Archivio per Febbraio 2008

Primo incontro del Comitato direttivo del PD di Vignola. Approvato l’esecutivo

29 Febbraio 2008

Giovedì 28 febbraio 2008, presso il Teatro Cantelli, si è tenuto il primo incontro del Comitato Direttivo del Partito Democratico di Vignola. Circa 60 i partecipanti. Nel corso della sua relazione Vera Ricci, coordinatrice del Circolo, ha anche presentato l’esecutivo (ovvero la segreteria). Questa la composizione:

1. Ricci Vera (coordinatrice); 2. Marchiorri Giampaolo (tesoriere); 3. Monduzzi Mattia (responsabile comunicazione e sito web); 4. Graziosi Luca (rappresentante giovani PD Vignola); 5. Zaccarini Antonio (responsabile organizzazione feste e campagne elettorali); 6. Denti Daria (coordinatrice area economia, territorio, ambiente, risorse ed energia - tematiche che in parte coincidono con le deleghe da assessore comunale); 7. Gianni Angelo (coordinatore area agricoltura e diritti del lavoro); 8. Paltrinieri Andrea (coordinatore area conoscenza e saperi); 9. Bergamini Serena (coordinatrice area welfare, sanità, famiglia); 10. Albertini Liliana (coordinatrice area legalità e sicurezza e supporto al coordinamento).

Due le persone che non provengono da DS e Margherita (Vera Ricci e Mattia Monduzzi). 4 le donne e 6 gli uomini. Nella sua relazione Vera Ricci ha illustrato le caratteristiche del Comitato Direttivo (sulla base delle schede informative raccolte), ha presentato modalità ed impegni locali della campagna elettorale per le politiche del 13 e 14 aprile, ha presentato le linee del programma di lavoro del PD vignolese. 6 gli intervenuti al dibattito: Giordano Succi, Lucio Amidei, Andrea Paltrinieri, Gaetano Fiorani, Emilio Sabattini, Francesco Galli (ecco una rielaborazione ed estensione del suo intervento Partecipazione e organizzazione interna - pdf 72KB). Dopo la replica di Vera, ha chiuso la serata Davide Baruffi dell’esecutivo provinciale del PD.

Nuovo polo scolastico di Vignola: appuntamento al 2012

27 Febbraio 2008

Il Consiglio Comunale di Vignola, nella seduta del 26 febbraio 2008, ha approvato il documento preliminare alla progettazione del nuovo “Polo scolastico” di Vignola composto da 6 sezioni di Scuola dell’infanzia, 15 classi di Scuola elementare (più i locali di una nuova direzione didattica), 15 classi di Scuola media ed una palestra. L’opera avrà un costo complessivo di circa 15 milioni di euro (1,8 milioni di euro saranno ottenuti dall’applicazione per 5 anni della “tassa di scopo”) e sarà realizzata in due stralci. Un primo stralcio da completarsi entro il 2012 e composto da scuola media, scuola dell’infanzia e palestra. Un secondo stralcio – la scuola elementare – da realizzarsi entro il 2015. Il documento effettua anche una ricognizione circa la localizzazione del nuovo polo scolastico, analizzando tre diverse aree del territorio vignolese e giungendo alla conclusione che la localizzazione migliore consiste nell’area 1 – l’area delimitata a nord dalla Circonvallazione, ad ovest da via per Sassuolo, a sud da via Marchetti e ad est da via Barella (vedi la mappa sotto). La scelta di quest’area è avvenuta tenendo in considerazione diversi fattori e verificando la compatibilità di questa ubicazione con alcuni parametri ambientali. Si tratta di un’area di circa 35.000 mq – una dimensione che assicura spazi assai ampi per il complesso scolastico (lo spazio “minimo” a norma di legge è infatti pari a 8.000 mq). L’eccedenza è giustificata anche dalla collocazione di un’area verde finalizzata alla realizzazione di una barriera acustica nei confronti di via Circonvallazione.
Non è superfluo ricordare l’importanza di questo progetto: dopo aver lavorato per 8 anni all’adeguamento e riqualificazione di tutti i plessi scolastici vignolesi (e dopo aver costruito un nuovo asilo nido ed una nuova scuola dell’infanzia), l’amministrazione avvia il progetto più impegnativo (e più costoso) per realizzare un complesso scolastico di grandi dimensioni e di alta qualità. Nel complesso il polo ospiterà circa 900 alunni (più del doppio della scuola elementare G.Mazzini). Gli elementi caratteristici della progettazione, come ho ricordato in Consiglio Comunale, sono almeno 3:
[1] Innanzitutto gli elementi di “qualità” che guidano il progetto: le caratteristiche di qualità architettonica e la progettazione integrata tra edifici scolastici e “sistema del verde” sono individuate come prioritarie nella valutazione delle successive proposte progettuali, così che l’intervento divenga occasione di riqualificazione paesaggistica della zona.
[2] L’ampio spazio verde che ingloba il nuovo complesso scolastico e che consentirà anche di realizzare, mediante una fascia alberata o tramite un terrapieno, una zona-cuscinetto nei confronti della rete viaria così da abbattere l’inquinamento acustico e da fungere da barriera nei confronti dell’inquinamento atmosferico (il progetto recepisce le valutazioni fornite dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale - ARPA).
[3] Il coinvolgimento sistematico, sin dalla fase preliminare di studio, delle istituzioni scolastiche. Infatti, ottemperando a quanto previsto dal “patto con la scuola”, è stato istituito un tavolo tecnico di confronto affinché le scelte dell’Amministrazione comunale e dei progettisti tenesse in considerazione sin dall’inizio delle valutazioni e delle esigenze dettagliate delle scuole.
In tal modo, dopo aver analizzato tre distinte ipotesi di localizzazione, lo studio individua come preferibile l’area 1, sia perché migliore dal punto di vista dei flussi di mobilità sulla rete viaria (un aspetto valutato anche dallo studio dell’Ing. Rupi dell’Università di Bologna), sia perché risponde all’esigenza di riqualificazione degli spazi urbani di accesso alla città, sia perché non intacca (come avverrebbe invece con la scelta dell’area 2) zone agricole ancora destinate alla coltivazione del ciliegio. Questo – in sintesi – il risultato dello studio (la relazione tecnica è ovviamente molto più dettagliata ed articolata). Nella discussione in Consiglio Comunale ci si è confrontati anche sulla localizzazione della centrale di cogenerazione alimentata a biomasse (pellets) che servirà sia il polo scolastico, sia altri edifici pubblici di Vignola grazie alla rete di teleriscaldamento prevista dal Progetto METE che finalmente avvia la fase realizzativa. Con la scelta della centrale di cogenerazione anche i livelli di sicurezza risultano accresciuti rispetto ai tradizionali impianti a gas metano. E’ rimasta in secondo piano, invece, una questione di un certo rilievo, relativa alle “dimensioni” del nuovo polo scolastico. 30 classi (metà di elementari e metà di medie) più 6 sezioni di Scuola dell’infanzia equivalgono complessivamente a 900 bambini (un “polo” che è l’equivalente, in pratica, dei plessi elementari “Mazzini” e “Calvino” con l’aggiunta del plesso di scuola materna “Collodi”). Occorrerà prestare molta attenzione a questo dato per garantire funzionalità e qualità del progetto.

