l’attenzione dell’amministrazione comunale sui diversi elementi non convincenti di quel progetto – primo fra tutti il non considerare il valore degli alberi esistenti (<a href="http://amarevignola.wordpress.com/2009/11/10/il-valore-di-un-albero-osservazioni-di-stefano-corazza/" target="_self"><strong>vedi</strong></a>). Così come, di conseguenza, è stato un bene la decisione dell’amministrazione comunale di sospendere il progetto “uscito” dall’incontro del 14 gennaio 2009 (e di questo va dato atto al sindaco Daria Denti). Se questa descrizione coglie davvero quello che è successo <strong>allora è importante, anche per i futuri progetti di partecipazione, riconoscere che occorre “dare solidità” alle opinioni. Già riconoscere questo è un primo passo (sul come farlo bisognerà ritornarci).</strong> Insomma, non basta – come troppo spesso ha fatto l’amministrazione Adani – presentare un progetto di riqualificazione in un incontro pubblico, incassare l’eventuale consenso (limitando o “schivando” le espressioni di dissenso) e quindi procedere alla realizzazione (<a href="http://amarevignola.wordpress.com/2008/08/05/conflitti-urbani-ed-intelligenza-emotiva/" target="_self"><strong>vedi</strong></a>). L’impressione è che su questo modo “sbrigativo” di procedere l’amministrazione comunale di Vignola si sia giocata una fetta di consenso.</p>
<div id="attachment_3322" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/g_foto-11nov2009-007.jpg"><img class="size-medium wp-image-3322" title="G_Foto 11nov2009 007" src="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/g_foto-11nov2009-007.jpg?w=300&#038;h=276" alt="G_Foto 11nov2009 007" width="300" height="276" /></a><p class="wp-caption-text">Nelle slides brani del &quot;racconto&quot; di via Libertà fatto dai cittadini intervistati (foto dell&#39;11 novembre 2009)</p></div>
<p>[2] La riunione di ieri sera (e la discussione intervenuta) evidenzia però anche <em>un rischio</em>. Quello di un modo “confuso” di prendere una decisione o di “cristallizzare” un orientamento. Il progetto “<em>Via della Partecipazione</em>” è un processo decisionale (ancorché “creativo”). Esso dovrà produrre una decisione (un orientamento), anche se ad oggi non è ancora chiaro come ciò verrà fatto. Forse è banale richiamare di nuovo l’attenzione sul fatto che le informazioni e, più in generale, il grado di consapevolezza sulla realtà attuale, le caratteristiche del progetto, le implicazioni, ecc. non è proprio un aspetto trascurabile. Come si dice nell’ambito della processazione dei dati: “<em>garbage in, garbage out</em>”. <strong>Se si immette “spazzatura” nei sistemi di elaborazione il risultato sarà … spazzatura. Fuor di metafora: se le informazioni utilizzate sono grossolane, carenti o parziali il processo di “elaborazione”, ancorché utilizzasse procedimenti “creativi”, difficilmente produrrebbe decisioni di qualità. La norma è di solito questa: è difficile che cattivi argomenti producano buone decisioni.</strong> La mia impressione è che l’investimento in informazione sin qui realizzato sia alquanto modesto. Occorre fare circolare una o più relazioni, magari anche qualche contro-relazione. Occorre rendere trasparente il confronto degli argomenti; fissarlo anche in una forma scritta – e renderlo accessibile a tutti. <em>Una </em>riunione è uno degli ingredienti <em>informativi</em>, non può essere l’unico. Occorrono colloqui con esperti, pannelli, plastici, documenti, ecc. magari realizzati già pensando all’utente finale (il “semplice” cittadino), messi a disposizione per un tempo predefinito – un tempo sufficientemente ampio da poter consentire assimilazioni ed elaborazioni autonome da parte dei cittadini interessati. Così come ci sono tecniche creative per l’elaborazione di soluzioni, per l&#8217;assunzione di decisioni, così ci sono tecniche creative anche per l’informazione. Sin qui, tuttavia, non sono state applicate. Il “problema dell’informazione” è stato formulato con efficacia da Herbert Simon venticinque anni fa: <em>“la ricchezza di informazioni produce scarsità di attenzione”</em>. Occorrono pertanto “dispositivi” che aumentino l’efficienza dell’elaborazione (es. il ricorso ad esperti) e dispositivi che aumentino la capacità di attenzione. Il conflitto, ad esempio, ha un effetto di creazione di attenzione. Dischiude pertanto la possibilità di “valorizzare” l’informazione a patto che sia disponibile ed in un formato accessibile.</p>
