Nelle prossime settimane prenderanno il via i lavori per la realizzazione della nuova sede AVIS di Vignola in un appezzamento di terreno di circa 12.800 mq alla confluenza tra via del Commercio e via Caduti del Lavoro, nel cuore della zona artigianale di Vignola (sic). Pensavo non ci fosse nulla da aggiungere alle considerazioni già svolte in merito a questa localizzazione disgraziata a cui ho già dedicato due post, l’ultimo dei quali riportava nel titolo: “un ottimo progetto, una pessima collocazione” (vedi). Invece l’amministrazione comunale è riuscita a rendere chiaro a tutti il pasticcio che ha combinato – urbanisticamente parlando. Vediamo perché. Leggi il seguito di questo post »
Il centro storico di Vignola sta diventando un ghetto?
15 aprile 2012“Il centro storico di Vignola è un luogo che ospita una residenza equilibrata nella composizione sociale” – così recita il testo con cui l’amministrazione comunale presenta gli incontri con i cittadini residenti nell’ambito del “Patto di cittadinanza per il centro storico di Vignola” (qui il pdf). E’ vero? Assolutamente no. E l’amministrazione comunale lo sa bene, anche perché l’allarme è stato lanciato qualche anno fa (nell’aprile 2008) su questo blog (vedi). Riconfermato nel febbraio 2010 (vedi). E viene ulteriormente confermato oggi. I dati dell’anagrafe comunale certificano infatti che il 53,4% dei residenti del centro storico sono stranieri. Questa la situazione al 31 marzo 2012. Un dato che è cresciuto nel corso di questi quattro anni passando dal 42,6% del 2008 al 49,3% del 2010. Fino a raggiungere il 53,4% di oggi. Il centro storico di Vignola sta progressivamente diventando, da un punto di vista abitativo, un “ghetto”. Ed è una condizione assolutamente da scongiurare. Sia per il centro storico, sia per gli stranieri. Ma se l’amministrazione comunale non riconosce il problema, anzi lo nega, potrà mai mettere in cantiere un programma adeguato per contrastare questo fenomeno, assieme agli altri elementi di “degrado” che lo caratterizzano? Certamente no. Leggi il seguito di questo post »
Cosa succede nel PD di Vignola? Attaccano la lista civica Vignola Cambia sbagliando bersaglio
11 ottobre 2011Un episodio da manuale di opacità e disinformazione. Un perfetto cortocircuito tra cattivo giornalismo e pessima politica. Il fatto è passato inosservato ai più, ma a costo di dargli risonanza è bene non lasciare cadere questo episodio. Si tratta di un breve articolo – una colonna soltanto – apparso a pagina 19 de Il Resto del Carlino Modena di sabato 8 ottobre. Titolo: “Variante agricola, il PD critica le liste: «No allo sviluppo a base di cemento»”. Tralasciamo per un attimo l’ironia (involontaria?) del titolo. Chiunque conosce la realtà della campagna vignolese sa che sono le norme vigenti, risalenti perlomeno al PRG del 1998 e ad una variante del 2002, ad aver consentito uno “sviluppo a base di cemento” (vedi). Tutta roba del PD, dunque. Ad essere seri, dunque, dovrebbe trattarsi di una “ammissione di colpa”, non di un’autoassoluzione e neppure del tentativo (maldestro) di scaricare la responsabilità su altri (minoranze, liste civiche o altro). Comunque sia, la presa di posizione è legata alla variante alle Norme Tecniche Attuative del vigente PRG relativamente alle zone agricole, già adottate dal consiglio comunale in primavera ed ora prossima all’approvazione definitiva (andrà in consiglio comunale entro il mese di ottobre). Il fatto è che nella presa di posizione del PD di Vignola non ci si limita ad esprimere opinioni – magari discutibili, ma, in quanto opinioni, legittime. Si fanno, invece, affermazioni su “fatti”. Ma questi fatti non sono … fatti. Insomma, la realtà è diversa. Detto altrimenti: hanno raccontato una balla. Vediamo. Leggi il seguito di questo post »
