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	<title>Commenti a: Il fiume è ancora un elemento di identità di questo territorio?</title>
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	<description>Un blog per condividere pensieri per renderla più bella, più vivibile, più solidale. E&#039; politica!</description>
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		<title>Di: Andrea Paltrinieri</title>
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		<dc:creator>Andrea Paltrinieri</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Mar 2008 07:17:58 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Marcello, anche io vorrei distinguere tra gli slogan dell&#039;urbanistica (e della politica) e la realtà. Non ho partecipato all&#039;elaborazione della &quot;visione&quot; del PRG vigente (adottato nel 1998), ma mi è sembrato di capire che l&#039;idea fosse quella di rinsaldare i rapporti con il fiume non solo per i singoli che individualmente lo fruiscono nel loro tempo libero, ma anche per la &quot;città&quot; (in realtà sia Vignola e Savignano) nel suo complesso. Ovvero ricreare un legame tra gli spazi e le funzioni urbane ed il fiume. Premesso che per fare ciò bisogna avere un fiume - ed anche questo non è affatto un dato banale (intendo un fiume &quot;vero&quot;; a volte il Panaro ha l&#039;aspetto di un torrentello) - proviamo a pensare ad un ampio sistema di terrazzamenti che, nella zona di via Zenzano, consentono l&#039;insediamento di attività di servizio e ricreative (bar, ristorante, spazi per mostre, ecc.) ed in tal modo, affacciandosi sul fiume, restituiscono un contatto quotidiano (non solo festivo) dei cittadini con il fiume. Oppure, come ha proposto provocatoriamente il consigliere Giancarlo Ceci, pensiamo alla futuristica (?) pedonalizzazione di ponte Muratori. Oppure, ancora, alla creazione di &quot;viste sul fiume&quot; dal centro storico di Vignola (una preoccupazione che ci si è posti, pur senza trovare una soluzione, nel pensare all&#039;intervento su piazzetta Braglia). Oppure ad una o più passerelle-ponte solo pedonabili e ciclabili che consentono di collegare i percorsi &quot;verdi&quot;, ma anche urbani, tra le due sponde (da un lato il Centro storico di Vignola, dall&#039;altro la frazione di Formica di Savignano). Il tema è questo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Marcello, anche io vorrei distinguere tra gli slogan dell&#8217;urbanistica (e della politica) e la realtà. Non ho partecipato all&#8217;elaborazione della &#8220;visione&#8221; del PRG vigente (adottato nel 1998), ma mi è sembrato di capire che l&#8217;idea fosse quella di rinsaldare i rapporti con il fiume non solo per i singoli che individualmente lo fruiscono nel loro tempo libero, ma anche per la &#8220;città&#8221; (in realtà sia Vignola e Savignano) nel suo complesso. Ovvero ricreare un legame tra gli spazi e le funzioni urbane ed il fiume. Premesso che per fare ciò bisogna avere un fiume &#8211; ed anche questo non è affatto un dato banale (intendo un fiume &#8220;vero&#8221;; a volte il Panaro ha l&#8217;aspetto di un torrentello) &#8211; proviamo a pensare ad un ampio sistema di terrazzamenti che, nella zona di via Zenzano, consentono l&#8217;insediamento di attività di servizio e ricreative (bar, ristorante, spazi per mostre, ecc.) ed in tal modo, affacciandosi sul fiume, restituiscono un contatto quotidiano (non solo festivo) dei cittadini con il fiume. Oppure, come ha proposto provocatoriamente il consigliere Giancarlo Ceci, pensiamo alla futuristica (?) pedonalizzazione di ponte Muratori. Oppure, ancora, alla creazione di &#8220;viste sul fiume&#8221; dal centro storico di Vignola (una preoccupazione che ci si è posti, pur senza trovare una soluzione, nel pensare all&#8217;intervento su piazzetta Braglia). Oppure ad una o più passerelle-ponte solo pedonabili e ciclabili che consentono di collegare i percorsi &#8220;verdi&#8221;, ma anche urbani, tra le due sponde (da un lato il Centro storico di Vignola, dall&#8217;altro la frazione di Formica di Savignano). Il tema è questo.</p>
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		<title>Di: Marcello</title>
		<link>http://amarevignola.wordpress.com/2008/03/16/il-fiume-e-ancora-un-elemento-di-identita-di-questo-territorio/#comment-49</link>
		<dc:creator>Marcello</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Mar 2008 19:26:15 +0000</pubDate>
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		<description>La presenza di alcuni lineamenti come il fiume, il paesaggio delle aree golenali, i principali canali, costituiscono quelli che si chiamano INVARIANTI del paesaggio. Al di là dei messaggi utopistici dell&#039;urbanistica che diventano spesso degli slogan come la &quot;città sul fiume&quot; le invarianti ricche di contenuti naturalistici e anche storici vanno gestite e tutelate, il fatto che il rapporto fra Panaro e città abitata sia minimo e legato a funzioni più di tempo libero che economiche potrebbe essere anche un bene.
Qualunque cosa succeda noi sappiamo che il fiume c&#039;è, come una valvola di sfogo sempre disponibile per i nostri occhi e le nostre orecchie. La nostra preoccupazione dovrebbe essere a mio avviso quella di tutelarne la qualità (assenza di inquinamento) e le caratteristiche idrauliche. Fatto questo la relazione può assumere varie forme ma ci sarà sempre. Perché se queste condizioni sono rispettate il fiume sarà comunque un corridoio ecologico, un&#039;oasi paesistica, il ricordo di passeggiate domenicali o di escursioni in mountain bike nei pomeriggi estivi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La presenza di alcuni lineamenti come il fiume, il paesaggio delle aree golenali, i principali canali, costituiscono quelli che si chiamano INVARIANTI del paesaggio. Al di là dei messaggi utopistici dell&#8217;urbanistica che diventano spesso degli slogan come la &#8220;città sul fiume&#8221; le invarianti ricche di contenuti naturalistici e anche storici vanno gestite e tutelate, il fatto che il rapporto fra Panaro e città abitata sia minimo e legato a funzioni più di tempo libero che economiche potrebbe essere anche un bene.<br />
Qualunque cosa succeda noi sappiamo che il fiume c&#8217;è, come una valvola di sfogo sempre disponibile per i nostri occhi e le nostre orecchie. La nostra preoccupazione dovrebbe essere a mio avviso quella di tutelarne la qualità (assenza di inquinamento) e le caratteristiche idrauliche. Fatto questo la relazione può assumere varie forme ma ci sarà sempre. Perché se queste condizioni sono rispettate il fiume sarà comunque un corridoio ecologico, un&#8217;oasi paesistica, il ricordo di passeggiate domenicali o di escursioni in mountain bike nei pomeriggi estivi.</p>
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