<div id="attachment_3323" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/g_foto-11nov2009-011.jpg"><img class="size-medium wp-image-3323" title="G_Foto 11nov2009 011" src="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/g_foto-11nov2009-011.jpg?w=300&#038;h=268" alt="G_Foto 11nov2009 011" width="300" height="268" /></a><p class="wp-caption-text">Nelle slides brani del &quot;racconto&quot; di via Libertà fatto dai cittadini intervistati (foto dell&#39;11 novembre 2009)</p></div>
<p>[3] <strong>Nei processi di partecipazione, tuttavia, non sono implicate solo informazioni (siano o meno di qualità). Ci sono anche valori, passioni, interessi … </strong>Le reazioni del pubblico presente ieri sera in sala lo testimonia – ad esempio con il battimano dopo l’uno o l’altro degli interventi (per cui risulta agevole percepire la polarizzazione del pubblico). Sono componenti ineliminabili ed anche positive – perlomeno se non superano una certa soglia, trasformando il pubblico in “fazioni” (incapaci di ascoltarsi e di apprendere). <strong>Affinché le occasioni di confronto (o di conflitto) abbiano sbocchi positivi occorre essere in grado di “filtrare” queste componenti. L’argomentazione pubblica, usata in modo intelligente, aiuta – nella misura in cui “lascia passare” solo ciò che ha la “parvenza” della ragionevolezza. Anche su questo aspetto c’è da applicare un di più di creatività.</strong><br />
[4] L’impressione di questa prima parte (un mese e mezzo, oramai) di “<em>Via della Partecipazione</em>” è che per impostare il percorso di partecipazione sia stata usata una cassetta degli attrezzi troppo striminzita. La gamma delle tecniche e degli strumenti per risolvere alcuni dei problemi citati sopra è molto più ampia di quanto proposto dai consulenti di Genius Loci. Per usare una battuta ad effetto: <em>chi vende martelli tende a vedere il mondo in termini di chiodi (da martellare) </em>… mentre esso è popolato pure da bulloni, viti, ecc. – oggetti che richiedono attrezzi di altro genere per essere utilizzati in modo appropriato. Ribadisco che qui, a mio modo di vedere, si paga una (cattiva) contrapposizione tra  “approccio argomentativo” e “approccio del Confronto Creativo” (<a href="http://amarevignola.wordpress.com/2009/10/08/via-della-partecipazione-mettiamo-in-gioco-lintelligenza-locale/" target="_self"><strong>vedi</strong></a>). L’effetto è un sotto-utilizzo delle tecniche e degli strumenti che potrebbero facilitare la produzione e la circolazione di <em>buoni argomenti</em>.</p>
<div id="attachment_3324" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/g_foto-11nov2009-018.jpg"><img class="size-medium wp-image-3324" title="G_Foto 11nov2009 018" src="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/g_foto-11nov2009-018.jpg?w=300&#038;h=257" alt="G_Foto 11nov2009 018" width="300" height="257" /></a><p class="wp-caption-text">Il progetto (sospeso) di sistemazione di via Libertà (foto dell&#39;11 novembre 2009)</p></div>
<p>[5] Vediamo di fare un po’ di sintesi sugli orientamenti emersi “nel merito”. Alcune affermazioni scaturite dal dibattito hanno ottenuto un consenso molto ampio, quasi universale. E’ stato proprio uno dei residenti di via Barella, consenziente all’abbattimento-sostituzione degli alberi di quella via, ad affermare: “Penso che nessuno sia favorevole al modo in cui le piante sono state manutenute in questi anni” – considerazione condivisa da tutti i presenti (valore massimo all’applausometro!). L’interramento dei cassonetti e l’adozione di un sistema di stoccaggio a scomparsa è un’altra di quelle soluzioni che è stata evocata e che ha ottenuto un generale apprezzamento (il Comune di Vignola ha ottenuto di recente un finanziamento per realizzare una di queste isole interrate – plausibilmente da collocare nel centro storico). Ugualmente convincente