Mappa di Vignola con evidenziate le tre aree ipotizzate per il nuovo Polo scolastico

Il traffico a Vignola: situazione attuale e simulazione a Pedemontana aperta

17 Febbraio 2008

Nel consiglio comunale del 7 febbraio scorso l’Ing. Federico Rupi dell’Università di Bologna ha presentato i risultati dello studio sul traffico vignolese. I principali problemi del traffico a Vignola sono dovuti all’alto livello di congestione, all’elevata presenza di mezzi pesanti, al consistente “traffico di attraversamento” (ad esempio mezzi che dovendosi spostare lungo la direttrice Bologna-Sassuolo oggi sono tenuti ad attraversare il centro di Vignola). L’indagine, realizzata nel maggio 2007 si è svolta sia mediante rilevatori automatici, sia mediante la somministrazione di un questionario agli automobilisti. Su via Ponte Muratori, ad esempio, sono state rilevate punte di oltre 2.000 veicoli in transito all’ora (26.000 gli automezzi complessivi al giorno, di cui il 5% circa di veicoli pesanti). Leggermente inferiore il traffico su via Circonvallazione dove si raggiungono punte di circa 1.800 veicoli all’ora (21.500 automezzi al giorno di cui il 10-11% di mezzi pesanti). Dalle interviste è emerso che il principale motivo dello spostamento in auto è il lavoro (72% dei casi), il trasporto dei figli a scuola (10%), l’effettuazione di acquisti (5%). Il coefficiente di occupazione è pari a 1,3 persone ogni veicolo (simile al valore medio nazionale).
Lo studio ha consentito anche di evidenziare le “caratteristiche prestazionali” della rete urbana e le relative criticità, grazie al calcolo dei “livelli di servizio” di alcune intersezioni. Particolarmente critiche sono tutte le principali intersezioni di via Circonvallazione, oltre agli incroci tra via M.Pellegrini e Corso Italia, tra via A.Plessi e Corso Italia, tra via C.Battisti e via G.B.Bellucci. Lo studio assegna a queste intersezioni il livello di servizio E-F (lo “score” più negativo). Molto interessante la simulazione proposta (riferita al 2012). Lasciamo perdere il primo scenario che assume poco realisticamente che non aumenti il numero dei mezzi circolanti. Il secondo scenario, invece, assume un incremento dei mezzi in circolazione dovuto all’incremento dei residenti (+1,5% anno per le autovetture; +1,7% annuo dei mezzi pesanti) e che siano realizzate diverse opere aggiuntive alla Pedemontana (che dovrebbe essere aperta entro il 2008): raccordo Pedemontana-Garofolana, collegamento tra via dell’Artigianato e via per Sassuolo, rotatoria tra via Garofolana e via Ca’ Barozzi, rotatoria tra via per Spilamberto e via Plessi, rotatoria tra via Ca’ Barozzi e via Circonvallazione, rifasatura delle intersezioni semaforizzate. In tal caso rispetto allo stato attuale si avrebbe una riduzione del traffico su via Ponte Muratori direzione Nord (-30%) e su via per Spilamberto (-24% direzione Nord; -13% direzione Sud). Più controverso l’impatto su altre direttrici: via Circonvallazione (-24% in direzione Nord tra via per Sassuolo e via Barella; + 12% in direzione Nord tra via Castelvetro e via per Sassuolo) e via M.Pellegrini (-16% in direzione Nord; +34% in direzione Sud – un incremento, questo, conseguente alla localizzazione del nuovo Polo scolastico). L’evoluzione può essere rappresentata sinteticamente ricorrendo a due indicatori di rete: il tempo di percorrenza passerebbe da 20.984 minuti a 16.806 minuti (-20% nel 2012 rispetto al 2007); il tempo di attesa (in sosta al semaforo o ad un incrocio) da 17.814 a 11.469 (-35,6%). E’ significativo il fatto che il decremento maggiore lo si avrebbe sui “tempi morti”, evidentemente grazie alla realizzazione di rotatorie, più che sui tempi di percorrenza. In ogni caso il beneficio è evidente in termini di riduzione delle emissioni inquinanti!
Due osservazioni. In primo luogo lo studio assume che il numero di automobili per residente sia stabile nel tempo (oggi abbiamo 651 automezzi ogni 1.000 residenti - dato riferito a Modena: IV rapporto Apat sulla qualità dell’ambiente urbano presentato l’11 marzo 2008). Potrebbe invece verificarsi, anche solo nel giro di 5 anni, un ulteriore incremento. In secondo luogo non tiene conto della (probabile) realizzazione di nuova urbanizzazione residenziale e soprattutto commerciale nell’area ex-Sipe. Un ulteriore incremento del traffico?

