Gruppo d’Acquisto Solidale. Resoconto del primo anno di attività, di Eleonora Mariotti

17 aprile 2012

Nato da una costola della Lista di Cittadini “VignolaCambia”, il Gruppo d’Acquisto Solidale (GAS) Vi Cambia è attivo dal 13 maggio 2011 (vedi). E’ un “gruppo informale”, non un’associazione, pertanto non vi sono quote annuali di partecipazione. Gli interessati forniscono il loro nome, cognome, e-mail e recapito telefonico e questo è sufficiente per provare un nuovo modo, più virtuoso di fare la spesa; il GAS Vi Cambia è infatti un piccolo nucleo di persone riunitosi per comprare direttamente dai produttori; un coordinatore e dei referenti raccolgono gli ordini e prendono direttamente i contatti con i piccoli produttori; il coordinatore, i referenti-prodotto e gli aderenti comprano i prodotti pagando per essi il prezzo effettivo della merce e null’altro, senza margine o ricarico, in quanto non esiste intermediazione tra i consumatori ed i produttori. Leggi il seguito di questo post »


Gruppi d’Acquisto Solidale. Anche a Vignola!, di Eleonora Mariotti

17 novembre 2011

Il frigorifero è vuoto, si va a fare la spesa. Fragole, lamponi, peperoni, pomodori… tutto l’anno lì, a disposizione su banchi igienizzati ben illuminati, disposti in ordine, allineati, puliti e lucidati. Si prendono con guanti di plastica; si ripongono con cura nel sacchetto di plastica; si pesano; si preme il rispettivo tasto sulla bilancia elettronica ed ecco lo scontrino: 1 euro. Di quell’euro, approssimativamente, 40 centesimi corrispondono alle spese di imballaggio, trasporto e conservazione/refrigerazione; 50 centesimi vanno alle varie intermediazioni e solo 10 centesimi, a volte addirittura meno, vengono pagati al coltivatore/produttore. In questo modo si soddisfano le esigenze dei consumatori: ”il bambino non piange più: ha in bocca una fragola gonfia, rossa sfolgorante, dentro è pallida ed insapore; è novembre e le castagne non gli piacciono”.

Verdura "di plastica". Dobbiamo continuare così?

Fare la spesa non è un’azione priva di significato che riguarda solo il consumatore, i suoi gusti o il suo portafoglio: quel semplice gesto quotidiano ha una ricaduta non solo economica, ma anche sociale e politica. Cominciamo allora a chiederci che cosa c’è dietro ad un determinato bene di consumo: quanto del costo finale serve a pagare il lavoro e quanto invece la sua distribuzione o la pubblicità; chi lo ha prodotto ha rispettato le persone che ci hanno lavorato e le risorse naturali? Qual è l’impatto sull’ambiente in termini di inquinamento? Acquistando un prodotto, gli permettiamo di esistere e diventiamo sostenitori della catena legata alla sua produzione. Allora, perché non sostenere direttamente i piccoli coltivatori agricoli locali (altrimenti in difficoltà)? Lo si può fare accorciando la “filiera”, ossia tagliando alcuni passaggi intermedi tra produttori e consumatori e rifornendosi direttamente dai primi. I Gruppi d’Acquisto Solidale (GAS) nascono infatti spontaneamente proprio a questo scopo: piccoli nuclei di persone si riuniscono per comprare direttamente dai produttori. Leggi il seguito di questo post »