è la considerazione che via Libertà e via Matteotti debbono costituire un progetto integrato, essendo la seconda lo sbocco della prima in direzione del centro della città. E’ stato quindi precisato che l’interramento delle tubazioni di teleriscaldamento al centro della strada non danneggerà gli alberi ai lati. <strong>Queste ed altre considerazioni suggeriscono – a mio modo di vedere – di approfondire l’ipotesi della messa a senso unico di via Libertà (con l’eccezione, forse, del tratto tra via Circonvallazione e la caserma dei Carabinieri), salvando in tal modo sia le due file di alberi, sia la “dotazione” di funzioni del nuovo progetto (marciapiedi rifatti, ciclabile, posti auto).</strong> Si tratta di un’opzione peraltro già prevista nel primo Piano Urbano del Traffico (approvato alla fine degli anni ’90). Probabilmente, avendo una sede stradale di poco più di 10 metri di larghezza, questa soluzione consentirebbe di avere un marciapiede risistemato su entrambe i lati (di cui almeno uno in grado di consentire la circolazione dei disabili), una pista ciclabile (2,20 metri), un parcheggio lineare (2 metri) ed una carreggiata da 4 metri (un riferimento – certo non identico – è la sistemazione di via Caselline o di via della Pace).</p>
<div id="attachment_3326" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/g_foto-11nov2009-027.jpg"><img class="size-medium wp-image-3326" title="G_Foto 11nov2009 027" src="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/g_foto-11nov2009-027.jpg?w=300&#038;h=219" alt="G_Foto 11nov2009 027" width="300" height="219" /></a><p class="wp-caption-text">Il progetto (sospeso) di risistemazione di via Libertà (foto dell&#39;11 novembre 2009)</p></div>
<p>Certo, quest’opzione richiede la decisione <em>coraggiosa </em>di risistemare la viabilità in un settore più ampio che la sola via Libertà. Ma sappiamo che se tale scelta non la si compie oggi, con quest’intervento, difficilmente potrà essere compiuta in un futuro “accessibile” (entro 10-15 anni). E’ su questa visione del futuro della città, sulla capacità di esplicitare in modo trasparente i vincoli e le opportunità dell’azione amministrativa (risorse in bilancio, alta complessità ma grande valore duraturo nel tempo della scelta di oggi) e della capacità di convincere i cittadini della qualità di questa “visione” che si misura la qualità di un amministratore. Difficile pensare di cavarsela dicendo semplicemente loro: fate un po’ voi (su questo il sindaco Daria Denti risulta tutt’altro che convincente).</p>
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		<title>Il valore di un albero. Osservazioni di Stefano Corazza</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 21:10:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Paltrinieri</dc:creator>
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		<category><![CDATA[valore di un albero]]></category>
		<category><![CDATA[verde urbano]]></category>
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		<description><![CDATA[In assenza di un minimo di “risposta” da parte dell’amministrazione comunale è di nuovo dall’iniziativa civica, dall’iniziativa dei cittadini, che giungono un po’ di informazioni per stimare il “valore di un albero” (vedi). Stefano Corazza (uno dei promotori dell’iniziativa “Non il mio nome”: vedi) ci fornisce l’occasione per riflettere sul tema. Se l’amministrazione comunale vorrà [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=amarevignola.wordpress.com&blog=2496792&post=3305&subd=amarevignola&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><em>In assenza di un minimo di “risposta” da parte dell’amministrazione comunale è di nuovo dall’iniziativa civica, dall’iniziativa dei cittadini, che giungono un po’ di informazioni per stimare il “valore di un albero” (<a href="http://amarevignola.wordpress.com/2009/08/11/qual-e-il-valore-di-un-albero/" target="_self"><strong>vedi</strong></a>). Stefano Corazza (uno dei promotori dell’iniziativa “Non il mio nome”: <a href="http://maps.google.it/maps/ms?hl=it&amp;ie=UTF8&amp;msa=0&amp;msid=108602597063411286604.00046b8478cd57b23d7bc&amp;ll=44.482821,11.003602&amp;spn=0.003468,0.006899&amp;z=17" target="_blank"><strong>vedi</strong></a>) ci fornisce l’occasione per riflettere sul tema. Se l’amministrazione comunale vorrà contribuire a formare la “cultura ambientale” dei propri cittadini, magari anche con informazioni più precise (potendo disporre di maggiori risorse), ne saremo particolarmente lieti.</em></p>