Indicatori di rete (2007-2012)

Cosa ci dice la seconda indagine sulle condizioni economiche e sociali delle famiglie in provincia di Modena?

14 Febbraio 2008

Una vignetta di Altan, da L’Espresso, 2008

Nel 2006 il Centro di Analisi sulle Politiche Pubbliche (CAPP) dell’Università di Modena, diretto dal Prof. Paolo Bosi, ha condotto la seconda indagine sulle condizioni economiche e sociali delle famiglia della provincia di Modena (ICESmo2). L’Unione Terre di Castelli ha contribuito al finanziamento dell’indagine, così da consentire un maggior numero di interviste sui cinque comuni dell’Unione. In tal modo è risultato possibile effettuare un’apposita elaborazione dei dati relativamente alle famiglie residenti sul territorio dell’Unione e, quindi, effettuare una comparazione con i dati del comune di Modena, del distretto di Sassuolo, oltre che dell’intera provincia. Ecco il Report presentato a Sassuolo il 6 novembre 2007 (pdf 1,89MB). Quali sono i dati più significativi che emergono dall’indagine? A mio parere si tratta di questi.
[1] Il reddito medio equivalente (cioè aggiustato per il numero di componenti del nucleo familiare) di Modena è mediamente più alto di quello provinciale (e di Sassuolo e Vignola) dell’11%. Invece il reddito medio equivalente della zona di Sassuolo, di Vignola e dell’intera provincia non presenta differenze statisticamente significative. Per Modena si tratta di 27.200 euro (reddito annuo medio equivalente), contro i 24.600-25.000 delle restanti zone della provincia. Per il territorio dell’Unione il dato preciso è 24.704 euro. Dunque Vignola risulta essere un comune “meno ricco”, con redditi più bassi di quelli di Modena, ma comunque in linea con Sassuolo e l’intera provincia.
[2] Con redditi medi simili a quelli del resto della provincia, Vignola presenta però una minore disuguaglianza. Come si vede dal grafico seguente il reddito medio del primo 10% della popolazione (primo decile) è circa 6-8 volte più basso di quello del 10% più ricco della popolazione. Vignola, tuttavia, presenta il reddito medio più alto nel 2° e 3° decile e più basso nel 9° e 10° decile: questo significa che la differenza tra i più poveri e i più ricchi è meno accentuata, con la conseguenza che i più poveri a Vignola sono meno poveri dei poveri della provincia, mentre i più ricchi sono meno ricchi. Tale dato è confermato dal valore dell’indice di Gini (misura della disuguaglianza), significativamente più basso a Vignola che nelle altre zone della provincia.

Reddito equivalente per decile e per territorio

[3] La disuguaglianza relativa al patrimonio è ancora più marcata di quella relativa al reddito. Il grafico seguente rappresenta il valore della ricchezza per decili e per zone. In media una famiglia della provincia di Modena ha un patrimonio netto di 173 mila euro; questo è sensibilmente più alto per i modenesi (circa 220 mila euro); a Vignola e Sassuolo il valore medio non si discosta molto da quello provinciale (circa 170 mila euro). Anche in questo caso a Vignola risulta una minore disuguaglianza nella distribuzione del patrimonio. Molto forti sono comunque le differenze per decili: il primo ha una ricchezza negativa, perché prevalgono i debiti; il valore medio della ricchezza del 10° decile si approssima, a Modena, al milione di euro (a Vignola a circa 650.000 euro).

