Orti urbani per tutti!

23 aprile 2012

Nella seduta del 26 aprile il consiglio dell’Unione approverà il nuovo Regolamento di assegnazione e gestione degli orti comunali (qui la bozza in pdf). In tal modo viene anche sancito il passaggio di competenza in materia dai comuni all’Unione Terre di Castelli. Il nuovo regolamento rende così omogenea a livello di Unione una disciplina oggi diversa da comune a comune. E introduce alcuni elementi migliorativi (es. il divieto di utilizzo di antiparassitari e concimi “non biologici”, anche se solo dal 2014). Ma contiene un grave errore di impostazione, riservando, come oggi, l’assegnazione degli orti urbani solo alle persone anziane (per alcune realtà comunali, anzi, viene addirittura innalzata la soglia di età di accesso, portata a 62 anni). E’ un retaggio del passato risalente alla fine degli anni ‘70 quando in molti comuni dell’Emilia-Romagna gli “orti per gli anziani” sono stati realizzati come parte delle politiche di welfare e, specificamente, delle politiche a sostegno della qualità della vita della popolazione anziana. Questa impostazione era giustificata allora. Ma non lo è più oggi (vedi). Leggi il seguito di questo post »


Gruppo d’Acquisto Solidale. Resoconto del primo anno di attività, di Eleonora Mariotti

17 aprile 2012

Nato da una costola della Lista di Cittadini “VignolaCambia”, il Gruppo d’Acquisto Solidale (GAS) Vi Cambia è attivo dal 13 maggio 2011 (vedi). E’ un “gruppo informale”, non un’associazione, pertanto non vi sono quote annuali di partecipazione. Gli interessati forniscono il loro nome, cognome, e-mail e recapito telefonico e questo è sufficiente per provare un nuovo modo, più virtuoso di fare la spesa; il GAS Vi Cambia è infatti un piccolo nucleo di persone riunitosi per comprare direttamente dai produttori; un coordinatore e dei referenti raccolgono gli ordini e prendono direttamente i contatti con i piccoli produttori; il coordinatore, i referenti-prodotto e gli aderenti comprano i prodotti pagando per essi il prezzo effettivo della merce e null’altro, senza margine o ricarico, in quanto non esiste intermediazione tra i consumatori ed i produttori. Leggi il seguito di questo post »


Possiamo salvarci dalla crescita?, di Stefano Corazza

9 marzo 2012

Il primo marzo scorso sono passati 40 anni dalla presentazione de “I limiti dello sviluppo”. Anche se negli Stati Uniti, a Washington, vi è stata una celebrazione ufficiale e negli altri Paesi occidentali alcuni giornali hanno pubblicato articoli rievocativi e commenti, la ricorrenza è passata in un generale  inquietante silenzio dei media e in una scarsissima attenzione persino della rete e dei social networks.

La copertina del libro, I limiti dello sviluppo, 1972, pubblicato in Italia da Mondadori - Edizioni Scientifiche e Tecniche EST

I limiti dello sviluppo”, ma sarebbe meglio usare la traduzione letterale del titolo originale: “I limiti della crescita” (Limits to growth, in inglese), è frutto di un lavoro di ricerca sul futuro del pianeta commissionato e poi presentato dal Club di Roma (dal luogo in cui si riunì per la prima volta nel 1968) e realizzato da un gruppo di ricercatori del Massachussets Institute of Technology (MIT) di Boston. Aurelio Peccei, un imprenditore “illuminato” italiano, Alexander King uno scienziato scozzese consulente di diverse agenzie governative, Elisabeth Mann Borgese intellettuale tedesca figlia dello scrittore Thomas Mann, erano stati fondatori del Club assieme ad un nutrito gruppo di premi Nobel, intellettuali e leader politici e ne erano i più noti rappresentanti. Leggi il seguito di questo post »


Gruppi d’Acquisto Solidale. Anche a Vignola!, di Eleonora Mariotti

17 novembre 2011

Il frigorifero è vuoto, si va a fare la spesa. Fragole, lamponi, peperoni, pomodori… tutto l’anno lì, a disposizione su banchi igienizzati ben illuminati, disposti in ordine, allineati, puliti e lucidati. Si prendono con guanti di plastica; si ripongono con cura nel sacchetto di plastica; si pesano; si preme il rispettivo tasto sulla bilancia elettronica ed ecco lo scontrino: 1 euro. Di quell’euro, approssimativamente, 40 centesimi corrispondono alle spese di imballaggio, trasporto e conservazione/refrigerazione; 50 centesimi vanno alle varie intermediazioni e solo 10 centesimi, a volte addirittura meno, vengono pagati al coltivatore/produttore. In questo modo si soddisfano le esigenze dei consumatori: ”il bambino non piange più: ha in bocca una fragola gonfia, rossa sfolgorante, dentro è pallida ed insapore; è novembre e le castagne non gli piacciono”.