<p>Il <em>Millennium Ecosystem Assessment</em> (si può tradurre con: <em>La valutazione degli ecosistemi del millennio</em>) elaborato per conto dell’Assemblea Generale dell’ONU tra il 2001 e il 2005 è divenuto un documento di riferimento per chi si occupa di analizzare e valutare (anche in termini economici) le conseguenze che i cambiamenti indotti dall’uomo sugli ecosistemi hanno sul suo stesso benessere. Traggo dal ponderoso Rapporto: “le azioni dell’uomo (…) non sono solo il risultato di considerazioni sul proprio benessere ma anche da considerazioni sul valore intrinseco di specie e ecosistemi. Il valore intrinseco è il valore di qualcosa in e per se stessa indifferente al fatto che essa possieda una utilità per qualcun altro”. E’ anche altrimenti definito “valore di esistenza”; anche questo valore di tipo etico è stato oggetto di numerosi tentativi di traduzione in termini monetari ma appare davvero difficile ipotizzare una sua “negoziabilità” in un contesto strettamente mercantile. Nel corso dell’incontro post-passeggiata “<em>Via della Partecipazione</em>” di venerdi 30 ottobre su tale tipo di valore attribuito ad un albero da una comunità e della sua conseguente natura di “bene comune” ha particolarmente insistito il Sig. Arcadio (una delle 172 persone che ha prestato il suo nome ad un tiglio) ed in qualche modo, a mio parere, rappresenta bene anche la motivazione di tutti gli altri che si sono fatti fotografare.<span id="more-3305"></span> Non siamo soli e in cattiva compagnia a pensarla così. Rimando alle citazioni di poeti e scrittori che ho inviato a questo blog (<a href="http://amarevignola.wordpress.com/2009/07/20/mercoledi-22-luglio-ore-18-ancora-in-difesa-dei-tigli-di-via-liberta/#comments" target="_self"><strong>vedi</strong></a>). Continuo ad ascoltare gli alberi!</p>
<div id="attachment_3309" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/e_foto-1nov2009-044.jpg"><img class="size-medium wp-image-3309" title="E_Foto 1nov2009 044" src="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/e_foto-1nov2009-044.jpg?w=300&#038;h=274" alt="E_Foto 1nov2009 044" width="300" height="274" /></a><p class="wp-caption-text">Tigli in via Libertà: proviamo a &quot;misurarne&quot; il valore? (foto dell&#39;1 novembre 2009)</p></div>
<p>A fronte della classificazione dei danni provocati provocati dai tigli di Via Libertà, apparsa sul sito <em>web </em>del Comune, tanto sconcertante e <em>naive </em>sul piano tecnico, quanto tendenziosa per tempestività e modalità di presentazione, non voglio però trascurare di portare, per una trattazione più leggera, esempi e citazioni di stime del valore di un albero, senza entrare nel merito dei metodi di quantificazione (ne esistono numerosi e molti comuni ne presentano esempi nei loro Regolamenti del Verde, solo per citarne alcuni facilmente rintracciabili sul <em>web</em>: Prato, Ravenna, Imola, Cernobbio), basati invece sul suo valore d’uso o utilità. Tali valori sono infatti più direttamente connessi con valori di “mercato” cioè si traducono più immediatamente in “prezzi” pagati o pagabili.<br />
Dal <em>Times </em>di un giorno di Aprile 2008: <em>“Mettete giù l’ascia, quest’albero costa una fortuna”</em>. E’ il divertente titolo di un articolo che presenta i risultati dell’applicazione di un metodo di valutazione del valore degli alberi di Londra, denominato CAVAT (<em>Capital Asset Value for Amenity Trees</em>), che utilizza parametri dimensionali, di stato di salute, di significato storico culturale, di densità di abitanti nell’area circostante. Un platano monumentale a Berkeley Square è valutato un milione di euro; alberi di media dimensione valgono fra 11.000 e 17.000 euro. Dice il <em>Times </em>che, dopo che negli ultimi anni le Assicurazioni hanno ottenuto l’abbattimento di 40.000(!) alberi per loro vera o presunta (almeno nel 39% dei casi, dice il Consiglio Comunale di Londra) pericolosità, da ora in poi, visto quanto potrebbero essere chiamate a pagare le stesse Assicurazioni, sarà più difficile arrivare al taglio di un albero.</p>