Patrimonio per decile e per territorio

[4] Nel territorio dell’Unione Terre di Castelli si registra una percentuale più bassa di “poveri”. Per misurare la povertà, l’indagine considera povero un individuo se il reddito disponibile equivalente della famiglia di cui fa parte è inferiore al 60% della mediana della distribuzione provinciale del reddito disponibile equivalente. Nella provincia di Modena la percentuale di poveri, così calcolato, è stimato pari al 15,6%. Il dato è sostanzialmente simile a Modena città (15,6%), mentre è invece significativamente più alto a Sassuolo (18,9%), e significativamente più basso a Vignola (11,0%) (vedi il grafico sottostante).

Percentuale di “poveri” per territorio

[5] I fattori che “spiegano” la povertà sono, anche da noi, l’età e la numerosità della famiglia (il rischio dei minori e dei giovani è maggiore di quello degli anziani, anche per la presenza di famiglie straniere con molti figli) oltre all’essere in affitto. La probabilità di essere povero non è uniforme nel corso della vita, ma è decisamente superiore per i giovani, in tutte le zone considerate. Sul complesso della provincia, la diffusione della povertà al crescere dell’età segue un andamento decrescente fino ai 60 anni, poi leggermente in aumento, senza ritornare però sui livelli che caratterizzano i giovani. La probabilità di essere povero, inoltre, cresce di molto se si è in affitto. Nel complesso della provincia di Modena, più del 50% delle persone che vivono in affitto sono “povere”, contro solo il 5 % di chi vive in proprietà. La quota di affittuari in povertà è particolarmente alta a Sassuolo (65%), è più bassa a Vignola (42%), anche se comunque sempre decisamente superiore al rischio di povertà dei proprietari. Tra i proprietari della propria abitazione la povertà è un fenomeno assai poco frequente (6%).

Considerazioni sul voto dell’8-10 febbraio

14 Febbraio 2008

E’ buona cosa analizzare con lucidità il voto per l’elezione del coordinatore del Partito Democratico di Vignola, avvenuto in occasione dell’assemblea cittadina dell’8-10 febbraio 2008. Nella competizione tra due candidati – giocata correttamente – io vi scorgo degli elementi essenzialmente positivi. Ritengo inoltre incoraggiante anche il 30,3% dei voti ricevuti. Che ne dite?

Elogio della competizione elettorale
Davvero in tanti, tra le persone con cui mi sono confrontato, hanno salutato positivamente la competizione tra due candidati per la scelta del segretario del PD di Vignola. La prima cosa che dobbiamo riconoscere, allora, è che la competizione, quando giocata con correttezza (dunque non “competition is competition”), è un fatto positivo. Positivo perché offre la possibilità di scegliere, evitando uno dei mali della politica: la cooptazione dei dirigenti. Positivo perché impegna i candidati a dare il meglio di sé, in termini di idee, impegni, iniziative. Positivo perché – visto che c’è una reale posta in gioco per cui “partecipare conta” – stimola la partecipazione (a Vignola, anche solo pochi giorni prima del voto, nessuno aveva previsto 560 votanti!). Positivo perché dà maggiore forza a chi vince (per realizzare il suo programma, la sua “visione” del Partito Democratico a Vignola), anche nei confronti dei propri “supporter”. L’esperienza della competizione vignolese (uno dei pochissimi comuni della provincia di Modena dove i candidati in lizza erano più di uno) testimonia che è possibile una competizione vera senza creare tensioni negative nel partito.

Più forza al messaggio del rinnovamento e del cambiamento del modo di fare politica
Sia io che Vera ci siamo presentati proponendo un messaggio di rinnovamento della politica. La competizione ci ha portato ad impegnarci pubblicamente per un partito che vogliamo più aperto, con processi decisionali più trasparenti, più coraggioso. Questi sono impegni che –indipendentemente da chi ha vinto, per il solo fatto della competizione e degli impegni che essa ha spinto a proclamare – oggi hanno più forza, proprio perché la competizione ha richiesto a ciascuno di noi di affermarli con forza e di impegnarsi pubblicamente a realizzarli. Qualcosa di simile a ciò che Jon Elster chiama la forza civilizzatrice dell’argomentazione pubblica. Il candidato che ha vinto si è impegnato nel rinnovamento e si sente tenuto a mantenere l’impegno. Il candidato che ha perso costituirà il pungolo (oltre che un ausilio, certo) perché il rinnovamento sia reale.