Verdura "di plastica". Dobbiamo continuare così?

Fare la spesa non è un’azione priva di significato che riguarda solo il consumatore, i suoi gusti o il suo portafoglio: quel semplice gesto quotidiano ha una ricaduta non solo economica, ma anche sociale e politica. Cominciamo allora a chiederci che cosa c’è dietro ad un determinato bene di consumo: quanto del costo finale serve a pagare il lavoro e quanto invece la sua distribuzione o la pubblicità; chi lo ha prodotto ha rispettato le persone che ci hanno lavorato e le risorse naturali? Qual è l’impatto sull’ambiente in termini di inquinamento? Acquistando un prodotto, gli permettiamo di esistere e diventiamo sostenitori della catena legata alla sua produzione. Allora, perché non sostenere direttamente i piccoli coltivatori agricoli locali (altrimenti in difficoltà)? Lo si può fare accorciando la “filiera”, ossia tagliando alcuni passaggi intermedi tra produttori e consumatori e rifornendosi direttamente dai primi. I Gruppi d’Acquisto Solidale (GAS) nascono infatti spontaneamente proprio a questo scopo: piccoli nuclei di persone si riuniscono per comprare direttamente dai produttori. Leggi il seguito di questo post »


Equo per tutti! A Vignola fino a sabato 22 ottobre promozione dei prodotti del commercio equo e solidale.

15 ottobre 2011

E’ iniziata l’8 ottobre. E proseguirà fino al 23. Si tratta della campagna Equopertutti: scegliamo i prodotti della colazione equosolidale (vedi). A Vignola l’iniziativa è promossa dalla bottega del commercio equo&solidale – LAG di via Portello 3. Un invito ad iniziare bene la giornata. E soprattutto ad iniziarla in modo equo. Inoltre nel periodo della campagna a chi fa una spesa di 20 euro viene regalato il “pacchetto colazione”: biscotti al miele, zucchero di canna Demerara, tè nero all’arancia e spezie (da sapere: la promozione non grava sul compenso dei produttori!). Insomma, affrettatevi. Rimane un’ultima settimana (a Vignola fino a sabato 22 ottobre). Ecco gli orari della bottega, gestita da volontari: martedì, giovedì e sabato ore 9.30-12.30; mercoledì, venerdì e sabato ore 16-19. E qui un invito simpatico per entrare nel mondo del commercio equo e solidale:

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Fotovoltaico vignolese: il contributo di Mister Web Srl

30 giugno 2011

A partire dal 2006 sino al 30 giugno 2011 a Vignola sono stati installati 119 impianti fotovoltaici per una potenza complessiva pari a 1.707 KWp. Non si tratta di grandi numeri, ma il dato interessante è la progressiva crescita, con un picco nel 2010. 11 di questi impianti (per complessivi 644,4 KWp, pari al 37,8% della potenza complessiva installata) sono stati realizzati da Mister Web Srl, Internet provider vignolese con una spiccata sensibilità ambientale e per la green economy. Mentre si discute (e si critica: vedi) il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile (PAES) del Comune di Vignola può essere interessante dare un’occhiata all’esperienza di un’azienda privata che installa impianti fotovoltaici su tetti presi in affitto di capannoni industriali, provvedendo anche a trattare le coperture in Eternit contenenti amianto. Ed in tal modo realizza quello che si dice un “gioco a somma positiva” in cui tutti i partecipanti guadagnano. E tra questi – particolare non secondario – c’è anche l’ambiente. Vediamo. Leggi il seguito di questo post »


La nostra primavera? I referendum del 12 e 13 giugno 2011 e quello che verrà

13 giugno 2011

Il raggiungimento del quorum nei 4 referendum del 12 e 13 giugno è per me un fatto commovente (era dal 1995 che il quorum non era raggiunto!). Offre una chances di riscatto a questo paese. Una chances, nulla di più. Ma una chances importante. Costruita con pazienza e tenacia dalle migliaia di cittadini che si sono sbattuti ed hanno messo tempo, energie, entusiasmo nei numerosissimi comitati per l’acqua pubblica che si sono costituiti in quest’ultimo anno e mezzo. Che prima, dal 24 aprile 2010, hanno raccolto le firme per i referendum sull’acqua, raggiungendo quota 1,4 milioni – record assoluto. E poi giù a testa bassa per sensibilizzare l’Italia tutta sui social network e nelle pubbliche piazze. Carla Cappi, vignolese, è una di queste persone. Alle 16.01 ha mandato un’e-mail agli amici di Vignola Cambia che con lei hanno partecipato a questa straordinaria prova di mobilitazione. Diceva: “sto un po’ piangendo e vi voglio un gran bene”. Cosa si può ancora aggiungere?