<div id="attachment_3310" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/e_foto-22lug2009-107.jpg"><img class="size-medium wp-image-3310" title="E_Foto 22lug2009 107" src="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/e_foto-22lug2009-107.jpg?w=300&#038;h=263" alt="E_Foto 22lug2009 107" width="300" height="263" /></a><p class="wp-caption-text">Stefano Corazza impegnato nell&#39;iniziativa &quot;Non il mio nome&quot; (foto del 22 luglio 2009)</p></div>
<p>Alcuni anni fa Franco Tassi, ex Presidente del parco Nazionale d’Abruzzo, così scriveva: “Qual è oggi il valore di un albero? Uno studio canadese di qualche anno fa stabilì che un albero di mezzo secolo, in città, fornisce utilità per complessivi 300 dollari l’anno (ossigenazione, antierosione, antinquinamento, fauna), pari a circa 60.000 dollari nel corso della sua vita (considerando l’inflazione!). Applicando questi criteri il valore di un albero in città, per noi, corrisponderebbe quindi oggi ad almeno 500.000 lire l’anno, e ad almeno 100 milioni di lire nel corso della sua esistenza.  È noto infatti che un albero in città fornisce molti inestimabili «ecoservizi»: aria, ombra, frescura, varietà estetico-paesaggistica, riparo e difesa contro fattori avversi, depurazione contro l’inquinamento, habitat per la fauna e così via. Lo studio canadese aveva analiticamente stimato che un albero dell’età di 50 anni in città fornisce un valore annuo di: $ 76 per ossigenazione e frescura (risparmio d’aria condizionata); $ 75 per antierosione e difesa da tempeste e alluvioni; $ 75 per ospitalità alla fauna (riparo, nidificazione, cibo); $ 50 per controllo contro l’inquinamento. Ciò significa che, nella sua vita, quest’albero ha fruttato alla società umana $ 57.151: somma che, dato il tempo trascorso dalla ricerca, abbiamo ritenuto di poter tranquillamente arrotondare a $ 60,000”<br />
La pagina <em>web </em>di Jacopo Fo sugli alberi in città dice cose non molto diverse (anche come quantità) e che derivano da studi e stime più recenti: “Quando l’amministrazione comunale di Washington ha tagliato, per sbaglio, una quercia di 20 metri davanti alla sua casa, Antoinette Campbell non poteva immaginare quello che sarebbe successo. Da quando l’albero e’ sparito lei ha dovuto iniziare ad accendere l’aria condizionata un paio d’ore prima la mattina. Si calcola infatti che un solo albero, nella posizione giusta, puo’ far risparmiare a una famiglia fino a 80 dollari di energia elettrica all’anno. Il valore di una casa circondata da alberi è dal 7 al 25% più alto di una casa senza alberi. Uno studio avrebbe inoltre rivelato che i consumatori spendono fino al 13% in più nei negozi vicini ad aree verdi. I pazienti in ospedale che dalle loro stanze vedono alberi sono ricoverati, in media, un 8% di giorni in meno.”</p>
<div id="attachment_3312" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/e_foto-1nov2009-061.jpg"><img class="size-medium wp-image-3312" title="E_Foto 1nov2009 061" src="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/e_foto-1nov2009-061.jpg?w=300&#038;h=266" alt="E_Foto 1nov2009 061" width="300" height="266" /></a><p class="wp-caption-text">Via Libertà, un viale alberato. Proviamo a &quot;contabilizzare&quot; anche i benefici degli alberi, oltre ai danni? (foto dell&#39;1 novembre 2009)</p></div>
<p>Per il valore delle proprietà immobiliari invito a visitare siti delle agenzie immobiliari americane, ma anche Francesi.<br />
Torniamo infine a Londra. Lo scorso 29 Settembre si è svolta a Battersea Park l’ultima edizione del <em>Treeathlon </em>(gioco di parole fra Three: Tre e Tree: Albero) un maratona benefica annuale il cui ricavato viene destinato a piantare alberi in città. Il bando della maratona elencava più o meno così (la traduzione e gli aggiustamenti sono miei) “i valori” degli alberi:<br />