Primo maggio a Vignola. Interrogativi sul futuro del lavoro

1 maggio 2011

“Bisogna cambiare un’agenda politica che scarica i problemi della crisi su lavoratori, pensionati, giovani”. Sono parole di Susanna Camusso, segretario generale della CGIL, pronunciate oggi a Marsala alla festa del lavoro. La crisi ed il futuro del lavoro sono state al centro degli interventi anche della manifestazione vignolese. Una manifestazione unitaria – CGIL, CISL, UIL assieme – in un momento non facile delle relazioni tra le tre organizzazioni sindacali. Ma, giustamente, come è stato ricordato dal palco vignolese, in un giorno come questo l’unità è un atto dovuto verso i lavoratori. Resta dunque un messaggio preoccupato per la crisi economica (che ancora morde) e per il futuro dell’occupazione in questo territorio. Diversi gli amministratori locali presenti: il sindaco di Vignola, Daria Denti, quello di Savignano, Germano Caroli, di Marano, Emilia Muratori, l’assessore di Spilamberto, Daniele Stefani. Anche la manifestazione odierna, davvero molto partecipata, ci lascia alcuni interrogativi sul futuro dell’economia di questo territorio. Dunque sulle prospettive occupazionali delle giovani generazioni (vedi). Forse anche qui non sarebbe male aprire un dibattito pubblico, allargato, sulle politiche per lo sviluppo locale. Un dibattito sull’agenda della politica locale: si sta facendo abbastanza per uscire dalla crisi? Leggi il seguito di questo post »


Chi paga la crisi economica in questo territorio? In primo luogo i giovani

6 aprile 2011

Su La Stampa del 2 aprile Luca Ricolfi ribadisce una verità scomoda, ma oramai assodata: la crisi economica colpisce di più il mercato del lavoro degli italiani che degli stranieri. Anche gli ultimi dati Istat confermano questa tesi.  Anche a Vignola i dati dell’anagrafe fanno pensare che l’occupazione degli stranieri è meno colpita dalla crisi economica di quella degli italiani (vedi). E’ anche questo un indicatore del fatto che il nostro sistema economico perde capacità di produrre posti di lavoro a maggiore qualificazione. Ieri a Bologna l’Istituto Gramsci dell’Emilia-Romagna ha tenuto il primo di una serie di seminari, dedicato a “Essere poveri a Bologna” (vedi). Interessante soprattutto l’analisi sui redditi dei bolognesi condotta da Gianluigi Bovini, capo dipartimento programmazione del Comune di Bologna. Evidenzia che nel passaggio dal 2007 al 2008 il reddito dei bolognesi è calato, in termini reali, di circa il 2% e che negli ultimi anni è cresciuta la parte di reddito delle persone anziane, mentre è calata la quota di reddito delle persone più giovani. La crisi economica, insomma, redistribuisce la “ricchezza” in un modo che penalizza i giovani. E, nella crisi, perdiamo la capacità di produrre “buona occupazione”, quella ad alta qualificazione. La capacità di monitorare questi processi è fondamentale per impostare politiche locali che, pur in una situazione di ristrettezza finanziaria, provino a promuovere un “nuovo” sviluppo economico, creando opportunità per le nuove generazioni a cui la società italiana (e la politica) sta presentando il conto. Non è paese per giovani, intitolano in diversi. Purtroppo hanno ragione. Leggi il seguito di questo post »


La guerra dell’Aceto Balsamico di Modena IGP. Un consorzio di tutela per far fuori i piccoli produttori?

