Nelle prossime settimane prenderanno il via i lavori per la realizzazione della nuova sede AVIS di Vignola in un appezzamento di terreno di circa 12.800 mq alla confluenza tra via del Commercio e via Caduti del Lavoro, nel cuore della zona artigianale di Vignola (sic). Pensavo non ci fosse nulla da aggiungere alle considerazioni già svolte in merito a questa localizzazione disgraziata a cui ho già dedicato due post, l’ultimo dei quali riportava nel titolo: “un ottimo progetto, una pessima collocazione” (vedi). Invece l’amministrazione comunale è riuscita a rendere chiaro a tutti il pasticcio che ha combinato – urbanisticamente parlando. Vediamo perché. Leggi il seguito di questo post »
Dieci anni di politiche locali sugli asili nido. Un bilancio ed uno sguardo al futuro
25 marzo 2012Giovedì 22 marzo una seduta del consiglio dell’Unione Terre di Castelli è stata dedicata ai servizi per la prima infanzia. Potremmo anche dire semplicemente “asili nido”, visto che le altre tipologie sono praticamente scomparse (è rimasto un “centro giochi” a Vignola, presso il nido Barbapapà, ed uno “spazio bambini” a Castelnuovo). Circa 120 i partecipanti, nella quasi totalità educatrici o genitori. Dieci anni di gestione degli asili nido da parte dell’Unione Terre di Castelli è un traguardo importante. E’ giusto dunque provare a tracciare un bilancio. E dico subito che condivido le valutazioni degli amministratori: l’esperienza è positiva. Forse si tratta del settore, tra quelli del welfare locale, che esibisce la performance migliore. Anche se la mancanza di una legge nazionale di sostegno economico agli enti locali per la gestione degli asili nido (che oggi gravano, per la parte non coperta dalle rette delle famiglie, esclusivamente sui bilanci comunali) costituisce un grave elemento di incertezza. Comunque, se guardiamo alla situazione locale vediamo una situazione di qualità e consolidata; un’offerta sostanzialmente adeguata (oggi un po’ in contrazione); un servizio particolarmente attento anche agli aspetti “relazionali”. Fronti su cui lavorare per il miglioramento ci sono, anche se la loro precisa identificazione meriterebbe un po’ di discussione pubblica. Vediamo dunque.
Alloggi ERP (case popolari): a Vignola calano invece di crescere
30 novembre 2011Le politiche per la casa vivono un periodo difficile in Italia, specie a seguito dei tagli drastici imposti dal governo di centrodestra. Mi riferisco, in realtà, a quel pacchetto di misure volte a sostenere l’accesso ad un’abitazione in affitto alle famiglie economicamente meno dotate: dai “contributi per l’affitto”, all’edilizia convenzionata (in affitto), alle cosiddette “case popolari” (alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica – ERP). In alcuni casi, però, a politiche nazionali che penalizzano questo fronte d’intervento sociale si aggiungono politiche locali che vanno nella medesima direzione. E’ quanto sta succedendo a Vignola con l’amministrazione Denti. Il progetto recentemente approvato di trasformazione di 4 alloggi ERP “sfitti” (sic) in strutture di servizio per l’Azienda Casa di Modena (per realizzarvi lo sportello di ACER Modena sul territorio) va in questa direzione, riducendo il numero degli alloggi ERP a disposizione in un periodo di crisi in cui invece l’azione di un’amministrazione (se è vero che si tratta di un’amministrazione di centrosinistra) dovrebbe essere tesa ad aumentarne la disponibilità. Questo, in effetti, è quanto stanno facendo molti altri comuni della provincia di Modena. Proviamo a capire cosa succede. Leggi il seguito di questo post »
Una modesta proposta /7. Una medaglia ad ogni volontario, anzi ad ogni bravo cittadino
6 ottobre 2011Un’amministrazione comunale alla disperata ricerca di un modo per mascherare il vuoto di idee che la caratterizza sta pensando di cogliere l’occasione dell’anno europeo del volontariato, peraltro in scadenza tra poche settimane, per istituire a Vignola la “medaglia del volontariato”. Questo incipit riflette già il mio scetticismo sull’iniziativa. Trattandosi però di un tema importante – quello del volontariato, della sua promozione e sostegno e pure del suo “riconoscimento” – è bene provare a sviluppare qualche considerazione. Tali riconoscimenti in realtà non sono affatto una novità in assoluto. Nel vicino comune di Spilamberto, ad esempio, sono giunti quest’anno alla quarta edizione de “La Spina d’Oro”, conferimento di una onorificenza a volontari spilambertesi da parte dell’amministrazione comunale – una cerimonia, tra l’altro, tenutasi proprio pochi giorni fa (sabato 1 ottobre: vedi). Che dire allora? Leggi il seguito di questo post »
