Anche i riti muoiono. Sono “caduchi”, come tutti i prodotti “sociali”. Una lingua non parlata muore, così come muore un comportamento sociale non reiterato. Muoiono piano piano, quando la “popolazione” dei praticanti si assottiglia sempre più e, dunque, quando se ne perde la misura della rilevanza. Anche in questo post il tema è dunque quello del mantenere vitale uno dei riti civili più importanti della comunità vignolese: la commemorazione dell’eccidio di Pratomavore, avvenuto il 13 febbraio 1945. Ma in questo caso la sollecitazione non proviene dall’invito di Aldo Balzanelli a rinnovare la cerimonia del 2 agosto a Bologna (vedi). Tema di riflessione è invece il confronto tra il rito civile della commemorazione del 13 febbraio e la processione religiosa del primo sabato di maggio, rito celebrato dalla Parrocchia di Vignola a seguito di un voto fatto alla Madonna della Pieve nel 1775. Leggi il seguito di questo post »
Dare vitalità al rito. Ancora riflessioni sulla commemorazione dell’eccidio di Pratomavore
3 Agosto 20092 agosto 1980 Bologna, 13 febbraio 1945 Pratomavore
2 Agosto 2009Il 2 agosto 1980 alle ore 10.25 una bomba esplose nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione di Bologna. Lo scoppio fu violentissimo, provocò il crollo delle strutture sovrastanti le sale d’aspetto di prima e seconda classe. 85 furono i morti, 200 i feriti – l’atto terroristico più grave mai compiuto in Italia. La prima volta che mi fermai nella sala d’aspetto ricostruita, a guardare la lapide con l’elenco delle vittime, rimasi colpito dalla presenza di persone straniere: persone che non c’entravano niente con il nostro paese, ma che in quel preciso istante si trovarono lì (tra loro Iwao Sekiguchi, 20 anni, giapponese e Kai Mader, tedesco, di 8 anni; Angela Fresu fu la vittima più piccola, 3 anni, residente in provincia di Firenze – per l’elenco completo delle vittime vedi). Il 13 febbraio 1945 a Pratomavore a Vignola vennero impiccati per rappresaglia 8 partigiani. Ne venne imposta la esposizione per due giorni per terrorizzare la popolazione. Non c’è forse altro che unisce questi due episodi se non l’esigenza di ricordare i morti e di “celebrare” civilmente quegli episodi. Ventinove anni sono passati dalla strage di Bologna. Ancora di più – 64 – dall’eccidio di Pratomavore. Ci si interroga oggi sul come mantenere viva la memoria di questi ed altri episodi che punteggiano la storia civile e politica del nostro paese. Leggi il seguito di questo post »
I cattolici, il Partito Democratico, l’idea di laicità. Un ragionamento in due mosse
30 Marzo 2008Un partito che include la Bonino e Oddifreddi, da un lato, la Binetti e Bobba dall’altro? Può funzionare? E’ solo una tattica elettorale – quella del partito “pigliatutto” (non è una frase da bar, è una categoria politologica) adattato alla realtà italiana? O c’è invece una visione strategica sull’articolazione del quadro politico e, conseguentemente, anche sul ruolo che le persone con convinzioni religiose possono giocare all’interno di un partito grande (“a vocazione maggioritaria”)? Anche su questo impegnativo tema è stato il Partito Democratico di Walter Veltroni non solo a dare il la alla campagna elettorale, ma anzi ad innescare la ristrutturazione dell’offerta politica. Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato da Andrea Paltrinieri
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