Ragazzi stranieri si raccontano. Una raccolta di “voci” curata da Ottaviana Albertini

12 aprile 2012

E’ bene far parlare loro. E trovare il tempo per stare ad ascoltarli. Sono oggi più di 4.000 gli stranieri residenti a Vignola, circa il 17% della popolazione residente. E tra loro molti sono minori. Molti sono studenti che frequentano le nostre scuole, compagni di banco dei nostri figli. Di loro per lungo tempo si è occupata Ottaviana Albertini, insegnante di italiano per stranieri. Se ne occupa tutt’ora, in verità, anche al di là del proprio incarico professionale. In ogni caso è grazie ad Ottaviana che abbiamo la possibilità di ascoltare le loro voci. Voci reali. Piene. Sonore. Ma anche voci fissate tramite la scrittura. Voci che raccontano della loro esperienza nel nostro paese. Esperienza da stranieri. Ed in molti casi esperienza da immigrati (per chi non è nato qui, ma vi è arrivato “da piccolo”). E’ per dare alla città la possibilità di “ascoltare” queste voci che Ottaviana ha raccolto queste testimonianze in un libro. Che viene presentato sabato 14 aprile, ore 16.30, nella Sala “Don Pellegrini” di Palazzo Barozzi a Vignola, grazie al sostegno della Consulta per il Volontariato di Vignola, delle Acli di Vignola e del Circolo Arci-Polivalente Olimpia (vedi invito pdf). Un consiglio. Prendiamoci il tempo per ascoltarli.

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Dieci anni di politiche locali sugli asili nido. Un bilancio ed uno sguardo al futuro

25 marzo 2012

Giovedì 22 marzo una seduta del consiglio dell’Unione Terre di Castelli è stata dedicata ai servizi per la prima infanzia. Potremmo anche dire semplicemente “asili nido”, visto che le altre tipologie sono praticamente scomparse (è rimasto un “centro giochi” a Vignola, presso il nido Barbapapà, ed uno “spazio bambini” a Castelnuovo). Circa 120 i partecipanti, nella quasi totalità educatrici o genitori. Dieci anni di gestione degli asili nido da parte dell’Unione Terre di Castelli è un traguardo importante. E’ giusto dunque provare a tracciare un bilancio. E dico subito che condivido le valutazioni degli amministratori: l’esperienza è positiva. Forse si tratta del settore, tra quelli del welfare locale, che esibisce la performance migliore. Anche se la mancanza di una legge nazionale di sostegno economico agli enti locali per la gestione degli asili nido (che oggi gravano, per la parte non coperta dalle rette delle famiglie, esclusivamente sui bilanci comunali) costituisce un grave elemento di incertezza. Comunque, se guardiamo alla situazione locale vediamo una situazione di qualità e consolidata; un’offerta sostanzialmente adeguata (oggi un po’ in contrazione); un servizio particolarmente attento anche agli aspetti “relazionali”. Fronti su cui lavorare per il miglioramento ci sono, anche se la loro precisa identificazione meriterebbe un po’ di discussione pubblica. Vediamo dunque.

L'asilo nido "Cappuccetto Rosso", a Brodano, in costruzione (foto del 13 dicembre 2003)

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Ombre … sul cortile della scuola Barozzi (3° episodio), di Stefano Corazza

9 novembre 2011

Per la terza volta nel giro di pochi mesi Stefano Corazza interviene in merito all’inadeguatezza del cortile della scuola primaria J.Barozzi, usato – lo ricordiamo – da bambini di 6-10 anni. Questo il percorso. Prima con una lettera aperta all’amministrazione comunale per evidenziarne l’inadeguatezza e per sollecitarne la sistemazione (peraltro promessa dall’amministrazione stessa) (vedi) – lettera scritta dopo aver constatato l’inutilità delle sollecitazioni verbali e le proposte di collaborazione dei genitori. Poi di nuovo con una seconda lettera aperta per sollecitarne l’intervento che l’amministrazione comunale aveva annunciato per l’estate, ma che non era ancora stato realizzato ad inizio anno scolastico (vedi). Infine ora con questo resoconto su un intervento sì realizzato, ma in modo pedestre. Un resoconto che è anche una riflessione sulla non volontà o incapacità della nostra amministrazione comunale di prendere sul serio le questioni poste dai cittadini. Autoreferenzialità della politica, la si potrebbe definire. O più semplicemente eccessivo scadimento delle capacità politico-amministrative. Istituzioni usate come scudo anziché come strumento di servizio e di collegamento con la società ed i suoi problemi. Sta di fatto che il cittadino, anziché sovrano, si trova prigioniero.
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Il business dei libri di testo, di Daniela Piani