Il 30,3%: poco o tanto?
Indubbiamente rispetto all’obiettivo di essere eletto – per cui occorre il 50% dei voti più uno – i 169 voti da me avuti (pari al 30,3%) sono pochi. Consideriamo però che con Vera Ricci erano schierate le persone più influenti dei due “vecchi” partiti, tra cui il sindaco, due ex-sindaci (Gino Quartieri e Liliana Albertini), gli ex-segretari di DS e Margherita (Massimo Calzolari e Giampaolo Marchiorri), il presidente della Provincia, e che tutti questi si sono attivamente impegnati in campagna elettorale per “mobilitare” persone conosciute e portarle a votare … Allora il 30,3% dei voti non è un risultato affatto malvagio, anzi va considerato un buon risultato. Di chi, non da oggi, lavora per cambiare il modo di fare politica (e penso di averlo dimostrato anche con questa “campagna elettorale”).

Ancora coraggio!
Grazie Francesco per avermi aiutato a mettere a fuoco il fatto che il coraggio deve diventare un tratto distintivo della politica (e soprattutto del PD), sia nazionale che a Vignola. Ho provato a ricordare, nel mio discorso in assemblea il venerdì sera, che già in diversi passaggi il Partito Democratico ha dimostrato coraggio. Hanno dimostrato coraggio DS e Margherita nel decidere di sciogliersi per dare vita ad un nuovo partito. Ha dimostrato coraggio il PD quando ha deciso di organizzare le primarie del 14 ottobre per l’elezione del segretario nazionale – a cui hanno partecipato 3,5 milioni di cittadini (il “big bang” democratico!). Ha dimostrato coraggio il PD quando ha deciso che in tutti gli organi elettivi ci deve essere un numero pari di uomini e di donne. Non consideriamolo un dato banale! Per la politica italiana è una vera rivoluzione – non scordiamolo mai! Ha dimostrato coraggio Valter Veltroni quando ha annunciato che alle elezioni politiche del 13 e 14 aprile il PD correrà da solo – o comunque solo con alleanze che garantiscano per davvero che se si va al governo, poi si riesce a governare davvero. Ma adesso le prove di coraggio dobbiamo darle anche a livello locale, con il nuovo Partito Democratico di Vignola! Occorre procedere ancora in avanti, per realizzare un partito aperto, trasparente, che riconosce e premia il merito anche al suo interno – altrimenti come potrebbe essere credibile quando propone questi ideali per la società tutta? Ed occorre realizzarlo a partire dal territorio, dunque anche a Vignola. Questo è il mio impegno e l’impegno di tanti.

2007: l’anno del baby boom mancato (in Italia)

13 Febbraio 2008

Si tratta di una breve nota di Alessandro Rosina, demografo, tratta dal sito www.neodemos.it, sulla natalità in Italia che consente di inquadrare meglio la realtà vignolese nel più ampio scenario nazionale.

Con la Nota informativa pubblicata lo scorso 7 febbraio, l’Istat ha reso disponibili le “stime anticipatorie dei principali indicatori demografici” per l’anno 2007. Solo pochi mesi fa, a partire dai dati sulle nascite nel mese di settembre in vari ospedali di Milano, leggevamo sui giornali titoli e commenti del tipo “nuovo baby boom”, “la riscossa della maternità”, “nuova tendenza: il ritorno della voglia di far figli”. Ma, fin dall’inizio, il baby boom rischiava di rivelarsi “effimero” a ben guardare i dati, e le stime ora disponibili a livello nazionale e regionale dissolvono le ultime residue illusioni. Il 2007 non è stato, in fin dei conti, un anno particolarmente prolifico per il nostro paese, tanto che il valore del numero medio di figli per donna (1,34) si pone al di sotto del trend di continua crescita dal minimo del 1995 ad oggi. Non solo, infatti, rimaniamo uno dei paesi occidentali nei quali si fanno meno figli, ma, secondo le stime Istat appena pubblicate, avremmo addirittura fatto un leggero passo indietro rispetto al 2006 (1,35). E’ vero però che nell’Italia centro-settentrionale l’evoluzione complessiva dell’indicatore congiuntale di fecondità rimane positiva (vedi figura sotto). Viceversa il Sud conferma il percorso di continuo declino. Il valore di 1,30 figli per donna registrato nel 2007 è in assoluto il più basso nella storia del Mezzogiorno, e rende tale area una delle meno prolifiche dell’Europa occidentale.
Se ci confrontiamo con altri importanti paesi europei, il nostro maggior invecchiamento relativo non è tanto dovuto alla crescita dei livelli della speranza di vita (arrivati a 78,6 anni per gli uomini e a 84,1 per le donne), comparabili con quelli svedesi e francesi, ma proprio alla nostra particolarmente (e sempre più cronicamente) bassa fecondità. Se c’è una nota positiva, in termini di contrasto al declino e all’invecchiamento, essa viene soprattutto dall’effervescenza delle dinamiche migratorie. Con tutti i nostri problemi e le difficoltà a far figli, per fortuna ci sono almeno i paesi più poveri che ci danno una mano.

Numero medio di figli per donna, per area geografica

Cara Vera, buon lavoro!

10 Febbraio 2008

Nei giorni 8-10 febbraio 2008 l’assemblea del Partito Democratico di Vignola ha eletto Vera Ricci coordinatore del circolo. Cara Vera, buon lavoro! Ecco i dati relativi al voto: 560 votanti, 2 schede nulle, 389 voti per Vera Ricci (69,7%), 169 voti per Andrea Paltrinieri (30,3%).