Una nuova sede per AVIS. Un ottimo progetto, una pessima collocazione
19 settembre 2011Questa sera in commissione consiliare è stato trattato un punto relativo alla nuova sede dell’AVIS di Vignola, punto che verrà portato in consiglio comunale nella seduta del prossimo 27 settembre. Il titolo è: “Realizzazione nuova sede AVIS e sistemazione delle aree adiacenti all’impianto sportivo “Ferrari” – Approvazione del progetto preliminare, della bozza di convenzione e contestuale adozione di variante specifica al PRG ai sensi dell’art. 15 comma 4) lettera a) L.R. 47/78 – Provvedimenti”. Il progetto della nuova sede AVIS è un ottimo progetto, ma ha un neo grande come una casa: la sua localizzazione all’interno del villaggio artigianale di Vignola (probabilmente un caso unico, in questa regione, di localizzazione di una sede per prelievo e donazione del sangue all’interno di una zona destinata ai capannoni per attività artigianali ed industriali). Un aspetto su cui abbiamo già richiamato l’attenzione, sostenendo che un’amministrazione comunale lungimirante avrebbe lavorato per una diversa collocazione (vedi). Questa sera in commissione erano presenti diversi volontari dell’AVIS, tra cui l’attuale presidente Federico Donini, il past-president Berselli ed il già-presidente e volontario “storico” Savio Burzacchini. Se mi metto nei loro panni non fatico a riconoscere che le critiche al progetto (come quelle che esporrò qui) possono risultare disturbanti. Per il semplice motivo che AVIS ha davanti la sfida non semplice di terminare progettazione, realizzazione e collaudo della nuova sede un secondo prima della scadenza dei termini per l’accreditamento (il 31 dicembre 2012). E’ dunque già oggi un treno lanciato verso il traguardo. E vede, appunto, come un disturbo ogni discorso che la distoglie dall’obiettivo. Ciò nonostante, il “problema” della localizzazione non può essere taciuto. Anche solo fosse destinato ai posteri, a quei donatori di AVIS che, tra qualche anno, recandosi alla nuova sede potrebbero pensare: “come cavolo è successo che hanno ficcato qui in mezzo, al centro di un villaggio artigianale, la nostra sede”? Azzardiamo, dunque.
ex-Mulino Marmi. Il comune concede la rateizzazione degli oneri di urbanizzazione, di Monica Maisani
22 agosto 2011Il 6 giugno scorso la giunta del comune di Vignola ha approvato una delibera (n. 84; qui il pdf) con la quale esprime parere favorevole alla richiesta presentata dalla ditta SOPRE S.r.l. di Occhiobello (RO) di poter rateizzare il versamento dell’importo di 131.672,28 euro dovuti a saldo del contributo di costruzione relativo all’immobile sito in Via Portello/Via Tavoni, l’ex Mulino Marmi. Le motivazioni addotte dalla ditta e fatte proprie dalla giunta nella delibera sono riconducibili alle “gravi difficoltà in cui versa il mercato immobiliare e più in generale alla crisi economica attuale”. La deliberazione, del tutto legittima, fornisce l’occasione per fare alcune importanti riflessioni sia in merito alla sua opportunità sia per il valore paradigmatico che essa assume rispetto alla situazione generale del mercato immobiliare, ma soprattutto rispetto alle decisioni che stanno per essere prese sul futuro della nostra città.