- un albero è in grado di fornire abbastanza ossigeno per 10 persone;<br />
- gli alberi possono avere un positivo impatto su problemi di salute come asma, cancro della pelle e le malattie legate allo stress, per il fatto che filtrano l’aria inquinata, riducendo la formazione di smog, mitigano le radiazioni solari e ricreano un ambiente calmante e rilassante;<br />
- piantare alberi rafforza il senso di comunità, offrendo alle persone l’opportunità di lavorare insieme per il beneficio dell’ambiente locale;<br />
- gli alberi possono farci risparmiare fino al 10% del consumo energetico grazie alla loro capacità di mitigare il clima;<br />
- un albero, a seconda della dimensione assorbe dai 7 ai 12 Kg di emissioni di CO2 all’anno;<br />
- la proprietà immobiliare in una strada in cui ci sono degli alberi ha un valore per il 18% superiore a quello della medesima strada senza alberi (secondo uno studio effettuato a Chicago);<br />
- gli alberi contribuiscono alla salvaguardia degli ecosistemi in città, donando riparo a una numerosa varietà di specie viventi;<br />
- gli alberi riducono l’inquinamento acustico, fungendo da vere e proprie barriere per il suono;<br />
- gli alberi e gli spazi verdi in città diminuiscono sensibilmente lo stress.</p>
<p><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/e_foto-1nov2009-058.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3311" title="E_Foto 1nov2009 058" src="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/e_foto-1nov2009-058.jpg?w=300&#038;h=285" alt="Via Libertà, un viale alberato: qual é il suo &quot;valore&quot;? (foto dell'1 novembre 2009)" width="300" height="285" /></a>Vorrei concludere con alcune buone notizie alla maniera di <em>Report</em>. Il valore di un albero è perfettamente compreso da chi riesca a spostare il proprio orizzonte dalla punta dei propri piedi. Come ho ascoltato io stesso dalla voce dei diretti interessati, durante la citata passeggiata del 30 ottobre, alcuni cittadini di Vignola (che in un caso si erano espressi per il taglio degli alberi in Via Libertà) pure lamentando danni (reali, ma tutt’altro che “ingenti” ) alla loro recinzione o alla loro proprietà si oppongono al taglio dei tigli di fronte a cui vivono. Il fatto è così vero che è stato rimarcato anche dai “facilitatori” di <em>Via della Partecipazione</em>. Cosa fanno altre città? Sacramento (US) intende raddoppiare il proprio patrimonio di alberi entro i prossimi 40 anni, mentre Baltimora (US) ha un piano per farlo in 30! A Boulder, in Colorado hanno stimato che ogni dollaro speso per mettere a dimora e far crescere un albero ne genera 3,67. Un buon investimento anche di capitale, no?</p>
<p>PS Una recente (Giugno 2009) delibera urgente del Comune di Vignola stanzia ca. 25.000 Euro per abbattere circa 60 alberi, condannati anch’essi a morte per “motivi di sicurezza” (<a href="http://amarevignola.wordpress.com/2009/08/01/alberi-in-citta-e-possibile-evitare-di-abbatterli-di-stefano-corazza/" target="_self"><strong>vedi</strong></a>). Fa una cifra di quasi 420 Euro per ogni albero abbattuto! Siamo disposti a continuare ad accettare una spesa pubblica che non conservi il valore dei nostri beni comuni?</p>
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		<title>Via Libertà ecc. Giochiamo le nostre carte</title>
		<link>http://amarevignola.wordpress.com/2009/11/08/via-liberta-ecc-giochiamo-le-nostre-carte/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 00:05:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Paltrinieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini e politica]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[progettazione partecipata]]></category>
		<category><![CDATA[via Barella]]></category>