24 settembre 2011

E’ iniziata la scuola per mio figlio: 4° classe elementare. L’anno scorso ho accettato con fatica il ridimensionamento di orario che il direttore didattico del circolo scolastico di Vignola ha previsto per le scuole primarie a tempo parziale, in attuazione alla legge Gelmini. Quest’anno ho recepito con disappunto l’ennesimo cambio (il terzo) dell’insegnate di inglese, a fronte di una insegnate di religione che non vede mai in discussione il proprio ruolo e collocamento nell’ambito delle scuole di Vignola. Sono tempi duri: la crisi e la “finanziaria” varata dal governo si fanno sentire su alcune fasce sociali (non tutte!): stipendi bloccati, prezzi in sensibile aumento sia per l’inflazione serpeggiante sia per la nuova aliquota IVA…ma gli sprechi restano. Lo spreco che più mi sorprende è il business dei testi scolastici: anche quest’anno i testi scolastici degli alunni delle  elementari sono forniti gratuitamente. Fatto del tutto meritorio: ma è proprio necessario? Non certo la gratuità, ma la quantità di libri destinati ad un uso troppe volte saltuario. E’ una buona spesa? 3 testi di religione… nuovi testi di  italiano, scrittura, matematica, geografia  e storia che sostituiscono completamente quelli degli anni passati, ma che probabilmente non potranno più essere utilizzati negli anni futuri da un altro bambino (fratello o sorella minore) a causa di riedizioni e restyling  ad hoc. Leggi il seguito di questo post »


Ancora “disastrato” il cortile della scuola elementare J.Barozzi. Una lettera di Stefano Corazza

17 settembre 2011

Spett. Assessore Mauro Montanari, il giorno 1° giugno 2011 ho indirizzato a lei una lettera aperta su questo blog e a lei e al suo collega di giunta assessore Scurani e al suo sindaco Sig.ra Denti una identica e-mail che trattava il problema dello stato del cortile della scuola Barozzi e dei lavori “programmati” (?) per il suo risanamento (vedi). Nessuno di voi ha avuto la compiacenza di rispondere agli argomenti che sollevavo, né pubblicamente né privatamente; la cosa non mi ha francamente stupito dato che, visti alcuni precedenti personali e pubblici, sono convinto che lo stile dei vostri rapporti con i cittadini sia determinato più da sufficienza e malcelato fastidio che da capacità di ascolto e spirito di servizio. Ad oggi, comunque, e mancano 3 giorni all’inizio della scuola, nessun intervento è stato compiuto nel cortile tranne l’abbattimento di alcuni alberi, solo genere di opera, mi pare, che ecciti il vostro attivismo e che ha, se possibile, ulteriormente peggiorato la situazione del cortile. Leggi il seguito di questo post »


Test di ammissione all’università. Ancora una volta l’inefficienza delle istituzioni si scarica sui più deboli: gli studenti.