Una “cittadella del cibo” nell’area Sipe? Prima cosa fare chiarezza
4 luglio 2011“All’intersezione dei due sistemi infrastrutturali e insediativi dell’asse Spilamberto Vignola e della pedemontana e dunque nelle condizioni di più elevata centralità ed accessibilità l’area SIPE Nobel si propone come il più emblematico tra i progetti territoriali di rilievo sovracomunale; un progetto che deve interpretare i destini dell’area, dopo gli insuccessi registrati dalle previsioni sin qui elaborate, troppo ancorate ad una dimensione squisitamente immobiliare”. Con questo incipit degno di miglior opera e che pure scomoda il “destino” del territorio prende avvio il capitoletto (due pagine) che l’attuale bozza del Documento preliminare del PSC, in corso di lenta elaborazione (vedi), dedica all’area Sipe-Nobel ed in cui viene abbozzata l’idea di farne una “cittadella del cibo” (pp.13-14). Ed è a questa idea che si sono riferiti nelle loro recenti esternazioni alla stampa locale tanto Francesco Lamandini, sindaco di Spilamberto, quanto Daria Denti, sindaco di Vignola. Doveva essere la sede di una parte del tecnopolo modenese, dedicata alla meccanica avanzata, la cosiddetta Hi-Mec (da tempo erano avviati i contatti con alcune importanti aziende del settore ubicate tra Modena e Bologna). Oggi il progetto si sviluppa in una diversa direzione. Difficile dire se con maggiori chances di successo. Tuttavia un dato che accomuna i progetti del passato con quelli odierni c’é. Si tratta dell’opacità. Origine e caratteristiche della vecchia progettualità, frutto della negoziazione tra pubblico e privato, sono tuttora poco note alla quasi totalità dei cittadini che risiedono su questo territorio. Sarebbe il caso di evitare che questo modo di fare si ripeta oggi. Tra l’altro in larga parte con gli stessi attori (Lamandini era già sindaco ed anzi è stato il principale “manovratore” per la parte pubblica; Daria Denti ha preso parte a tutta la discussione interna al PD, senza mai contrastare le scelte più importanti fatte allora). Ed è singolare allora che nella bozza del Documento preliminare si legga una frase del tipo: “dopo gli insuccessi registrati dalle previsioni sin qui elaborate, troppo ancorate ad una dimensione squisitamente immobiliare”. Non è dunque opportuno, per i cittadini, cercare di capire che cosa hanno in mente per l’area Sipe i fautori degli “insuccessi” del recente passato, coloro che si sono mostrati troppo accondiscendenti verso una “dimensione squisitamente immobiliare”? La risposta è scontata. Vediamo dunque. Leggi il seguito di questo post »
La Sipe oggi. Le foto del disastro
3 luglio 2011Dopo che si è interrotto il percorso per realizzare un pezzo del tecnopolo modenese nell’area delle Sipe basse è iniziato un rapido processo di degrado degli edifici dedicati alla preparazione degli esplosivi (SIPE sta infatti per Società Italiana Prodotti Esplodenti). Tetti sfondati, porte e infissi divelti, pareti corrose dalle infiltrazioni dell’acqua piovana. Tutto questo all’interno di un’area che attende ancora di essere bonificata. Pubblico qui immagini che ho ricevuto e che sono state scattate il 16 giugno scorso. Immagini che fanno pensare che tutto sia già andato in malora e che il “recupero” sia davvero una mission impossible.
Nuovo parco di via di Mezzo. Perché non coinvolgere i cittadini nella progettazione?