		<category><![CDATA[via Libertà]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi, domenica 8 novembre, al mattino, un gazebo della lista civica VignolaCambia sarà in piazza Corso Italia per fare informazione sul progetto di riqualificazione di via Libertà e di via Barella (vedi). Perché? L’amministrazione comunale ha avviato un “percorso partecipato” affidandone la conduzione alla società Genius Loci. Una parte di questo percorso, a carattere “esplorativo”, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=amarevignola.wordpress.com&blog=2496792&post=3286&subd=amarevignola&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Oggi, domenica 8 novembre, al mattino, un gazebo della lista civica <em>VignolaCambia</em> sarà in piazza Corso Italia per fare informazione sul progetto di riqualificazione di via Libertà e di via Barella (<a href="http://amarevignola.wordpress.com/2009/07/14/tigli-candidati-al-taglio-non-il-mio-nome/" target="_self"><strong>vedi</strong></a>). Perché?<span id="more-3286"></span> L’amministrazione comunale ha avviato un “percorso partecipato” affidandone la conduzione alla società Genius Loci. Una parte di questo percorso, a carattere “esplorativo”, è già stato svolto ed ora ci si appresta alla fase “propositiva”. In particolare i tavoli del confronto creativo di fine novembre-inizi dicembre sono fondamentali  per la sintesi conclusiva ed è opportuno che molta gente partecipi. Ma è anche opportuno che sia informata al meglio. E’ quest’opera di informazione che sino ad oggi è mancata (<a href="http://amarevignola.wordpress.com/2009/11/02/via-della-partecipazione-facciamo-il-punto/" target="_self"><strong>vedi</strong></a>).</p>
<div id="attachment_3290" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/c_foto-22lug2009-120.jpg"><img class="size-medium wp-image-3290" title="C_Foto 22lug2009 120" src="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/c_foto-22lug2009-120.jpg?w=300&#038;h=283" alt="C_Foto 22lug2009 120" width="300" height="283" /></a><p class="wp-caption-text">Un momento dell&#39;iniziativa &quot;Non il mio nome&quot;, in difesa dei tigli di via Libertà (foto del 22 luglio 2009)</p></div>
<p>Informare e coinvolgere  i cittadini su che cosa? La conduzione “politica” del Progetto “partecipato” propone in realtà una partecipazione costretta all’interno di schemi e momenti selezionati e restrittivi. I cittadini, cioè, sono invitati a partecipare, ma i<em>l come partecipare </em>è deciso dall’alto. Quanta informazione fare, su che cosa, in che modo – anche questo non è concordato con i cittadini ed i residenti. Epperò questo aspetto è importante. E’ difficile mettere in campo un efficace progetto di partecipazione senza che tutti i partecipanti provino a concordare sui “valori” in campo – in primo luogo il “valore” degli alberi (<a href="http://amarevignola.wordpress.com/2009/08/11/qual-e-il-valore-di-un-albero/" target="_self"><strong>vedi</strong></a>). Per questo: sì al gioco della partecipazione, ma con un ruolo più attivo per i cittadini. E con più informazioni (ed informazioni più complete). Ho già argomentato in modo esteso su questi punti pochi giorni fa (<a href="http://amarevignola.wordpress.com/2009/11/02/via-della-partecipazione-facciamo-il-punto/" target="_self"><strong>vedi</strong></a>). Qui vorrei cavarmela con tre esempi leggeri leggeri &#8211; tre &#8220;sintomi&#8221; di un modo non del tutto convincente di praticare la partecipazione.</p>
<p>[1] In via Libertà i residenti sono 359. Altri 150 in via Barella (sono dati dell&#8217;aprile 2008). Si tratta di circa 130 famiglie in via Libertà e circa 60 in via Barella. Molti di loro ancora oggi non sanno quale articolazione ha il progetto &#8220;<em>Via della partecipazione</em>&#8220;. Hanno ricevuto la cartolina-marketing con la presentazione general-generica dell&#8217;iniziativa. Per il resto l&#8217;amministrazione si è &#8220;accontentata&#8221; di qualche locandina nei bar e di qualche comunicato stampa recepito dai giornali. Anche queste informazioni sul percorso &#8211; interviste, camminate di quartiere, <em>planning for real</em>, tavolo creativo ecc. &#8211; non sono state oggetto di un intervento sistematico. NON una lettera, ad esempio, a tutti i residenti delle due vie e di quelle limitrofe che spiegasse in modo puntuale cosa sta succedendo. Ma anche nessuna struttura &#8220;semipermanente&#8221; che raccolga e metta a disposizione di tutti gli interessati che cosa &#8220;sta venendo fuori&#8221; dal percorso di partecipazione (che so? un Gazebo? una serie di pannelli informativi? un sito <em>web </em>con informazioni e documenti <em>pensati per i cittadini </em>e non semplicemente i documenti interni trasformati in pdf e resi accessibili). Da chi teorizza l&#8217;ascolto attivo ci si poteva aspettare di più, ad esempio in direzione di una &#8220;partecipazione attiva&#8221; che però ha un prerequisito assai esigente in termini di informazioni adeguate ed accessibili e di &#8220;infrastrutture&#8221; di comunicazione.</p>
