Violenza etnica. Quale risposta?

25 Ottobre 2009

La notizia è apparsa sulla Gazzetta di Modena di ieri, 24 ottobre: “Tenta di stuprarla in un garage”. Giovedì 22 ottobre, verso le ore 15, “una ragazza marocchina di 19 anni è stata immobilizzata da un connazionale in una palazzina di piazza Carducci. Condotta in uno scantinato, la violenza non è stata consumata solo per la reazione della vittima.” Un episodio avvenuto in pieno centro a Vignola. Ci sono diverse ragioni per cui questo episodio dovrebbe far riflettere. Proviamo a vederle. Leggi il seguito di questo post »


Una modesta proposta/3. Un rito per la consegna della cittadinanza agli stranieri

24 Ottobre 2009

Qualche giorno fa, mentre ero al supermercato a fare la spesa, ho incontrato Fatima. Sposata con figli, marocchina, da diversi anni risiede a Vignola. Io l’ho conosciuta quando ero assessore alle politiche sociali. Era felice perché, dopo “solo” tre anni dalla presentazione della domanda, le è stata concessa la cittadinanza italiana. E rideva perché è riuscita ad ottenerla prima di suo marito che ne ha fatto richiesta quattro anni fa. Mi ha anche raccontato del momento in cui ha ritirato l’attestato presso l’ufficio anagrafe del Comune di Vignola. Un passaggio assai sbrigativo ed un po’ burocratico. Senza alcun significativo momento cerimoniale, senza nessun rito o atto che, sollecitando le emozioni, fosse in grado di dare il senso della rilevanza, non solo per l’interessata, ma per tutta la comunità vignolese, di quel momento. Si può fare meglio. Si deve fare meglio. Leggi il seguito di questo post »


Miss Little China. Sospendere il (pre)giudizio, cercare di capire …

26 Giugno 2009

I cinesi mangiano i gatti. Forse anche i cani. Non ci credete? Forse fate bene. Non sono un esperto di gastronomia cinese, ma so che queste “convinzioni” (e molte altre riguardanti gli stranieri delle più diverse nazionalità) si sono da tempo sedimentate nella nostra “cultura”. Così come, agli occhi dei cittadini di altri paesi, gli italiani mangiano solo maccheroni e sono tutti mafiosi (“spaghettifresser“, mangiatori di spaghetti, dicevano degli emigrati italiani in Germania: vedi). Ma queste “convinzioni” assorbite in modo indiretto, con processi lenti ed inconsapevoli (usando di più l’ironia, lo scherzo, la storiella che l’analisi e l’argomentazione) sono anche le più difficili da scalfire. Occorre un lavoro altrettanto capillare di costruzione e diffusione di conoscenze. Un lavoro di informazione vera: mettere in luce la realtà – tutta, non solo quella degli stereotipi – degli immigrati e dell’immigrazione.
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Non prendiamo in ostaggio i minori per sanzionare gli adulti (di Paola Covili)

6 Maggio 2009

Le cronache ci riportano notizie al limite della umana comprensione. Se non ci fosse poco da ridere, allora una risata verrebbe spontanea, ma appunto c’è poco da ridere. Il fatto a cui faccio riferimento viene riportato dal quotidiano la Repubblica (vedi). Per brevità riassumo: sospesa la fornitura del pranzo a scuola per 22 bambini frequentanti l’Istituto comprensivo di Pessano con Bornago, comune della Provincia di Milano (vedi). Motivo di tale durissima azione è il debito accumulato dalle famiglie di 22 bambini nei confronti  della società di ristorazione che gestisce in appalto il servizio comunale. Leggi il seguito di questo post »


Stranieri tra noi (e sempre più vittime del lavoro)

23 Aprile 2009

Un operaio egiziano di 32 anni, residente a Bazzano, è morto ieri sul lavoro a Bologna (vedi). Il nome è Ahmed Eisa Mohamed Ali Mousa. Precario da due anni, in procinto di un’assunzione a tempo indeterminato, un matrimonio programmato per agosto nel suo paese – così riportano le cronache sui giornali. E’ morto mentre lavorava nella ditta Almet Italia Srl di Bologna. Colpito alla testa da una barra di alluminio “sparata” da una macchina utensile a poca distanza da lui. Purtroppo un altro morto sul lavoro. Uno dei troppi morti sul lavoro: tanti italiani, ma tanti (sempre più) stranieri. Leggi il seguito di questo post »