L’assemblea ha anche eletto, a voto palese nella serata di venerdì 8 febbraio, gli 8 delegati all’assemblea provinciale del Partito Democratico: Adani Roberto, Gasparini Giancarlo, Marchiorri Giampaolo, Paltrinieri Andrea, Albertini Giuliana, Guaitoli Giovanna, Manzini Paola, Riccovolti Letizia. Essi si aggiungono agli eletti alle primarie del 14 ottobre 2007, partecipanti di diritto all’assemblea provinciale: Bergamini Serena, Denti Daria, Graziosi Luca, Lenzi Sara, Ricci Vera.

Inoltre, sempre nella serata di venerdì 8 febbraio, è stato eletto il Comitato direttivo del circolo del Partito Democratico di Vignola. E’ stata votata con voto palese una lista condivisa di 64 persone (32 donne, 32 uomini), a cui si aggiungono 9 componenti di diritto. Ecco i nomi. Uomini: 1. Amidei Lucio, 2. Baldini Ivano, 3. Balugani Amos, 4. Bazzani Claudio, 5. Bertoni Natale, 6. Bortolotti Gianni, 7. Cassani Guerrino, 8. Castagnini Luca, 9. Cavedoni Valter, 10. Cioni Enzo, 11. Dahi Abbes, 12. Dal Rio Moreno, 13. Elegibili Stefano, 14. Fioraio Michele, 15. Fiorani Gaetano, 16. Galli Francesco, 17. Gianni Angelo, 18. Giorgini Matteo, 19. Liuzzi Vincenzo, 20. Loppo Giuseppe, 21. Marchiorri Giampaolo, 22. Mescoli Guido, 23. Monduzzi Mattia, 24. Novembre Giuseppe, 25. Paltrinieri Andrea, 26. Quartieri Gino, 27. Rinaldini Marco, 28. Rossi Massimo, 29. Spano Pantaleo, 30. Succi Giordano, 31. Tarozzi Ilian, 32. Zaccarini Antonio. Donne: 1. Albertini Giuliana, 2. Albertini Liliana, 3. Albertini Roberta, 4. Baldini Simona, 5. Bergamini Giovanna, 6. Bertolla Beatrice, 7. Bita Costina, 8. Caiti Daniela, 9. Covili Paola, 10. D’Annibale Susanna, 11. Franchini Carla, 12. Garavini Silvana, 13. Grazia Adelmina, 14. Guaitoli Giovanna, 15. Lasagni Giulia, 16. Martini Anna Maria, 17. Milani Maria Elena, 18. Montanari Carla, 19. Muratori Rossella, 20. Odorici Gloria, 21. Parmeggiani Silvana, 22. Pesci Alessia, 23. Piani Daniela, 24. Rabitti Maurizia, 25. Rapini Romana, 26. Riccovolti Letizia, 27. Sabattini Sara, 28. Serafini Maria Cristina, 29. Soli Loretta, 30. Zagnoni Antonia, 31. Zanetti Ilaria, 32. Zecchi Edda. Ad essi si aggiungo i componenti di diritto: Adani Roberto (sindaco), Gasparini Giancarlo (capogruppo PD in consiglio comunale), Manzini Paola (assessore regionale), Sabattini Emilio (presidente della Provincia di Modena), oltre a Bergamini Serena, Denti Daria, Graziosi Luca, Lenzi Sara e Ricci Vera in quanto eletti all’assemblea costituente (regionale o nazionale) in occasione delle primarie del 14 ottobre 2007.

A tutti buon lavoro!

Idee per il Partito Democratico di Vignola

6 Febbraio 2008

Più di 70 persone incontrate faccia a faccia o per piccoli gruppi; due incontri pubblici; numerosi contributi scritti ricevuti. Tutto ciò mi ha consentito di mettere meglio a fuoco alcune idee di fondo sul Partito Democratico a Vignola. Eccole.

Nei prossimi mesi – i primi mesi dopo la fondazione – il Partito Democratico deve rendere visibile una chiara discontinuità con il passato. Anche a Vignola deve dimostrare sin da subito ed in modo tangibile di essere un partito aperto e “comunicante” con la società, coraggioso e credibile, impegnato ad apprendere, pronto a valorizzare le “energie” di ogni singolo aderente, in grado di ridare dignità all’impegno in politica per passione civile.

