Colpo al cuore. Il museo per la memoria di Ustica

6 aprile 2012

Non ne posso più della scuola. Il maestro è un cretino” – dice una voce sussurrata di bambina. Una delle 81 voci che bisbigliano quello che potrebbe essere stato il pensiero di ciascuno degli 81 passeggeri al momento dell’impatto. “Il ristorante di piazza San Giorgio sarà aperto dopo le dieci?” – sommessamente. Voce di uomo. 81 specchi neri alle pareti. Ciascun visitatore, passando, può specchiarsi. Riflettersi in un destino tragico. Poteva capitare a ciascuno di noi. Se siamo vivi è perché siamo sopravvissuti. Inconsapevoli di ciò. E 81 lampadine pendenti dal soffitto. La luminosità di ciascuna si abbassa progressivamente, fin quasi a spegnersi. Ma poi riprende. Al ritmo di un respiro. Tenace, non cede all’oscurità. Segno anche del potere della memoria. Fragile, ma ostinato. E’ il Museo per la memoria di Ustica (vedi) nell’allestimento di Christian Boltanski. A Bologna, in via di Saliceto, 3/22, presso la sede del Quartiere Navile. Una civile cattedrale della memoria.

Il Museo per la Memoria di Ustica. Il DC9 Itavia ricostruito (foto del 6 aprile 2012)

Leggi il seguito di questo post »


Perché Vignola ha disattivato il Registro comunale dei testamenti biologici?, di Enrico Matacena

29 ottobre 2011

Oramai da alcuni mesi presso il  comune di Vignola non è più possibile usufruire del sia pur monco e farraginoso servizio del testamento biologico,  istituito l’anno scorso. Il motivo (la fragile scusa) sarebbe, almeno a quanto viene riferito al pubblico, una direttiva del Ministero dell’Interno, in seguito alla quale il prefetto di Modena inviò una circolare ai comuni di tutta la provincia. Questo però accade solo a Vignola, mentre in tutti gli altri comuni d’ Italia e della provincia di Modena che l’hanno istituito (Modena, Spilamberto, Savignano, Maranello, Nonantola, Formigine, ecc. ) i registri comunali dei testamenti biologici (o Dichiarazioni Anticipate di Trattamento – DAT) funzionano regolarmente. Leggi il seguito di questo post »


2 agosto 1980: trent’anni dopo. Chi ricorda cosa?

2 agosto 2010

Bologna è il più grande nodo ferroviario italiano. Facile che prima o poi si passi di lì. Il 2 agosto 1980, alle 10.25, erano in effetti in tanti ad essere alla stazione ferroviaria – i più in partenza per le vacanze o a Bologna quale tappa di un viaggio in Italia. Ciascuno di noi, di coloro che allora erano nati, poteva essere lì in quel momento. Fu solo un caso, un accidente del destino che evitò che altri fossero lì. E fece invece che ci fossero coloro che furono investiti dallo scoppio della bomba. Leggi il seguito di questo post »


Un registro comunale dei testamenti biologici? Se ne parla al Teatro Cantelli mercoledì 30 giugno

29 giugno 2010

Mercoledì 30 giugno, ore 21 al Teatro Cantelli di Vignola, si terrà un incontro dedicato a “Problematiche di fine vita. Il registro comunale dei testamenti biologici”. L’iniziativa è promossa dalla lista di cittadini Vignola Cambia (vedi). L’incontro, moderato da Chiara Smeraldi, consigliere comunale di Vignola, vede la presenza di Maria Laura Cattinari, presidente nazionale dell’associazione “Libera Uscita”; di Marcello Bettelli, medico di famiglia co-promotore della proposta di delibera popolare sul testamento biologico; di Federico Ricci, consigliere comunale di Modena (gruppo Sinistra Ecologia e Libertà). L’incontro vuole offrire un’occasione di riflessione e di dibattito sulla rilevanza del principio di autodeterminazione della persona (art. 32 della Costituzione Italiana) nelle situazioni di terapie che mantengono artificialmente in vita un malato terminale – un tema che ha colpito l’opinione pubblica italiana soprattutto con la vicenda di Eluana Englaro (vedi).