I nuovi vicini di casa. Ultimi dati sui cittadini stranieri a Vignola

7 Febbraio 2009

Cresce la presenza dei cittadini stranieri a Vignola. Una presenza che risponde alle esigenze delle imprese e delle famiglie. Le prime alla ricerca di manodopera per occupazioni che gli italiani non sono più disposti a fare (andate a vedere chi lavora nelle fonderie di alluminio del bolognese, ma anche in tante aziende metalmeccaniche, di lavorazione delle carni o nelle imprese edili). Le seconde necessitanti di personale assistenziale (le cosiddette “badanti”) per tamponare le falle del welfare state all’italiana, privo di un fondo per la non autosufficienza e di una rete adeguata di servizi domiciliari (fa eccezione, parzialmente, l’Emilia-Romagna). Una presenza che testimonia di progetti di riscatto economico e sociale, di fuga dalla miseria quando non dalla vita in pericolo. Ma una presenza che introduce sul territorio nuovi problemi e nuove tensioni. Tanto che è giunto il momento di interrogarsi, con serietà, sulla nostra capacità di accoglienza e di integrazione. Leggi il seguito di questo post »


A Vignola c’è un uomo che mangia erba. Una nota di Maurizio Montanari

1 Febbraio 2009

A Vignola c’è un uomo che mangia erba. Mangia erba perché quel poco che racimola fingendosi parcheggiatore o magari salutandoti più forte per farsi notare non basta. E quel che resta finisce in fumo o in vino di quart’ordine, quello dei cartocci colorati. Di solito è sempre gentile, gioviale. Cerca di dissimulare con il suo sorriso una quiete che non conosce forse da anni. Fa schifo, come fanno schifo i poveri che non si lavano e hanno i denti cariati. Il suo è uno dei tanti nomi mai chiamati, e che se ne va morendo. Leggi il seguito di questo post »


Boom delle nascite a Vignola nel 2008!

6 Gennaio 2009

Boom di nascite a Vignola nel 2008: i nati sono infatti 279 (di cui 145 maschi, pari al 52,0%, e 134 femmine, pari al 48,0%). Si tratta del terzo valore in assoluto nella storia vignolese, inferiore solo al numero dei nati negli anni 1963 (286 nati) e 1964 (296). Si ricorda che il 1964 è l’anno del cosiddetto baby boom, ovvero l’anno che in Italia (ed anche a Vignola) ha visto il numero più alto di nascite in assoluto nella storia del paese. Certo, a metà degli anni ’60 la struttura demografica di Vignola era molto differente rispetto ad oggi. Si pensi solo che la popolazione era allora di 17mila residenti (contro gli oltre 24mila di oggi). La crescita del numero dei nati non è dunque dovuta principalmente ad una crescita del tasso di fecondità, che anzi è molto più basso di allora. Leggi il seguito di questo post »


Lotta politica su Babbo Natale

26 Dicembre 2008

Nel consiglio comunale di Vignola del 15 dicembre 2004 il consigliere Luigi Gentile (del gruppo Centrodestra per Vignola) ha presentato un “ordine del giorno” con oggetto “Celebrazione del Santo Natale”. L’ordine del giorno (vedi pdf) fa riferimento alla presenza (minoritaria) di alunni “extracomunitari” nelle scuole del territorio. Riconosce che una parte di tali alunni stranieri “professa la religione islamica” e per questo, riferisce, si assiste a “proteste da parte dei genitori dei menzionati alunni per la celebrazione della ricorrenza del Santo Natale all’interno delle attività didattiche” (e qui compie un’evidente forzatura perché in genere a mettere in discussione la celebrazione delle festività religiose nelle scuole dell’infanzia ed elementari sono piuttosto genitori italiani – pochi – che vogliono una scuola non impegnata a promuovere una religione). L’ordine del giorno, infine, chiede che l’amministrazione comunale “incentivi le scuole a festeggiare ufficialmente il Natale”, ovvero ad inserire “i festeggiamenti del Santo Natale all’interno delle attività didattiche”. Cosa stava succedendo? Leggi il seguito di questo post »


Domenica a pranzo si mangia il cous cous!

16 Novembre 2008

Vignola, nel cuore dell’Emilia. Al centro di una terra, tra Modena e Bologna, ricca di una tradizione gastronomica di tutto rispetto. Tortellini, lasagne, crespelle, tagliatelle, tortelloni. Poi i salumi e gli altri prodotti frutto della “cultura del maiale”: zampone, cotechino, prosciutto, coppa, ciccioli, mortadella, pancetta e altro ancora. Formaggio grana. Alimenti tipici realizzati con la farina, come tigelle e borlenghi. Aceto balsamico. Tutti cibi che ancora oggi segnano l’identità di questo territorio, dal punto di vista gastronomico. Epperò qualcosa sta cambiando. Può succedere, infatti, che un giorno festivo, una domenica, un giorno in cui di solito a tavola si celebra la “tradizione” gastronomica, una famiglia anche di questo territorio si trovi a pranzare con un cibo che rompe la catena delle eredità del passato. Ebbene sì. Oggi, domenica 16 novembre, a pranzo c’é il cous cous. Ed i figli ne sono entusiasti. Un segno che stiamo perdendo il “conflitto delle civiltà”? Che ci siamo malamente arresi al fenomeno del multiculturalismo? L’ennesima testimonianza di una identità debole e dell’incombere del relativismo? Una manifestazione del “declino dell’Occidente” di spengleriana memoria? Vediamo. Leggi il seguito di questo post »