Il Partito Democratico a Vignola, un partito nuovo per davvero
[1] Credibilità significa avere convinzioni per cui si è disposti a rischiare. Anche a Vignola il PD deve dimostrare di avere una visione ambiziosa per cui si impegna, giorno dopo giorno, con coraggio, a conquistare il consenso della maggioranza dei cittadini. Deve dimostrare, oltre ad avere buone idee, di avere la capacità di realizzarle. E realizzare quindi conferenze programmatiche annuali e bilanci di previsione e consuntivi. Così da rendere conto agli iscritti, con possibilità di contraddittorio, dei risultati conseguiti.
[2] Un partito aperto, che fa funzionare i “canali di scorrimento” tra società e politica per la circolazione delle idee ed anche delle persone. La qualità delle persone del PD sarà tanto più alta quanto più questa circolazione sarà intensa. Il PD dovrà essere davvero impegnato ad accogliere le migliori energie intellettuali, morali, civili della comunità vignolese. Dunque: forum tematici da avviare al più presto, aperti anche ai non aderenti secondo un principio di ascolto e di valorizzazione anche delle migliori competenze esterne; forum tematici innanzitutto come “audizione” di chi, per esperienza o rappresentanza economica o sociale, può offrire conoscenze rilevanti. Ma anche “alleanze” con pezzi di società e collaborazione nella realizzazione di iniziative, all’interno di un disegno strategico condiviso. Anche lavorando fianco a fianco con altri soggetti (es. su lavoro flessibile e precarietà con le organizzazioni sindacali; su comportamenti di consumo responsabili con chi propone il commercio equo e solidale; su consapevolezza dei cittadini rispetto al tema dell’amministrazione della città con chi lavora per l’educazione degli adulti; ecc.) si manifesta l’idea di un partito aperto, che fa della “rete” di contatti e di iniziative un principio ispiratore.
[3] Nella società della conoscenza è impensabile che anche la politica non sia una politica “della conoscenza”, ovvero una politica che ricerca e fa affidamento sulla precisa conoscenza delle cose su cui è chiamata a decidere, che si impegna a comprendere le conseguenze delle sue decisioni e che lavora per “apprendere” sulla base delle evidenze disponibili. Il PD di Vignola dovrà promuovere processi di apprendimento, con il coinvolgimento di esperti e “centri di pensiero”, per garantire la formazione di conoscenze all’altezza delle sfide che abbiamo davanti. Ma questo significa anche esercizio della critica – senza la quale non c’è apprendimento vero. E significa anche un modo nuovo per organizzare la discussione, con documenti scritti distribuiti prima del dibattito. Un partito che apprende ed in tal modo promuove una città che apprende.
[4] Il PD di Vignola dovrà farsi portatore di un’idea esigente di partecipazione e democrazia interna. Dovrà “rendere interessante la partecipazione”, rendere percepibile il contributo dato da ciascuno e la concretezza della posta in gioco. La partecipazione si esercita infatti se le decisioni fondamentali sono assunte dal basso, con una discussione ampia ed informata; quando necessario anche con il ricorso al voto (“primarie delle idee”, “referendum di indirizzo”). Le parole chiave affinché ciò possa funzionare – e non disilluda i nuovi aderenti – sono informazione e trasparenza. La democrazia va intesa come un modo di prendere decisioni intrecciato in modo indissolubile con l’ascolto, la discussione ed il confronto pubblico degli argomenti. Riconoscendo in tal modo grande importanza alla formazione delle opinioni ed alla qualità del processo deliberativo.
Per fare ciò è fondamentale sapere creare strumenti di informazione diffusa e luoghi di discussione vera: una “rete” di luoghi e di occasioni da realizzare anche grazie alle tecnologie della rete (blog, mailing list, ecc.). E’ importante aprire nuovi spazi di partecipazione e nuove occasioni di “formazione politica”. Ed è importante che il momento decisionale sia immerso in ed alimentato da un impegno di lungo corso nella conoscenza e nel confronto vero degli argomenti. In un partito più ampio, plurale, questo è un requisito di fondo per il buon funzionamento.

Un partito coraggioso nell’affrontare le sfide della nostra città
Valori e politiche di fondo del PD sono fissati nei documenti costitutivi in corso di redazione. E’ però importante che già a partire dagli orientamenti sin qui espressi si provi a declinare alcuni temi su scala locale, riconoscendo l’importanza della prima Assemblea cittadina del PD. Forma organizzativa e contenuti sono infatti le due facce di un progetto politico che vuole essere davvero innovativo e utile anche per la nostra città. Occorre dunque pensare al PD di Vignola come ad un partito che recuperi una capacità di elaborazione autonoma da quella dell’amministrazione, con cui, invece, avviare un confronto continuo e alla pari. E’ infatti anche sulle proposte, sull’idea di città e di società, sulle iniziative politiche conseguenti, che si misura una parte importante della credibilità del progetto del PD a Vignola.