6 febbraio 2011

Nell’indifferenza totale degli enti locali di questo territorio (Spilamberto, Vignola, Castelvetro, Castelnuovo) si sta giocando una partita che non è affatto indifferente rispetto alle sorti di un pezzo di economia locale. Parliamo dell’economia che ruota attorno dell’Aceto Balsamico di Modena che, il 10 giugno 2009 (dopo 15 anni di tentativi), ha ottenuto dalla Commissione Europea il riconoscimento di Indicazione Geografica Protetta (IGP) (vedi). Secondo i dati disponibili si tratterebbe di un valore commerciale, al consumo, di qualche centinaio di milioni di euro, conseguente alla produzione annua di diversi milioni di litri di “oro nero”, il 70-80% dei quali va all’esportazione (vedi). Subito dopo l’ottenimento dell’IGP si è messa in moto un’azione per costituire un Consorzio di Tutela per la IGP Aceto Balsamico di Modena (vedi),  così da superare anche la divisione tra i produttori (storicamente divisi in tre diversi consorzi, dal 2010 ridotti a due). Ma è sullo statuto del futuro Consorzio di tutela che si è acceso un nuovo conflitto. I produttori infatti presentano una struttura fortemente polarizzata, con una forte concentrazione in termini di volumi prodotti (i tre principali produttori – Ponti, de Nigris, Monari Federzoni – producono più del 50% dell’aceto balsamico IGP) ed una forte dispersione in termini di aziende produttrici (con numerosi produttori di piccole dimensioni). E le prime bozze di Statuto, realizzate anche con la “mediazione” del presidente della Provincia di Modena, Emilio Sabattini, sono chiaramente squilibrate a favore dei grandi produttori, con il rischio, se passasse questa impostazione, di penalizzare i numerosi produttori locali, impegnati in produzioni di alta qualità e fortemente radicati sul territorio. La Regione Emilia-Romagna, titolare del procedimento, è intervenuta con l’assessore all’agricoltura Tiberio Rabboni che in un recente incontro, tenutosi l’1 febbraio a Modena, ha dato un ultimatum ai produttori. O questi trovano un accordo, altrimenti la Regione depositerà da un notaio, alla scadenza di un mese dall’incontro, la bozza di statuto elaborata (quella che ha l’assenso solo dei grossi produttori), invitando tutti i produttori a sottoscriverla. Da chi dice di aver a cuore territorio ed economia locale ci si aspetterebbero ragionamenti un po’ più sofisticati. Anche perché la posta in gioco è rilevante, soprattutto per il futuro del territorio modenese e delle sue produzioni tipiche. Vediamo di analizzare la vicenda. Leggi il seguito di questo post »


Perché Vignola non è città d’arte?

20 gennaio 2011

Casalecchio è città turistica e d’arte. Lo ha decretato la Regione Emilia-Romagna, come riporta Il Resto del Carlino di pochi giorni fa (domenica 16 gennaio, edizione di Bologna, pag. 22). Avete letto bene: Casalecchio di Reno. Città turistica e d’arte. Invece Vignola non è città d’arte (men che meno turistica). Nonostante da almeno 5 o 6 anni l’amministrazione comunale stia provando ad ottenere questo riconoscimento. Possiamo risalire indietro nel tempo almeno fino al 2005. Alle dichiarazioni dell’allora assessore alla cultura Daria Denti: “nuovi lavori a Vignola per essere città d’arte” (era l’1 febbraio 2005, Il Resto del Carlino: pdf). Allora l’assessore Denti annunciava interventi per la valorizzazione del centro storico: “il museo all’aperto nel Centro storico, dedicato ad esposizioni temporanee di sculture, fotografie e opere pittoriche”. Ed anche nuovi ed originali spazi giovanili: il “parco dei Miti, il primo esempio di luogo all’aperto multimediale sul territorio vignolese che ospiterà installazioni con immagini, musica, filmati relativi agli avvenimenti ed alle persone più significative per il mondo giovanile nel XX secolo.” Ovviamente tutte cose mai realizzate. E dopo poco pure cancellate dai programmi. Comunque il fatto è che persino il comune di Marano s.P. ha ottenuto il riconoscimento di città ad economia prevalentemente turistica! E, sempre per stare vicino a noi, anche Spilamberto. Vignola no. Come mai? Leggi il seguito di questo post »


Bazzano città del CUBO

12 dicembre 2010

Lunedì 29 novembre il consiglio comunale di Bazzano ha approvato (con il voto favorevole dei consiglieri PD; quello contrario della lista Civicamente Bazzano e delle altre opposizioni) un accordo di programma finalizzato a consentire alla società ILIP di costruire quello che è stato definito un “eco-mostro”. Si tratta di un capannone delle dimensioni 100×60 metri (più di un campo da calcio) per 30 metri di altezza, destinato ad ospitare un moderno magazzino automatizzato. Un parallelepipedo imponente che andrà a “marcare” il territorio.