5 settembre 2011

E’ risaputo che l’Italia non è paese per giovani (e neppure per donne; e neppure per vecchi se non autosufficienti). Per chi è giovane oggi tanto la “carriera” scolastica, quanto l’inserimento nel mondo del lavoro si configurano come un percorso ad ostacoli. La scuola non è più da tempo in grado di ridurre le disuguaglianze sociali ereditate dalla famiglia e la sua performance educativa (la capacità di insegnare) è tutt’altro che soddisfacente (come testimoniano i confronti con altri sistemi scolastici effettuati grazie ai test OCSE-PISA: vedi). Il valore stesso dello studio è sempre più messo in discussione sia da una diffusa cultura “edonista” (così la si chiamava all’inizio degli anni ’80), sia dal progressivo accumularsi di “disfunzioni” nel sistema educativo – tanto che proprio in questi giorni Ilvo Diamanti, provocatoriamente, scrive: “cari ragazzi, cari giovani: non studiate! Non nella scuola pubblica, comunque” (vedi). E’ un segno di questo malessere anche la riduzione delle percentuali dei 19enni che si iscrivono all’università (passati dal 56,5% del 2003 al 47,7% del 2009: come ricorda Luca Ricolfi su Panorma del 6 luglio 2011: vedi). A ciò si aggiunge un inserimento lavorativo che per i più è all’insegna della precarietà (ed oggi, in realtà, della disoccupazione!). In questo quadro di tribolazioni, si inserisce anche l’accesso all’università: con i test di ammissione anche la scelta del corso di laurea universitario è divenuta un passaggio impegnativo (in cui giocano un ruolo non trascurabile anche fattori che nulla hanno a che fare con il merito). Ed è proprio da questo elemento, se volete marginale, che vorrei partire per sviluppare qualche considerazione pertinente anche per il livello locale. Anche l’assessore alla scuola del comune di Vignola e dell’Unione Terre di Castelli può ed anzi deve fare qualcosa per cercare di migliorare il funzionamento del sistema scolastico ai “piani alti” (istruzione superiore ed università), pur non avendo competenze dirette in materia. Specie se si vuole dare un contributo per far sì che non vengano caricate sulle spalle delle giovani generazioni anche questi aspetti di non funzionamento del sistema-paese. Vediamo. Leggi il seguito di questo post »


Una lettera all’assessore Montanari sul cortile della scuola J.Barozzi, di Stefano Corazza

1 giugno 2011

Spett.le assessore Montanari, il Comune di Vignola pare si appresti ad eseguire dei lavori nel cortile della scuola Barozzi. Avutane notizia e dettagli ho avuto un breve scambio di opinioni, durante un incontro occasionale, anche con l’Assessore Scurani che me li ha confermati. L’intervento, programmato dall’ufficio tecnico comunale già per il prossimo mese di giugno, dovrebbe provvedere allo spianamento di tutta l’area cortiliva e alla sua ripavimentazione con “rotoli di prato” assistiti da impianto di irrigazione. In proposito mi permetto di sollevare alcune obiezioni di tipo tecnico; obiezioni peraltro condivise da (mi sento di dire, per i contatti personali che ho avuto sulla questione) numerosi genitori di bambini che frequentano tale scuola, come mio figlio, e anche da diversi insegnanti. D’altronde non potrebbe essere diversamente avendo una chiara conoscenza della situazione.

L'area cortiliva interna della scuola primaria J.Barozzi, come si vede da via G.Galieli, ora recintata (foto del 28 ottobre 2009)

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Delirio di onnipotenza o dolcetto/scherzetto? Un’iniziativa del circolo didattico di Vignola su “le punizioni fanno crescere!”, di Claudia

26 aprile 2011
Vi scrivo in merito all’ultimo invito alla conferenza dibattito del 10 maggio promossa dalla Direzione Didattica di Vignola. Non vi nascondo che il titolo mi ha lasciato … interdetta: “Educazione alla genitorialità: le punizioni fanno crescere!” (qui il testo in pdf della locandina). Anche adesso riscrivendolo provo un senso di smarrimento e di incredulità … e anche di tristezza. Mi auguro che sia una provocazione, anche se come provocazione non mi piace per niente; in un momento in cui tutte le statistiche dimostrano che con l’aumento della crisi e della povertà a farne le spese, nelle famiglie con questi disagi sono i soggetti più deboli, cioè i bambini, e che è solo dell’altro ieri la notizia su Il Resto del Carlino di una maestra condannata per abuso di correzione, in cui per altro si dice che i bambini raramente parlano con le famiglie delle punizioni subite a scuola, ribadisco che, anche se vuole essere una provocazione, non mi piace per niente. Avrei gradito un punto di domanda alla fine, un “che”, un “forse?”, un “parliamo di…” ma questo bel punto esclamativo mi sembra proprio una dimostrazione di autorità (non ho detto autorevolezza), quell’autorità che ci suona così male quando esce dalla bocca di certi politici da scambiarla per dittatura. Leggi il seguito di questo post »

Chiusura definitiva di via Galilei. Però un briciolo di buon senso!, di Stefano Corazza

19 febbraio 2011

Sapete quale è la prima opera pubblica completata nel 2011 nel Comune di Vignola? Eccola qua: realizzata in pochi giorni (meno di una settimana !!) e con la relativa previsione di spesa in bilancio ancora da approvare in via definitiva. Eccola qua, sfolgorante nei suoi sgargianti colori verde e rosso, la recinzione che ha rinchiuso Via Galileo Galilei.