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Una centrale ad olio di colza a Vignola? Possiamo dire di no?

19 maggio 2011

Non è improbabile che Vignola abbia presto la sua centrale di cogenerazione ad olio di colza, un olio vegetale utilizzato come combustibile (vedi). E’ infatti in corso il procedimento per il rilascio di un’autorizzazione, richiesta dalla società Boschi Gino Srl alla provincia di Modena, titolare del procedimento. L’impianto (da 0,5 MW) sorgerebbe in via Garofolana, angolo via Confine, poco distante dal tracciato della Pedemontana. La società, evidentemente certa di ottenere l’autorizzazione richiesta, ha comunque già iniziato i lavori (poi sospesi a seguito di una richiesta di chiarimenti avanzata dal comune di Vignola). L’uso della colza e dunque del suo olio fa ricadere il progetto tra quelli ammessi a incentivi statali (i “certificati verdi”, titoli spendibili sul mercato) – la centrale userebbe infatti fonti rinnovabili (non combustibile fossile). Insomma, si tratterebbe di un pezzo di green economy. Dunque, dove sta il problema? Vediamo. Leggi il seguito di questo post »


Ugo Mattei a Vignola per parlare di referendum contro la privatizzazione dell’acqua

17 maggio 2011

Domenica 15 maggio a Vignola, nel salone di Casa Frate Leone presso il Convento dei Cappuccini, si è tenuta la Festa dell’acqua organizzata dalle liste civiche Vignola Cambia e Città di Vignola (vedi). In quell’occasione Ugo Mattei, docente di diritto civile all’Università di Torino (vedi), ha tenuto una bellissima conferenza dove ha parlato del “senso” dei referendum contro la privatizzazione dell’acqua. Mattei ha innanzitutto richiamato l’attenzione sulla non piena reversibilità dei processi di privatizzazione, nel senso che la strada della privatizzazione è facilmente percorribile, ma una volta che sono stati ceduti diritti di proprietà il percorso inverso – da attuarsi, ad esempio, perché ci si accorge degli “effetti collaterali” negativi della gestione privata – è assai più impegnativo (mi viene in mente il paragone con i diritti edificatori: una volta concessi ad un privato non possono di fatto più essere revocati, se non a seguito di un forte indennizzo). A ciò si associa il fatto che i “benefici” che dovrebbero essere prodotti dalla privatizzazione sono in larga parte fittizi. Insomma, opera qui l’ideologia neoliberista che è stata assorbita da larga parte della società e del sistema politico (anche a sinistra). L’affidamento della gestione a privati non aumenta nella misura sperata gli investimenti (specie quelli a lungo termine) (vedi); fa crescere le tariffe con l’obiettivo di produrre utili (e remunerare il capitale finanziario in modo scollegato dagli investimenti); fa crescere i compensi degli amministratori; fa crescere le spese di pubblicità (anche come leva di condizionamento dei media e dell’informazione). Insomma, ci vogliamo fermare un attimo a riflettere? Qui un brano della conferenza del prof. Mattei.


Commercio equo e solidale a Vignola. Gesti quotidiani per un mondo più giusto

25 febbraio 2011

Ci sono azioni che possono contribuire a realizzare un mondo “migliore”. Succede anche con il banale gesto di acquistare un prodotto alimentare. A condizione che sia del commercio equo e solidale. Ogni acquisto genera un’opportunità per i piccoli produttori, spesso associati, dei paesi in via di sviluppo, appartenenti alla filiera del fair trade. Oltre 5 milioni di persone in Africa, America Latina e Asia beneficiano del commercio equo, ottenendo prezzi maggiori di quelli “di mercato” per i loro prodotti (vedi). Noi, abitanti del mondo occidentale, possiamo fare la nostra parte per sostenere questo pezzo di economia più equa e per farla crescere ancora di più. Anche qui a Vignola. Come? Leggi il seguito di questo post »


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