<div id="attachment_3301" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/non1_web.jpg"><img class="size-medium wp-image-3301" title="non1_WEB" src="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/non1_web.jpg?w=300&#038;h=272" alt="non1_WEB" width="300" height="272" /></a><p class="wp-caption-text">Nonostante la pioggia i cartelloni del progetto &quot;Non il mio nome&quot; sono esposti domenica 8 novembre 2009 (foto di Sergio Smerieri)</p></div>
<p>[2] Singolarmente tra i documenti che l&#8217;amministrazione comunale mette oggi a disposizione sul proprio sito <em>web</em>, nella sezione &#8220;<em>Via della partecipazione</em>&#8221; &#8211; c&#8217;è un elenco puntuale dei danni causati dagli alberi di via Libertà. C&#8217;è un elenco molto preciso in cui ogni albero è classificato in rapporto al tipo di danno che ha prodotto (danno &#8220;categoria A&#8221;, danno &#8220;categoria B&#8221;, danno &#8220;categoria C&#8221;, ecc.) (<a href="http://www.comune.vignola.mo.it/allegati/4855/alberti%20di%20via%20libert%C3%A01.pdf" target="_blank"><strong>vedi</strong></a>). Giustissimo, ci mancherebbe. I danni (tanto alle proprietà pubbliche che a quelle private) ci sono e nessuno lo nega. Ma possibile che l&#8217;amministrazione comunale, in quanto portatrice di una responsabilità di tutela collettiva, non sia in grado di affiancare un secondo documento in cui prova ad evidenziare, a rappresentare il &#8220;valore&#8221; di quegli alberi? Questa ASIMMETRIA è davvero singolare <em>ed è anche indicativa di un atteggiamento in un qualche modo già strutturato a favore dell&#8217;abbattimento.</em> Altrimenti non si spiegherebbe il perché c&#8217;é una produzione di &#8220;conoscenza&#8221; sistematica in merito ai danni e non invece in merito <em>ai benefici </em>degli alberi.</p>
<p>[3] Il terzo &#8220;elemento indiziario&#8221; mette in luce in che senso si intende la partecipazione dei cittadini in questo percorso &#8220;partecipativo&#8221;. Sempre nel sito <em>web </em>del Comune, dove il progetto è presentato, non si trova (ad oggi: 8 novembre 2009) alcun <em>incoraggiamento </em>ad avanzare osservazioni, a mandare suggerimenti, a scrivere un&#8217;e-mail con le proprie considerazioni. Oppure anche con indicazioni o richieste in merito al percorso stesso di partecipazione.  Sono semplicemente indicati i recapiti della &#8220;segreteria organizzativa&#8221;, senza che sia manifestato alcun invito &#8220;ad entrare&#8221;, a prender parte al progetto anche con osservazioni a distanza. Un invito a partecipare &#8230; un po&#8217; freddino, si direbbe (mi ricorda qualcuno!). Chissà come commenterebbe Watzlawick.</p>
<div id="attachment_3302" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/vietato_web.jpg"><img class="size-medium wp-image-3302" title="vietato_WEB" src="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/11/vietato_web.jpg?w=300&#038;h=274" alt="vietato_WEB" width="300" height="274" /></a><p class="wp-caption-text">Vietato danneggiare le piante. Vogliamo almeno, prima di iniziare qualsiasi dibattito, ricordare il loro valore? (foto di Sergio Smerieri)</p></div>
<p>In conclusione. Al <em>Planning for real</em> (gioco di simulazione per la progettazione) del 14 novembre è bene che partecipino in tanti. Si tratterà di “giocare le carte” (letteralmente) – per una partecipazione efficace, per fare il possibile per conservare gli alberi che sono  una ricchezza ambientale, storica ed estetica. Per questo, per un’informazione esaustiva non è male fare una fermata al &#8220;gazebo&#8221; (oggi presente nonostante la pioggia)!</p>
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