Verso la Conferenza regionale del volontariato. Riflessioni sul rapporto tra volontariato ed enti locali
5 ottobre 2011Sono in corso nelle diverse province dell’Emilia-Romagna alcuni incontri di preparazione (vedi) alla VIIa Conferenza regionale del volontariato che si terrà il 26 novembre a Bologna in via della Fiera 8 (terza torre, sala A) (qui il documento preparatorio). A Modena tale incontro “preparatorio” è in programma sabato 8 ottobre, dalle 9.30 alle 13.30, presso la Sala Palazzina Pucci, in via Canaletto 110 a Modena (vedi). Il Comitato Paritetico Provinciale di Modena (organo della Provincia: vedi), con il supporto organizzativo del Centro Servizi per il Volontariato di Modena, ha ritenuto importante promuovere il confronto con le associazioni nei territori dove operano, su alcuni temi rilevanti per il volontariato e per le comunità nelle quali opera (vedi). Tra questi temi vi è anche quello del rapporto tra enti locali e volontariato. Avendo partecipato, in rappresentanza della Libera Associazione Genitori (LAG), all’incontro nel distretto di Vignola del 29 settembre scorso, ho provato in quella sede a riflettere criticamente sugli organi di “partecipazione” del volontariato che enti locali ed aziende pubbliche (penso all’azienda sanitaria locale) hanno predisposto in questi anni, anche sulla base di norme di legge volte a “valorizzare” (secondo alcuni) o ad “ingabbiare” (secondo altri) l’azione di tutela e di advocacy del volontariato. Ecco qua. Leggi il seguito di questo post »
Una nuova sede per AVIS. Un ottimo progetto, una pessima collocazione
19 settembre 2011Questa sera in commissione consiliare è stato trattato un punto relativo alla nuova sede dell’AVIS di Vignola, punto che verrà portato in consiglio comunale nella seduta del prossimo 27 settembre. Il titolo è: “Realizzazione nuova sede AVIS e sistemazione delle aree adiacenti all’impianto sportivo “Ferrari” – Approvazione del progetto preliminare, della bozza di convenzione e contestuale adozione di variante specifica al PRG ai sensi dell’art. 15 comma 4) lettera a) L.R. 47/78 – Provvedimenti”. Il progetto della nuova sede AVIS è un ottimo progetto, ma ha un neo grande come una casa: la sua localizzazione all’interno del villaggio artigianale di Vignola (probabilmente un caso unico, in questa regione, di localizzazione di una sede per prelievo e donazione del sangue all’interno di una zona destinata ai capannoni per attività artigianali ed industriali). Un aspetto su cui abbiamo già richiamato l’attenzione, sostenendo che un’amministrazione comunale lungimirante avrebbe lavorato per una diversa collocazione (vedi). Questa sera in commissione erano presenti diversi volontari dell’AVIS, tra cui l’attuale presidente Federico Donini, il past-president Berselli ed il già-presidente e volontario “storico” Savio Burzacchini. Se mi metto nei loro panni non fatico a riconoscere che le critiche al progetto (come quelle che esporrò qui) possono risultare disturbanti. Per il semplice motivo che AVIS ha davanti la sfida non semplice di terminare progettazione, realizzazione e collaudo della nuova sede un secondo prima della scadenza dei termini per l’accreditamento (il 31 dicembre 2012). E’ dunque già oggi un treno lanciato verso il traguardo. E vede, appunto, come un disturbo ogni discorso che la distoglie dall’obiettivo. Ciò nonostante, il “problema” della localizzazione non può essere taciuto. Anche solo fosse destinato ai posteri, a quei donatori di AVIS che, tra qualche anno, recandosi alla nuova sede potrebbero pensare: “come cavolo è successo che hanno ficcato qui in mezzo, al centro di un villaggio artigianale, la nostra sede”? Azzardiamo, dunque.