[6] E’ evidente la necessità della revisione delle politiche e delle scelte urbanistiche e di governo del territorio. L’opportunità è offerta dalla predisposizione in corso del nuovo PSC intercomunale. Occorre rileggere, anche criticamente, la pianificazione territoriale degli ultimi vent’anni ed interrogarsi sullo scarto tra gli indirizzi generali più volte riaffermati nei documenti di programmazione ed alcuni elementi della realtà (es. “sprawl urbano” ovvero urbanizzazione delle zone agricole) che si traducono in una percezione critica da parte di molti cittadini. Il tema della qualità della città e del suo rapporto con la campagna circostante, la valorizzazione del territorio agricolo (recupero del sistema dei canali nelle basse, rilancio della valorizzazione dei percorsi collinari, sviluppo di attività integrative promotrici di tutela e valorizzazione dell’ambiente) e del territorio fluviale (valorizzazione dei percorsi fluviali, recupero del rapporto cittadino con il fiume e dell’idea di “città sul fiume”), deve recuperare forza. Così come deve recuperare forza la riqualificazione del verde urbano (oggi agevolata dal recente approntamento di un masterplan delle aree verdi).
[7] Il PD dovrà farsi portatore di un’idea esigente di partecipazione dei cittadini a pensare e progettare la Vignola del futuro. Anche cogliendo l’occasione del PSC in corso di predisposizione occorre realizzare un percorso di partecipazione e condivisione cittadina dell’immagine della città del futuro. Ciò non solo al fine di disegnare i vuoti ed i pieni del nostro territorio, ma in quanto affermazione di un legame tra gli spazi cittadini e gli usi che la collettività intende farne e che riflettono un’idea di comunità (spazi pubblici, di socialità, sicurezza e benessere, ecc.). In questo percorso il ruolo del PD dovrà essere visibile, con il proprio forum tematico e con proprie iniziative originali.
[8] Il nodo della qualità ambientale dello sviluppo e della vita moderna è indubbiamente ancor oggi sottovalutato nel nostro paese. Anche a Vignola si deve aprire una riflessione profonda che rilanci un’azione politica per forme del vivere più attente all’ambiente e per uno sviluppo economico in grado di preservare la qualità ambientale. Sappiamo che non possiamo fare affidamento su singole tecnologie risolutive e che pertanto, sia che si tratti di mobilità, sia che si tratti di smaltimento dei rifiuti od altro, dobbiamo promuovere una gamma differenziata di opzioni. Il PD dovrà però dare anche un segnale chiaro dell’importanza di modificare i nostri comportamenti, i nostri stili di vita. Certo, in modo intelligente, riconoscendo i fattori di complessità della vita moderna che rendono lento il cambiamento, ma anche operando con grande determinazione, creatività, costanza nel tempo. Uso limitato del mezzo privato, valorizzazione del mezzo pubblico e della bici, impegno nella raccolta differenziata, sostegno alle forme di risparmio energetico ed idrico: sono uno dei banchi di prova del nuovo partito.
[9] Rispetto ad importanti indicatori di disuguaglianza e povertà il territorio dell’Unione Terre di Castelli – con al centro Vignola – è meglio posizionato rispetto ad altri territori della provincia di Modena. Tuttavia anche Vignola partecipa a processi che hanno visto, negli ultimi anni, una crescita della povertà relativa ed una accentuazione delle disuguaglianze economiche e sociali. I processi migratori intervenuti spiegano solo in parte questi cambiamenti. Anche da noi i due principali fattori associati alla povertà sono (a) l’essere in affitto e (b) la numerosità del nucleo familiare, ovvero la presenza di più figli. Altri elementi di fragilità individuale e sociale sono determinati da una prolungata condizione di precarietà lavorativa dei giovani e dalla presenza di persone non autosufficienti nel nucleo familiare. Comprendere cosa sta succedendo al nostro territorio in termini di trasformazioni demografiche, sociali, occupazionali è uno degli obiettivi che il PD di Vignola deve porsi sin da subito. Comprendere i processi in atto è infatti il primo requisito per rinnovare le forme di tutela e l’organizzazione del welfare locale. E quindi elaborare, anche con la collaborazione dei diversi soggetti istituzionali competenti (Unione, ASP, Distretto sanitario, realtà del volontariato) una visione rinnovata delle politiche di intervento. Recuperare una politica ed una maggiore capacità dell’amministrazione sul tema della garanzia dell’alloggio è certamente uno degli ingredienti di tale nuova capacità d’intervento.
[10] Vignola città cantiere di cittadinanza. Questo bello slogan proposto da Davide Grandi è già un punto chiaro di riferimento per le politiche dell’integrazione dei cittadini stranieri. Richiama l’idea di una cittadinanza che, riferendosi ai valori della Costituzione repubblicana, non venga intesa solo come un mezzo per semplificare le procedure burocratiche, ma come condivisione e pratica quotidiana di valori civici. Dobbiamo richiedere agli stranieri innanzitutto l’apprendimento della lingua italiana in tempi ragionevolmente brevi (e per cui offriamo corsi presso il CTP) e quindi la partecipazione alla vita della comunità (es. impegno al rapporto con le istituzioni scolastiche in presenza di figli studenti, ecc.). Dobbiamo, da parte nostra, operare affinché non risultino all’opera meccanismi più o meno nascosti di penalizzazione o discriminazione nei percorsi scolastici e nel mercato del lavoro delle seconde generazioni (per un approfondimento). La capacità di proporre con grande lucidità politiche in grado di tenere assieme il dovere della solidarietà e dell’accoglienza, il riconoscimento del contributo offerto dai lavoratori stranieri all’economia del nostro territorio, la richiesta esigente di una più forte integrazione civica segnerà la nostra capacità di essere credibili sul tema immigrazione – lavorando per il loro ed il nostro futuro.