Mercoledì 30 giugno, ore 21, presso il Teatro Cantelli: iniziativa sul testamento biologico ed il Registro comunale.

Leggi il seguito di questo post »


Dare vitalità al rito. Ancora riflessioni sulla commemorazione dell’eccidio di Pratomavore

3 agosto 2009
Monumento ai caduti di Pratomavore (foto del 31 maggio 2009)

Monumento ai caduti di Pratomavore (foto del 31 maggio 2009)

Anche i riti muoiono. Sono “caduchi”, come tutti i prodotti “sociali”. Una lingua non parlata muore, così come muore un comportamento sociale non reiterato. Muoiono piano piano, quando la “popolazione” dei praticanti si assottiglia sempre più e, dunque, quando se ne perde la misura della rilevanza. Anche in questo post il tema è dunque quello del mantenere vitale uno dei riti civili più importanti della comunità vignolese: la commemorazione dell’eccidio di Pratomavore, avvenuto il 13 febbraio 1945. Ma in questo caso la sollecitazione non proviene dall’invito di Aldo Balzanelli a rinnovare la cerimonia del 2 agosto a Bologna (vedi). Tema di riflessione è invece il confronto tra il rito civile della commemorazione del 13 febbraio e la processione religiosa del primo sabato di maggio, rito celebrato dalla Parrocchia di Vignola a seguito di un voto fatto alla Madonna della Pieve nel 1775. Leggi il seguito di questo post »


2 agosto 1980 Bologna, 13 febbraio 1945 Pratomavore

2 agosto 2009

Il 2 agosto 1980 alle ore 10.25 una bomba esplose nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione di Bologna. Lo scoppio fu violentissimo, provocò il crollo delle strutture sovrastanti le sale d’aspetto di prima e seconda classe. 85 furono i morti, 200 i feriti – l’atto terroristico più grave mai compiuto in Italia. La prima volta che mi fermai nella sala d’aspetto ricostruita, a guardare la lapide con l’elenco delle vittime, rimasi colpito dalla presenza di persone straniere: persone che non c’entravano niente con il nostro paese, ma che in quel preciso istante si trovarono lì (tra loro Iwao Sekiguchi, 20 anni, giapponese e Kai Mader, tedesco, di 8 anni; Angela Fresu fu la vittima più piccola, 3 anni, residente in provincia di Firenze – per l’elenco completo delle vittime vedi). Il 13 febbraio 1945 a Pratomavore a Vignola vennero impiccati per rappresaglia 8 partigiani. Ne venne imposta la esposizione per due giorni per terrorizzare la popolazione. Non c’è forse altro che unisce questi due episodi se non l’esigenza di ricordare i morti e di “celebrare” civilmente quegli episodi. Ventinove anni sono passati dalla strage di Bologna. Ancora di più – 64 – dall’eccidio di Pratomavore. Ci si interroga oggi sul come mantenere viva la memoria di questi ed altri episodi che punteggiano la storia civile e politica del nostro paese. Leggi il seguito di questo post »


I cattolici, il Partito Democratico, l’idea di laicità. Un ragionamento in due mosse

30 marzo 2008

Un partito che include la Bonino e Oddifreddi, da un lato, la Binetti e Bobba dall’altro? Può funzionare? E’ solo una tattica elettorale – quella del partito “pigliatutto” (non è una frase da bar, è una categoria politologica) adattato alla realtà italiana? O c’è invece una visione strategica sull’articolazione del quadro politico e, conseguentemente, anche sul ruolo che le persone con convinzioni religiose possono giocare all’interno di un partito grande (“a vocazione maggioritaria”)? Anche su questo impegnativo tema è stato il Partito Democratico di Walter Veltroni non solo a dare il la alla campagna elettorale, ma anzi ad innescare la ristrutturazione dell’offerta politica. Leggi il seguito di questo post »


Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.