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La mia storia nella crisi, di Monica Bononcini

25 novembre 2010

Sono Monica Bononcini
assunta a tempo indeterminato
presso un’azienda di Spilamberto
settore metalmeccanica in specifico impianti elettrici per automazione
ruolo: impiegata amministrativa ufficio e magazzino
25 dipendenti
il 99% dell’attività dell’azienda è dedicata ad un unico cliente: Sitma
Già da maggio del 2007
abbiamo cominciato a sentire una crisi del settore
se prima le commesse erano programmate per l’anno intero
si costruivano anche 50 macchine tutte uguali
(parlo di più di 600 ore di lavoro l’una solo per la parte elettrica)
poi il tutto cambiò profondamente
le commesse erano notevolmente diminuite
si lavorava esclusivamente sul venduto
ogni macchina era una macchina a sé anche profondamente diversa
unica insomma e questo ha lievitato costi e tempi di lavorazione

Aspettavamo la crisi
ma mai ci saremmo aspettati
di perdere il lavoro completamente.

Monica Bononcini legge la sua "storia" nella crisi economica all'incontro su "I lavoratori e i disoccupati di fronte alla crisi economica" organizzato dalle liste Vignola Cambia e Città di Vignola (24 novembre 2010)

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Oltre la crisi economica. Guardare lontano

23 novembre 2010

Mercoledì 24 novembre, ore 20.30 al Teatro Cantelli di Vignola, si tiene un incontro su “I lavoratori e i disoccupati di fronte alla crisi economica”. L’incontro è organizzato dalle liste di cittadini Vignola Cambia e Città di Vignola e vede la partecipazione di Andrea Fumagalli, docente di economia all’Università di Pavia; Donato Pivanti, segretario provinciale della CGIL; Emore Manzini, responsabile di zona della CISL. Oggi è chiaro a tutti che la crisi economica non verrà superata velocemente e che oggi più di ieri si manifestano gli effetti negativi sul mercato del lavoro. Tra i paesi avanzati l’Italia è quello che ha subito il calo maggiore durante la crisi. Ad eccezione della Spagna, è anche quello che è cresciuto meno nel periodo successivo (vedi). Ragionare sugli effetti della crisi nel nostro territorio significa innanzitutto monitorare e comprendere l’andamento del mercato del lavoro. Ma non si tratta solo del dato quantitativo di quanti posti di lavoro sono stati distrutti, cancellati in conseguenza della crisi economica (vedi). Si tratta, infatti, anche di monitorare l’evoluzione qualitativa dell’occupazione. L’apertura di un McDonald’s, infatti, non è la stessa cosa dello sviluppo di un’azienda Hi-Tech o dell’attivazione sul territorio di un pezzetto del Tecnopolo di Modena – un esempio che non è affatto casuale. Leggi il seguito di questo post »


Crisi occupazionale e politiche anticrisi nell’Unione Terre di Castelli

27 settembre 2010

A fine aprile 2010 le persone in cerca di lavoro iscritte ai Centri per l’impiego della provincia di Modena erano 16.208, 1.500 in più rispetto al dato 2009 (vedi). Crescono ancora, quindi, le persone disoccupate ed in cerca di un lavoro, segno che la crisi economica non ha affatto esaurito i suoi effetti negativi sul piano occupazionale. Crescono ugualmente i lavoratori in mobilità: alla fine del primo trimestre 2010 erano 8.300; 500 in più rispetto alle iscrizioni di fine 2009 (con 1.700 nuovi ingressi). Dunque la crisi economica manifesta tuttora le sue conseguenze negative sul mercato del lavoro. Conseguenze che, secondo alcuni, si accentueranno nel secondo semestre 2010 per l’esaurirsi dell’impiego degli ammortizzatori sociali. Per fronteggiare questa situazione l’Unione Terre di Castelli, come altri territori, ha previsto misure straordinarie di sostegno alle famiglie, con il cosiddetto “piano straordinario anticrisi” (vedi). Interrogarsi sull’efficacia di queste misure è d’obbligo, anche se la documentazione prodotta dagli “enti erogatori” non da molto l’idea di un interesse forte a riflettere ed a valutare l’adeguatezza di queste misure. Nel presentare alcuni dati mi servo della documentazione fornita in risposta ad un’interrogazione consiliare formulata dalla lista di cittadini Vignola Cambia. Leggi il seguito di questo post »


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