15 maggio 2011Il progetto preliminare era stato approvato dal consiglio comunale di Vignola il 5 marzo 2009 (vedi). Poi una lunga fase di “gestazione” e rivisitazione delle scelte prospettate allora. Dovuta certamente ad una drastica riduzione delle risorse disponibili (da 1 milione a 300.000 euro). E anche ad un mutamento della “filosofia” progettuale, imposta dal budget ristretto, ma anche, forse, da una diversa considerazione dei valori in campo. Meno effetti speciali e più “natura” – si potrebbe sintetizzare. Comunque, ora, a più di due anni di distanza, il parco di via di Mezzo – il “central park” vignolese, l’aveva battezzato il sindaco Adani nel consiglio comunale del marzo 2009 – sta per riemergere da un’iter progettuale complesso e tribolato. Nel giro di qualche settimana, forse ancora meno, si aprirà la fase realizzativa. Si aprirà il cantiere – e si chiuderà via di Mezzo, destinata ad essere trasformata in una pista ciclopedonale. Attorno a cui sorgerà, appunto, il nuovo parco. Però … C’è un però. Che parte dal modo in cui l’amministrazione Denti prova a “raccontarsi”: come di un’amministrazione che ha fatto della partecipazione dei cittadini il proprio cavallo di battaglia. Invece proprio sulla partecipazione l’amministrazione Denti ha evidenziato “poche idee e ben confuse”, per sintetizzare (per un’articolazione del giudizio: vedi). Qui ne abbiamo l’ennesima conferma. Cosa c’era di più facile dell’organizzare un percorso di progettazione partecipata sul parco di via di Mezzo, in cui coinvolgere i residenti del quartiere ed i cittadini interessati? E cosa c’era di più intelligente per cercare di costruire relazioni sociali (tra residenti, ma anche tra residenti ed amministrazione) in un quartiere di recente formazione? E per cercare di istituire un legame tra la nuova area verde ed i cittadini, in vista di futuri percorsi di animazione, cura, sorveglianza, manutenzione? Insomma, un vero “patto con i cittadini”? (vedi). Leggi il seguito di questo post »
Villettopoli nella campagna vignolese. Una relazione ufficiale su cosa è successo nel periodo 1998-2010
20 marzo 2011“Cos’è successo alla campagna di Vignola?” Questo il titolo di un post (vedi) in cui ho provato a raccontare le cause del progressivo processo di “cementificazione” della campagna vignolese. La situazione era stata “certificata” dagli studi preliminari del PSC: “nei vent’anni intercorsi dal 1987 al 2007 sono stati realizzati in territorio rurale circa 700 nuovi fabbricati a fronte dei 1300 preesistenti con oltre 100.000 mq di superficie coperta che si sono aggiunti ai 200.000 mq preesistenti. Questo mentre dal censimento agricolo del 1990 a quello del 2000 le aziende agricole si riducevano in numero da 530 a 440” (p.19 del Documento preliminare – Sintesi, luglio 2008). Dunque mentre diminuivano le imprese agricole, crescevano invece (e non di poco) le unità abitative in zona agricola, a testimonianza del fatto che il processo di “urbanizzazione” della campagna non ha nulla a che fare con lo sviluppo dell’agricoltura (che in effetti è in regressione da tempo). “Villettopoli” – secondo l’espressione dell’urbanista Pierluigi Cervellati – si è dunque diffusa anche nella campagna vignolese. Oggi, finalmente, disponiamo di una ricostruzione sufficientemente puntuale di ciò che è avvenuto. La relazione, predisposta dal direttore della struttura Pianificazione territoriale del comune di Vignola, è stata richiesta tramite una mozione presentata dalla lista di cittadini Vignola Cambia (approvata dal consiglio comunale di Vignola nella seduta dell’8 novembre 2010 – qui il testo in pdf). Eccone una sintesi ed alcune considerazioni – oltre al testo completo. Leggi il seguito di questo post »
Cos’é successo alla campagna di Vignola?
20 maggio 2009A Vignola il 20,3% dei 22,9 kmq del territorio comunale è “urbanizzato”, ovvero occupato dalla città, dalle frazioni, dagli insediamenti industriali. Nella classifica dei comuni più “urbanizzati” della provincia di Modena (47 comuni) Vignola si colloca così al quarto posto dopo Fiorano, Sassuolo e Modena. Significa che negli altri 43 comuni la percentuale di territorio agricolo o verde è maggiore. Insomma, Vignola è tra quei comuni che, in proporzione, hanno meno territorio “agricolo”. Un dato che si riflette anche in un’elevata densità abitativa: 1.003,5 abitanti per kmq (contro una media della provincia di Modena di 248,0). Su 341 comuni dell’Emilia-Romagna Vignola si colloca al 10° (decimo!) posto per densità abitativa. Sono tutti elementi che dovrebbero spingere a prestare una grandissima attenzione al territorio “agricolo”. Da salvaguardare. Da valorizzare. Un obiettivo condivisibile e condiviso da tutti. Ma cos’è davvero successo in questi anni? E perché? Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato da Andrea Paltrinieri 



