Mettiamo un po’ d’Europa nel nostro dibattito locale?

13 maggio 2012

Il 9 maggio è la Festa dell’Europa (vedi). In quella data ricorre infatti la proposta di creare un’Europa “organizzata”, avanzata il 9 maggio 1950 da Robert Schuman, allora Ministro degli Affari esteri francese. In qualche comune italiano la si è celebrata con iniziative pubbliche (es. Parma: vedi). Ma non a Vignola. E neppure negli altri comuni dell’Unione Terre di Castelli. L’Europa, sempre più presente nelle nostre vite quotidiane tramite le decisioni del Consiglio europeo o la Banca Centrale Europea, è ancora oggi un tema che non suscita grande interesse nella maggior parte dei cittadini e neppure delle istituzioni locali. Anche se le conseguenze delle decisioni assunte in sede europea sono drammatiche – lo dimostra ciò che sta succedendo in Grecia (vedi). Anche in tema di Europa, il rischio, fortissimo in questo paese, è che gli orientamenti politici in formazione finiscano per soccombere sotto il peso dei sentimenti o di impressioni maturate nel breve periodo, sprovviste della minima base cognitiva per impostare una corretta, per quanto ardua, relazione tra mezzi e fini. In questa situazione ci si potrebbe dunque aspettare qualche iniziativa da parte delle amministrazioni locali (ancor più se governate dal centrosinistra) per dare un po’ più consapevolezza sull’Europa e sulle sfide che essa si trova di fronte. E dire che qualche stimolo è pur stato proposto in passato anche localmente (da consigliere comunale, ad esempio, presentai una mozione, approvata dal consiglio, per “celebrare” appunto la festa dell’Europa, pensando proprio a momenti di dibattito locali: pdf). Ma ci vuole un po’ di capacità di pensiero. Occorre che i politici, anche a livello locale, non siano dei semplici funzionari intenti a “gestire” il potere. Leggi il seguito di questo post »


Colpo al cuore. Il museo per la memoria di Ustica

6 aprile 2012

Non ne posso più della scuola. Il maestro è un cretino” – dice una voce sussurrata di bambina. Una delle 81 voci che bisbigliano quello che potrebbe essere stato il pensiero di ciascuno degli 81 passeggeri al momento dell’impatto. “Il ristorante di piazza San Giorgio sarà aperto dopo le dieci?” – sommessamente. Voce di uomo. 81 specchi neri alle pareti. Ciascun visitatore, passando, può specchiarsi. Riflettersi in un destino tragico. Poteva capitare a ciascuno di noi. Se siamo vivi è perché siamo sopravvissuti. Inconsapevoli di ciò. E 81 lampadine pendenti dal soffitto. La luminosità di ciascuna si abbassa progressivamente, fin quasi a spegnersi. Ma poi riprende. Al ritmo di un respiro. Tenace, non cede all’oscurità. Segno anche del potere della memoria. Fragile, ma ostinato. E’ il Museo per la memoria di Ustica (vedi) nell’allestimento di Christian Boltanski. A Bologna, in via di Saliceto, 3/22, presso la sede del Quartiere Navile. Una civile cattedrale della memoria.

Il Museo per la Memoria di Ustica. Il DC9 Itavia ricostruito (foto del 6 aprile 2012)

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Democrazia/1. Scongelare l’idea della democrazia rappresentativa