Via G.Galilei definitivamente chiusa grazie alla nuova recinzione. Sulla sinistra la scuola d'infanzia M.Mandelli (in primo piano) e le scuole elementari J.Barozzi. Sulla destra l'asilo nido Le Coccinelle. Ma perché completare la recinzione prima di togliere l'asfalto?

Dico subito che sono del tutto d’accordo sulla chiusura al traffico di quella strada e sulla sua incorporazione come area di pertinenza delle ben tre strutture scolastiche che vi si affacciano: la scuola elementare J.Barozzi, la scuola d’infanzia M.Mandelli e l’ex-nido Le Coccinelle (oggi ospitato di nuovo dentro alla vecchia sede ristrutturata, ma adattata a scuola dell’infanzia!). Ma come talvolta succede a buone intenzioni seguono fatti talmente inappropriati da mettere perfino in discussione l’obiettivo condiviso. Avete mai visto il sito di un qualunque cantiere recintato prima di realizzare le opere: le costruzioni e le sistemazioni delle aree scoperte, per cui il cantiere è insediato? No?  Finora neanche io. Leggi il seguito di questo post »


Raccontare storie. Narrazioni diverse sulla soppressione dello scuolabus per le scuole dell’infanzia

26 gennaio 2011

“La CGIL non si preoccupi: affidare un servizio comunale a dei volontari e non a dei lavoratori dipendenti non è una prassi per questa amministrazione, e né lo diventerà. Sugli scuolabus abbiamo agito così perché c’era un’emergenza e non intervenire sarebbe stato peggio.” Così  Daria Denti (Il Resto del Carlino, 20 gennaio 2011, p.19) in risposta alle critiche della CGIL che non aveva apprezzato l’affidamento del servizio scuolabus per la scuola materna al volontariato, anziché a personale dipendente. In tre righe due incongruenze (uso un eufemismo). Non male. Chi non ha seguito sin dall’inizio la vicenda della cancellazione del servizio di trasporto scolastico per la scuola dell’infanzia (scuola materna) difficilmente potrà cogliere le “contraddizioni” contenute nelle due brevi proposizioni. Ma prima di procedere a disvelare questo modo “manipolatorio” di raccontare la vicenda lasciamo parlare ancora un po’ il sindaco di Vignola: “I tagli erano stati inevitabili e l’unica alternativa al volontariato era lasciare in difficoltà trenta mamme. E per il ripristino abbiamo pensato a Vignola, e non in ‘chiave Unione’, perché il servizio in altri Comuni aveva contorni diversi e uniformarlo non era possibile. Il volontariato, poi, per definizione ha caratteristiche prettamente locali.” Da tempo stiamo assistendo ad un mutamento della politica. Ovvero alla trasformazione della politica in puro marketing (vedi). Non importa ciò che si riesce a fare per il proprio paese o la propria città. Ciò che conta è “produrre un effetto” sul pubblico degli spettatori. Ciò che conta è, dunque, “saperla raccontare”. Christian Salmon, autore di Storytelling (Fazi Editore, Roma, 2008), bestseller nel campo della comunicazione politica, osserva a proposito di un noto politico americano: il suo problema “è che racconta storie anche quando gli sarebbe più utile la verità. Ma quando lo “spin control” è diventato una pratica comune, diviene presto un’abitudine, e poi un modo di vivere” (p.109). Questa affermazione rappresenta efficacemente, riportata sulla scala locale, il modo di comunicare dell’amministrazione comunale di Vignola e del nostro primo cittadino. Vediamo perché affermo ciò. Leggi il seguito di questo post »


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