Primo maggio a Vignola. Interrogativi sul futuro del lavoro
1 maggio 2011“Bisogna cambiare un’agenda politica che scarica i problemi della crisi su lavoratori, pensionati, giovani”. Sono parole di Susanna Camusso, segretario generale della CGIL, pronunciate oggi a Marsala alla festa del lavoro. La crisi ed il futuro del lavoro sono state al centro degli interventi anche della manifestazione vignolese. Una manifestazione unitaria – CGIL, CISL, UIL assieme – in un momento non facile delle relazioni tra le tre organizzazioni sindacali. Ma, giustamente, come è stato ricordato dal palco vignolese, in un giorno come questo l’unità è un atto dovuto verso i lavoratori. Resta dunque un messaggio preoccupato per la crisi economica (che ancora morde) e per il futuro dell’occupazione in questo territorio. Diversi gli amministratori locali presenti: il sindaco di Vignola, Daria Denti, quello di Savignano, Germano Caroli, di Marano, Emilia Muratori, l’assessore di Spilamberto, Daniele Stefani. Anche la manifestazione odierna, davvero molto partecipata, ci lascia alcuni interrogativi sul futuro dell’economia di questo territorio. Dunque sulle prospettive occupazionali delle giovani generazioni (vedi). Forse anche qui non sarebbe male aprire un dibattito pubblico, allargato, sulle politiche per lo sviluppo locale. Un dibattito sull’agenda della politica locale: si sta facendo abbastanza per uscire dalla crisi? Leggi il seguito di questo post »
Si tagliano i servizi per i disabili. La protesta degli operatori e dei genitori
10 aprile 2011Sabato 9 aprile, nel pomeriggio, a Vignola, si è tenuto un piccolo presidio in difesa dei servizi per disabili dell’Unione Terre di Castelli. Si tratta in primo luogo di tre centri socioriabilitativi, una sorta di “centri diurni” dedicati all’assistenza di persone disabili: i Portici (Vignola), i Tigli (Savignano s.P.), le Querce (Castelnuovo Rangone). Bandiere delle organizzazioni sindacali (CGIL e CISL), cartelloni e un po’ di folklore (musica, canzoni …) per richiamare l’attenzione dei cittadini, affacendati nel gustarsi la festa dei ciliegi in fiore.

Operatori, genitori degli utenti, sindacalisti protestano contro il taglio ai servizi per disabili dell'Unione Terre di Castelli (foto del 9 aprile 2011)
Il tema merita indubbiamente più attenzione di quanto la stampa e la politica locale abbia dedicato ad esso. La posta in gioco, infatti, riguarda la qualità dei servizi per i disabili – un pezzo importante del nostro welfare locale. Una qualità sin qui elevata e che ora, seguendo pedissequamente le norme regionali per l’accreditamento, si vorrebbe ridimensionare. Conseguendo, in tal modo, una riduzione della spesa. La posta in gioco riguarda il modo in cui intendiamo i diritti delle persone più fragili. Riguarda, in altri termini, il modo in cui ci definiamo come comunità – quali valori mettiamo al primo posto. Cerchiamo di capire cosa succede. Leggi il seguito di questo post »
Chi paga la crisi economica in questo territorio? In primo luogo i giovani
6 aprile 2011Su La Stampa del 2 aprile Luca Ricolfi ribadisce una verità scomoda, ma oramai assodata: la crisi economica colpisce di più il mercato del lavoro degli italiani che degli stranieri. Anche gli ultimi dati Istat confermano questa tesi. Anche a Vignola i dati dell’anagrafe fanno pensare che l’occupazione degli stranieri è meno colpita dalla crisi economica di quella degli italiani (vedi). E’ anche questo un indicatore del fatto che il nostro sistema economico perde capacità di produrre posti di lavoro a maggiore qualificazione. Ieri a Bologna l’Istituto Gramsci dell’Emilia-Romagna ha tenuto il primo di una serie di seminari, dedicato a “Essere poveri a Bologna” (vedi). Interessante soprattutto l’analisi sui redditi dei bolognesi condotta da Gianluigi Bovini, capo dipartimento programmazione del Comune di Bologna. Evidenzia che nel passaggio dal 2007 al 2008 il reddito dei bolognesi è calato, in termini reali, di circa il 2% e che negli ultimi anni è cresciuta la parte di reddito delle persone anziane, mentre è calata la quota di reddito delle persone più giovani. La crisi economica, insomma, redistribuisce la “ricchezza” in un modo che penalizza i giovani. E, nella crisi, perdiamo la capacità di produrre “buona occupazione”, quella ad alta qualificazione. La capacità di monitorare questi processi è fondamentale per impostare politiche locali che, pur in una situazione di ristrettezza finanziaria, provino a promuovere un “nuovo” sviluppo economico, creando opportunità per le nuove generazioni a cui la società italiana (e la politica) sta presentando il conto. Non è paese per giovani, intitolano in diversi. Purtroppo hanno ragione. Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato da Andrea Paltrinieri 