18 marzo 2012

Da un po’ di tempo c’è fermento nel campo della teoria della democrazia. Si è ridotta la presa della concezione egemone, quella che identifica la democrazia con la “democrazia rappresentativa” e quest’ultima semplicemente con la competizione elettorale tra partiti, limitando la partecipazione dei cittadini essenzialmente all’elezione dei propri rappresentanti (essendo questi chiamati a fare le leggi). Sono infatti emerse e cresciute altre concezioni, identificate da espressioni quali  “democrazia partecipativa” e “democrazia deliberativa” – espressioni che richiamano l’attenzione su aspetti del processo democratico in precedenza trascurati. Queste innovazioni teoriche stanno lentamente alimentando un certo numero di “sperimentazioni” (il “bilancio partecipativo” di Porto Alegre è il caso più significativo). Si tratta di esperienze sino ad oggi decisamente minoritarie, marginali, anche confuse. Ma questo fermento segnala l’insoddisfazione per una concezione di democrazia ritenuta troppo striminzita e testimonia della ricerca di nuove configurazioni. La crisi economica in atto ha messo in discussione l’egemonia liberista in economia. Qualcosa di analogo si registra sul fronte politico. Anche in questo ambito è oggi necessario chiedersi se davvero questa democrazia rappresentativa sia l’unica modalità di implementazione della democrazia o se, invece, questa supposta esclusività non sia ideologia. Nulla di meglio, per introdurre il tema, che una canzone di Giorgio Gaber, da lui magnificamente interpretata: Le elezioni (1976). Una condensazione malinconica di quella concezione della democrazia rappresentativa che vorrebbe lasciare all’elettore solo il potere di fare una croce sulla scheda elettorale e, magari, di … rubare la matita dalla cabina elettorale come sotterranea espressione di “protesta” nei confronti del sistema.

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Possiamo salvarci dalla crescita?, di Stefano Corazza

9 marzo 2012

Il primo marzo scorso sono passati 40 anni dalla presentazione de “I limiti dello sviluppo”. Anche se negli Stati Uniti, a Washington, vi è stata una celebrazione ufficiale e negli altri Paesi occidentali alcuni giornali hanno pubblicato articoli rievocativi e commenti, la ricorrenza è passata in un generale  inquietante silenzio dei media e in una scarsissima attenzione persino della rete e dei social networks.

La copertina del libro, I limiti dello sviluppo, 1972, pubblicato in Italia da Mondadori - Edizioni Scientifiche e Tecniche EST

I limiti dello sviluppo”, ma sarebbe meglio usare la traduzione letterale del titolo originale: “I limiti della crescita” (Limits to growth, in inglese), è frutto di un lavoro di ricerca sul futuro del pianeta commissionato e poi presentato dal Club di Roma (dal luogo in cui si riunì per la prima volta nel 1968) e realizzato da un gruppo di ricercatori del Massachussets Institute of Technology (MIT) di Boston. Aurelio Peccei, un imprenditore “illuminato” italiano, Alexander King uno scienziato scozzese consulente di diverse agenzie governative, Elisabeth Mann Borgese intellettuale tedesca figlia dello scrittore Thomas Mann, erano stati fondatori del Club assieme ad un nutrito gruppo di premi Nobel, intellettuali e leader politici e ne erano i più noti rappresentanti. Leggi il seguito di questo post »


Mosaici di Gino Covili alle Corti: dieci anni di incuria

6 marzo 2012

I ciliegi in fiore (mosaici), di Gino Covili, posted with vodpod
Quest’anno compiono dieci anni. Dieci anni di incuria. Parlo del ciclo di tre mosaici realizzati su disegno di Gino Covili (pittore di Pavullo nel Frignano scomparso nel 2005) e collocati in una delle “coorti” del quartiere Le Corti (a Vignola, in località Brodano). I tre mosaici rappresentano tre momenti del ciclo annuale della ciliegia: la fioritura, la raccolta, la lavorazione delle ciliegie (cernitrici che le confezionano nelle balestrine). Il titolo è: I ciliegi in fiore: coralità e riti di una festa. Sono stati realizzati dalla Cooperativa Mosaicisti Ravenna e sono stati inaugurati nel 2002 (vedi). Da allora sono lì, senza che nessuno se ne curi, in progressivo degrado. Semplicemente anno dopo anno perdono pezzi. Leggi il seguito di questo post »

Una modesta proposta/8. Cinque modi per promuovere senso civico (ed avere così cittadini che spalano la neve)

12 febbraio 2012

La neve in città con i suoi disagi e le numerose inadempienze (dell’amministrazione, dei cittadini) ha riattivato il tema dell’erosione delle virtù civiche. Sempre meno cittadini sono pronti a fare il proprio dovere in queste situazioni di emergenza. Sempre più si diffondono comportamenti da free rider o di passiva rassegnazione, magari accompagnati da fiammate polemiche su facebook rispetto alle istituzioni inadempienti (cosa pure vera: vedi). Certo gli episodi non sono mancati. Anzi. Marciapiedi ricoperti di neve senza che i frontisti provvedessero alla pulizia, auto parcheggiate lungo la via divenute un unico cumulo di neve di ostacolo al lavoro dei mezzi spazzaneve, accessi impraticabili, auto circolanti non adeguatamente attrezzate e così via. Difficile stimare la percentuale di cittadini che si sono prontamente mobilitati per adempiere ai propri “doveri” in merito alla gestione dell’emergenza neve. Non semplice anche fare un confronto con il passato, anche se i più – ripetendo un ritornello che dalle antiche polis greche sino ad oggi non ci ha più lasciato (riecheggia nella commedia Le rane di Aristofane) – sono pronti a testimoniare circa la decadenza del senso civico e la “corruzione dei costumi”. Dunque, per stare all’oggi, scarseggiano i cittadini impegnati a tener pulito dalla neve il marciapiede di fronte a casa od al negozio (che pure è un obbligo). E così via. Se anche fosse così non è detto che questo debba essere un destino ineluttabile. Ovvero che non si possa invertire il trend. E’ già successo in passato e potrebbe di nuovo succedere oggi. Lo ha ricordato Robert D.Putnam con un bel libro-riflessione sulla vicenda americana (vedi). Cosa possiamo fare dunque per avere più cittadini impegnati ad adempiere ai propri doveri verso la collettività? Leggi il seguito di questo post »


Almanacco vignolese 2011 (seconda parte)

2 gennaio 2012

Prosegue la rassegna dei principali eventi politico-amministrativi vignolesi del 2011, almeno secondo l’opinione di chi scrive. Altri 7 “quadri” per concludere la rassegna dell’anno appena trascorso: dall’audit civico sulla ferrovia Vignola-Bologna (a luglio) fino al piccolo scoop sull’avvicendamento Lamandini-Denti alla presidenza dell’Unione Terre di Castelli. E per concludere una nota sul PSC, oggetto misterioso. Anche con l’augurio che il 2012 sia un anno migliore!

Tavolo e panchine in uno dei parchi vignolesi: parco E.Berlinguer in via Ragazzi del '99 (foto del 10 dicembre 2011)

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Fotografando la Rocca di Vignola con Sergio

1 gennaio 2012

La Rocca medioevale, il monumento più importante di Vignola, fotografata da una delle aree più degradate del fiume Panaro: l’area del frantoio sul lato di Savignano. Al lavoro con l’amico Sergio Smerieri, lui fotografo per davvero. Foto di oggi, 1 gennaio 2012.

Fotografando la Rocca di Vignola con Sergio, posted with vodpod

Celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia nell’Unione Terre di Castelli. Un’occasione persa

27 novembre 2011

L’Unione Terre di Castelli, per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia, ha proposto un ricco programma di iniziative, dipanatosi dal 17 marzo sino a metà novembre (vedi). Questa manifestazione ha avuto successo oppure no? Ha “funzionato” oppure no? Non sarebbe male porsi questa domanda. Voglio farlo qui seguendo le tracce di un ragionamento fatto da Roberto Balzani, sindaco di Forlì, ma anche professore straordinario di storia contemporanea dell’Università di Bologna, sulla rivista Il Mulino (n.5/2011), dove si interroga sull’efficacia del “programma” nazionale per il centocinquantesimo. Rispetto a quali parametri possiamo valutare se le manifestazioni locali per i 150 anni dell’Unità d’Italia sono state un successo oppure no? Partiamo da qui.

Francesco Selmi, patriota vignolese, con la famiglia. Il Risorgimento, a Vignola e dintorni, fu solo un movimento di élites? (foto dell'1 ottobre 2011)

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“Alberi e città”, la settimana di festa agli alberi del comune di Vignola. Il trailer

3 novembre 2011

Dal 5 al 12 novembre il comune di Vignola realizza la manifestazione “Alberi e città“. Un’intera settimana per “fare la festa” agli alberi di Vignola (vedi). Vi mostriamo in anteprima il trailer della manifestazione.


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